mercoledì 8 aprile 2009

Abruzzo: morti senza nome

Tra le vittime del terremoto in Abruzzo, moltissimi migranti. Dei primi trenta cadaveri rinvenuti, otto erano macedoni. “Molti di loro non avevano un permesso di soggiorno, e ora c’è il rischio che nessuno potrà mai sapere niente della loro morte” spiega Renato Di Nicola, dell’Abruzzo Social Forum.

Nella zona dell’aquilano c’è una forte presenza di stranieri, soprattutto provenienti dall’est: 16.971 in tutta la provincia. Macedoni, rumeni, albanesi, che lavorano con la pastorizia o che studiano, come Katy, una ragazza di orgine albanese iscritta alla facoltà di medicina de L’Aquila. “La scossa che ha preceduto quella delle tre di notte non ci ha spaventato, erano mesi che ne sentivamo e tutti ci dicevano che erano solo scosse di assestamento” racconta Katy “mi sono svegliata nel cure della notte con i calcinacci che mi cadevano addosso, sono corsa in strada e ho visto gente buttarsi dalla finestra pur di scappare. Ora sono a Rieti, a casa dei miei genitori, ma voglio tornare a L’Aquila per aiutare chi non ha la fortuna di avere un’altra casa dove andare”.
Fonte: Amisnet.org

ROMA: CONTROLLI POLIZIA, 486 PEZZI DI MERCE CONTRAFFATTA SEQUESTRATA

Roma, 8 apr. - Quattrocentottantasei pezzi di merce contraffatta sequestrati, tre multe a prostitute e 14 persone denunciate per violazione alla normativa sull'immigrazione. Sono alcuni dei provvedimenti scattati a seguito dei controlli degli agenti della polizia volti al contrasto dei fenomeni dell'abusivismo commerciale, dell'accattonaggio e al contrasto della prostituzione su strada nel territorio di Roma.

Nel corso dei servizi sono state identificate 31 persone, di cui 23 accompagnate presso l'ufficio immigrazione e sono stati controllati 3 veicoli. Per l'attivita' di antiprostituzione, quattro le prostitute controllate: di cui 3 rumene ed un transessuale brasiliano. Tre le contravvenzioni elevate ai sensi dell'ordinanza antiprostituzione del sindaco.

In merito all'attivita' di contrasto all'abusivismo commerciale, sono state controllate 19 persone, di cui 5 bengalesi, 2 equadoregni, 3 senegalesi, 1 iracheno, 1 algerino, 1 afgano, 1 siriano e 5 rumeni. Undici sequestri amministrativi ed uno penale effettuati per un totale di 486 pezzi contraffatti, tra cui vestiario, borse, foulards e cinte. Inoltre gli agenti hanno denunciato una persona per contraffazione e due sono indagate per violazione del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Quattordici le persone denunciate per violazione della normativa sull'immigrazione. Nella giornata di ieri, inoltre, sono stati effettuati dei servizi di prevenzione e controllo con particolare attenzione alla zona di Aurelio. Otto le persone controllate e 3 veicoli. Un bengalese ed 1 tunisino sono stati raggiunti da decreto di espulsione. Stesso provvedimento anche per una prostituta rumena e 2 nigeriane.

ROMA, 5 ROMENI SI PICCHIANO TRA DI LORO

I Carabinieri della Stazione Roma Cinecittà, sono intervenuti, ieri sera intorno alle 21, in via Tuscolana, davanti ad un bar nei pressi del terminal Anagnina, per sedare una rissa tra 5 cittadini romeni che se le stavano dando di santa ragione. Alla vista dei militari si sono scagliati contro di loro. I cinque, tutti rumeni, tra i 31 e i 39 anni, sono stati arrestati per rissa aggravata. Futili i motivi della lite avvenuta dopo un alterco verbale. Due dei cinque sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari del Policlinico Casilino. Trattenuti presso le camere sicurezza saranno giudicati con il rito direttissimo.

Provincia, popolazione in crescita: 433mila residenti. Aumentano soprattutto gli stranieri

Prosegue la crescita della popolazione del Parmense, che ha superato quota 433mila residenti e ha fatto registrare l’incremento annuo più alto dell’ultimo mezzo secolo. Continuano a crescere anche gli stranieri (+17,5%), nei quali per la prima volta la componente femminile risulta prevalente. Aumentano le nascite, con un trend positivo che riguarda soprattutto gli stranieri (per i quali si può parlare dell’incremento più elevato dell’ultimo decennio).
Prosegue la crescita del numero delle famiglie e in modo particolare di quelle di piccole dimensioni, che rappresentano ormai oltre il 65% del totale. Queste alcune delle indicazioni emerse dal Rapporto annuale della Provincia sulla popolazione del nostro territorio: cifre aggiornate al primo gennaio 2009, che fotografano il Parmense offrendo numerosi spunti di riflessione.
“L’incremento annuo della popolazione è stato il maggiore dell’ultimo mezzo secolo ed è in gran parte determinato dalla popolazione straniera, che in questi anni si è trasformata: va segnalato che per la prima volta oltre il 50% degli stranieri sono donne, e che tra i paesi di provenienza quelli dell’Est Europa stanno crescendo in modo vertiginoso. L’indice di vecchiaia si sta abbassando, sempre grazie agli stranieri, e 22 nati su 100 sono sempre stranieri: l’anno scorso erano 19. Un altro aspetto da segnalare è quello che riguarda la montagna, che in un anno ha “perso” solo 167 persone: un decremento dello 0,5%, tutto sommato abbastanza contenuto”, ha detto nel corso della presentazione di oggi in Provincia l’assessore alle Politiche sociali Tiziana Mozzoni, sottolineando tra l’altro il rilevante peso della componente migrante in tutte le dinamiche demografiche di questi anni. “La popolazione cresce ormai da 15 anni ininterrottamente. Il flusso delle migrazioni ha cambiato un declino demografico che era già nei numeri”, ha osservato il responsabile dell’Ufficio statistica della Provincia Andrea Gaiani, che ha presentato i numeri nel dettaglio.

La popolazione complessiva
La popolazione della nostra provincia cresce quest’anno ad un ritmo nettamente più alto rispetto ai precedenti, non si verificava un incremento così forte almeno dal 1958 (La prima rilevazione annuale sulla popolazione di cui si hanno i dati): al 1° gennaio 2009 contiamo 433.096 residenti, con un aumento rispetto all’anno scorso di 7.406 unità, +1,7%. La nostra popolazione cresce ininterrottamente da circa 15 anni, e l’incremento è stato particolarmente accelerato nell’ultimo periodo: dal 2000 ad oggi è aumentata di più di 36.000 persone. È forte l’aumento fatto registrare dal comune di Parma (+2,1%), che quest’anno ha avuto una crescita più significativa rispetto agli anni scorsi; tuttavia vi sono comuni che hanno fatto segnare incrementi ancora più elevati: la crescita percentuale maggiore è stata quella di Mezzani (+4,4%), seguito da Fontanellato (+3,8%), Calestano e Noceto (+3,2%). I comuni che diminuiscono oltre il 2% sono Bore (-3,7%) Valmozzola (-2,7%), Monchio e Varsi (-2,1%).

Gli stranieri
Gli stranieri residenti al 1° gennaio 2009 sono 45.994, il 10,6% della popolazione complessiva, con un aumento di +17,5% rispetto all’anno precedente. Per avere un’idea dell’evoluzione di lungo periodo, basti pensare che nel 1995 gli stranieri residenti non raggiungevano le 6.000 unità. I comuni della Montagna presentano gli aumenti percentuali più alti, pur partendo, in alcuni casi, da numeri piuttosto bassi in valore assoluto. Analizzando la percentuale di stranieri rispetto al totale della popolazione, le cifre più alte si rilevano nel capoluogo (11,9%) e nei comuni immediatamente circostanti, con significative propaggini nei comuni collinari a sud: al 1° e al 2° posto troviamo i comuni di Fornovo (15,1%) e Calestano (15,0%). Un cambiamento importante nelle caratteristiche della popolazione straniera è la crescita della presenza femminile: nel 1995 le donne rappresentavano solo il 38% del totale della popolazione, nel 2009 per la prima volta le donne hanno superato gli uomini raggiungendo il 50,5%. Per quanto riguarda le cittadinanze, al primo posto troviamo gli albanesi, seguiti da moldavi e rumeni, che nell’ultimo anno hanno scalzato i marocchini e i tunisini nella graduatoria delle nazionalità più consistenti. Infatti, nell’ultimo anno i moldavi sono cresciuti di oltre il 42% e i rumeni di quasi il 32%. Ormai le persone provenienti dai Paesi dell’Est Europa sono il gruppo più numeroso.

I nati, i giovani, gli anziani e le famiglie
Nell’ultimo anno è proseguita la crescita delle nascite, 90 in più rispetto all’anno precedente. Si conferma quindi un trend positivo che riguarda soprattutto gli stranieri, che hanno intensificato la loro crescita: 162 bambini stranieri in più rispetto al 2008, l’aumento più elevato dell’ultimo decennio. L’indice di vecchiaia è sceso parecchio: dal 210,8 del 1999 al 179,3 del 2009, decremento al quale gli stranieri hanno contribuito in misura fondamentale. I “grandi anziani” (da 75 anni in avanti) continuano ad aumentare, anche se ad un ritmo rallentato rispetto al passato. Il numero delle famiglie prosegue la sua crescita e raggiunge nel 2009 la cifra di 197.016; oltre 32mila le famiglie in più dal 1998. Il maggior aumento tra l’anno 2008 e il 2009 lo si è avuto nelle famiglie a 1 componente e in quelle a 2 componenti, che nel complesso hanno avuto una crescita quasi 3.400 unità. Le famiglie di piccola dimensione (fino a 2 componenti) rappresentano ormai oltre il 65% del totale.

CARTE CREDITO CLONATE: TROVATO LABORATORIO, 3 ARRESTI A MILANO

Il sistema che la banda stava per mettere in atto prevedeva la registrazione dei codici attraverso le videocamere dei telefoni cellulari applicati all’interno delle plafoniere degli sportelli bancomat e la loro associazione con i dati delle carte originali infilate dai clienti nelle fessure false precedentemente sostituite a quelle reali


Milano, 08 aprile 2009 - Era tutto pronto per la clonazione di decine di carte di credito. Maschere skinner, lettore apriporte, plafoniere, videotelefoni, lettore di bande elettromagnetiche.



Tre rumeni, due di 30 e uno di 23 anni, sono stati sorpresi ieri pomeriggio dalla polizia nella loro abitazione-laboratorio di via Isocrate, dotata di tutta la strumentazione necessaria per registrare codici bancari e falsificare carte di credito.



Tutto il materiale, che comprende anche 30 tessere gia’ clonate, saldatori, cacciavite e coltelli, e’ stato sequestrato dagli agenti del Commissariato Centro. Florin C., 30enne capo istruttore del trio, Mihai S. e il fratello minore, Stefan S., sono stati arrestati dopo una serie di appostamenti in seguito alla segnalazione di alcuni movimenti sospetti da parte dei residenti della zona. I tre, senza precedenti, hanno detto di essere arrivati a Milano da pochi giorni.



L’abitazione in via Socrate e’ risultata in affitto a un amico dei clonatori e data in uso a Florin C. Il sistema che la banda stava per mettere in atto prevedeva la registrazione dei codici attraverso le videocamere dei telefoni cellulari applicati all’interno delle plafoniere degli sportelli bancomat e la loro associazione con i dati delle carte originali infilate dai clienti nelle fessure false precedentemente sostituite a quelle reali. Dei tre, i due 30enni erano gia’ stati segnalati dalla polizia rumena alla polizia postale milanese.

Tenta di ucciderli per una sigaretta

Una lite furiosa terminata nel sangue: due romeni sono stati gravemente feriti a colpi di coltello da un pregiudicato, che è stato poi arrestato mentre era nella mensa di Viale K. Intanto cresce la rabbia tra i residenti

Ferrara, 8 aprile 2009 - Una sigaretta e pochi spiccioli. Per questa miseria E.K., kosovaro, ieri mattina in viale Krasnodar ha quasi ammazzato due rumeni a colpi di coltello. Ora entrambi sono in gravissime condizioni al Sant’Anna, in pericolo di vita, il loro aggressore invece è stato arrestato con l’accusa di tentato duplice omicidio.

Da una banale lite, da un regolamento di conti per pochi soldi e per una sigaretta non data. Da qui nasce il sanguinoso parapiglia scoppiato alle 11.30 in viale Krasnodar. Un dramma dell’emarginazione che ha come protagonisti extracomunitari pregiudicati, gente che per campare vive di espedienti. Come E.K., 43 anni del Kosovo, conosciuto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti contro il patrimonio e la persona, o come i rumeni A.O.I., 32 anni, e I.S., 44, di fatto residente nella provincia di Treviso, anche loro con identici precedenti. Tutto avviene all’uscita della galleria del Conad in viale Krasnodar: i tre cominciano a litigare, ad insultarsi, "li sentivo gridare", dirà una donna. L'aggressore non ci pensa un minuto di più, estrae dalla tasca un coltello a serramanico e parte all’attacco. Colpisce entrambi due volte: Sandru alla schiena, Iorel a fianco e spalla. La lama affonda nella carne fino a lambire i polmoni.

L’attacco è concluso, il kosovaro ha battuto le sue prede, ha dimostrato in quella maniera chi è il più forte, chi comanda. Con i vestiti inzuppati di rosso si dirige verso l’associazione Viale K, li getta dentro un sacchetto dell’immondizia, si cambia. Pulisce il coltello con l’acqua e si mette in fila, in silenzio come se niente fosse avvenuto, per ricevere un pasto caldo alla mensa. Tutto questo mentre i due rumeni cercano aiuto, corrono nella vicina assistenza pubblica, cento metri dal luogo dell’accoltellamento. Attraversano la galleria ("grondavano sangue", dirà una signora), poi la strada lasciandosi alle spalle una lunghissima scia rossa. Questo davanti a decine di persone, chi a fare la spesa, chi alla posta.

"E’ arrivato un ragazzo — racconta Oriella Ferri, volontaria del centro di Assistenza — tutto sporco di sangue. Aveva due ferite, diceva che era stato accoltellato da un tizio che dormiva da don Bedin. Pareva una torcia di sangue". Sfinito, crolla a terra, perde conoscenza. Qualche attimo dopo arriva anche l’amico. Pure lui racconta di essere stato ferito dalla stessa persona. Quella che, qualche istante più tardi, viene raggiunta in fila alla mensa dagli uomini dell’Upgsp e della Mobile per essere arrestata.



I SOCCORSI

Oriella Ferri è stata la prima a soccorrere i due rumeni feriti. Volontaria dell’Assistenza pubblica estense, è ancora scossa da quanto visto poco prima. "Ero qui con alcuni colleghi quando è entrato un ragazzo — dice — pareva una torcia di sangue. Parlava poco l’italiano ma diceva di essere stato colpito da un extracomunitario che dormiva da don Bedin. All’improvviso è crollato a terra e ha perso i sensi. Abbiamo tentato di aiutarlo poi è arrivato il 118". Qualche secondo dopo entra il secondo ferito, "pareva meno grave, era stato colpito due volte alla schiena". Anche lui, dice Oriella, "ha parlato dello stesso aggressore».

Intanto cresce la rabbia dei residenti. "Ringraziamo tantissimo l’assessore alla Sicurezza e tutta la giunta comunale — dice sarcastica Susanna Droghetti portavoce del comitato Mille firme —, con le loro belle percentuali di sicurezza questo è il risultato. Qua la gente ha paura, un fatto del genere avvenuto sotto in un supermercato? Inaudito. Aspettiamo ancora le telecamere. Ad aprile 2007 Atti era venuto a fare i rilievi, poi il nulla".


LE INDAGINI

E' rimasto in silenzio, seduto su una sedia della questura. Sguardo perso nel vuoto, quasi senza rendersi conto di cosa avesse combinato. L’accusa contro il kosovaro è devastante: duplice tentato omicidio, reato che potrebbe diventare ancor più grave se la situazione dei rumeni precipitasse ulteriormente. I poliziotti di Upgsp, Squadra mobile e Scientifica, sono arrivati a lui dopo nemmeno un’ora dall’aggressione.

L'aggressore era nella mensa di Viale K, tranquillo. Attendeva il suo turno per ottenere un pasto. Come tutti i giorni per poter vivere. Indosso jeans, maglia grigia e giubbotto scuro. Pulito. La camicia inzuppata di sangue l’aveva già fatta sparire poco prima: l’aveva annodata e gettata in un sacchetto blu dell’immondizia, infine lasciata in un cassonetto. Quando i poliziotti l’hanno fermato aveva ancora in tasca l’arma del delitto, quel coltello a serramanico che si era preoccupato di pulire con cura sotto l’acqua corrente. In questura non ha aperto bocca, non si è giustificato, nemmeno pentito di quanto fatto. Muto. Con quel suo sguardo perso nel vuoto e la mente chissà dove.

di Nicola Bianchi

Furto Tabacchino: condannati per direttissima due rumeni

Si è svolto nella mattinata di ieri il processo, con rito direttissimo, a carico di un giovane VISALON Costantin 1984 (Romania) e di una donna VISALON Cheja 1987 (Romania), resisi responsabili di furto nello scorso fine settimana in città e tratti in arresto dalla Sezione Volanti, subito dopo la segnalazione inviata al 113.

Accadeva che, venerdì scorso, una Volante veniva inviata al quartiere S. Chiara, in quanto una guardia particolare giurata aveva immediatamente prima segnalato, un episodio criminoso consumato all’interno di un esercizio commerciale. Immediatamente sul posto, si contattava la guardia giurata, la quale riferiva che entrando all’interno del negozio, aveva notato la presenza di due persone giovani, un uomo ed una donna, apparentemente slavi.
Il giovane era vicino alle macchinette dei videogiochi, mentre la donna stava vicino al bancone di vendita per acquistare alcuni pacchetti di sigarette. La giovane donna di circa 25 anni, alta circa mt. 1.60, capelli lunghi neri raccolti a coda di cavallo, indossante giubbotto di colore verde con cappuccio e gonna lunga di colore marrone, per il pagamento forniva alla negoziante una banconota di euro 500,00, ricevendo dalla stessa la somma di euro 470,00, composta da banconote di 100, 50 e 20 euro quale resto.
Nella circostanza interveniva il giovane, descritto alto circa mt.1.80, di anni 30 circa, indossante pantaloni jeans e giubbotto in similpelle di colore nero, capelli scuri corti, che si avvicinava alla compagna e, dopo avere manifestato il proprio dissenso in lingua italiana sul taglio delle banconote ricevute come resto, manifestava la propria intenzione di riavere indietro la banconota di 500 euro. La titolare pertanto restituiva ai due la predetta banconota ricevendo indietro i pacchetti di sigarette ed alcune banconote “arrotolate”, da lei a fiducia ritenute pari alla somma di 470 euro fornita come resto A questo punto i due si allontanavano e la negoziante si accorgeva, ad un più accurato controllo, che la somma restituitale era solo 270 euro, e quindi i due si erano impossessati della differenza di 200 Euro circa. La vittima così chiedeva alla guardia giurata di fermare i due malfattori ma una volta fuori, alcuni testimoni riferivano che i due si erano allontanati velocemente a bordo di un’autovettura tipo Renault 19 di colore nero con targa straniera, in direzione viale Porta Pia.
I poliziotti intervenuti immediatamente diramavano le ricerche via radio. Così dopo poco tempo, alle ore 13.00 successive, in questa via Perrino un altro Poliziotto notava e bloccava un’autovettura marca Renault colore nero con targa tedesca. Del fatto veniva data immediata comunicazione alla sala operativa che provvedeva ad inviare in ausilio una pattuglia per i successivi adempimenti.

Negli Uffici della Sezione Volanti i due, riconosciuti negli autori del furto consumato poco prima e sopra descritto,venivano sottoposti a perquisizione la quale sortiva esito positivo, infatti nel portafoglio della donna, anch’esso esplicitamente riconosciuto come quella da lei utilizzato nel’occorso, vi era ancora la descritta banconota da euro 500,00 utilizzata presso la tabaccheria, ed altro danaro nonché degli oggetti che venivano sottoposti a sequestro. I due fermati venivano così tratti in arresto ed a seguito del processo, erano condannati a mesi 4 con sospensione della pena.

Comunicato stampa QUESTURA DI BRINDISI
UFFICIO PREVENZIONE GENERALE & SOCCORSO PUBBLICO
SEZIONE VOLANTI

SORPRESI A RUBARE IN CENTRO COMMERCIALE, ARRESTATI 3 GIOVANI

BELPASSO (CATANIA) - Tre giovani, due rumeni ed un italiano, sono stati arrestati dai carabinieri perche' sorpresi a rubare tra gli scaffali del centro commerciale Etnapolis, in contrada Valcorrente, a Belpasso, nel catanese. I primi due a finire in manette sono stati un meccanico rumeno, I.B.M. di 21 anni, ed uno studente italiano, S.S. di 19 anni. Entrambi, provenienti da Floresta, in provincia di Messina, sono stati notati aggirarsi con fare sospetto tra gli scaffali di "Mediaworld". Bloccati all'uscita dell'esercizio commerciale, dopo avere oltrepassato le barriere antitaccheggio, sono stati trovati in possesso di diversi dispositivi elettronici e componenti periferiche per computer, tra cui hard disk, I-pod e lettori mp-3, per un valore complessivo di circa 500 euro. I prodotti oggetto di furto sono stati riconsegnati al titolare del negozio. Entrambi sono finiti nel carcere di Catania Piazza Lanza. Un altro rumeno, F.I., 20 anni, di Roccalumera (Me), e' stato bloccato all'uscita del centro commerciale, dopo che aveva "visitato" il negozio "Piazza Italia" ed il supermercato "Carrefour". Nella sua borsa, appositamente schermata, sono stati trovati numerosi capi di abbigliamento che presentavano degli strappi nei punti dove erano posizionate le placche anti-taccheggio. Nel primo punto vendita il rumeno aveva rubato camicie da uomo e t-shirt, mentre nel reparto abbigliamento del market biancheria intima, pantaloni e calze, il tutto per un valore complessivo di circa 200 euro. Il giovane, tradito forse dalla fretta, si era pero' dimenticato di strappare l'ultima borchia anti-taccheggio da un paio di pantaloni, cosi' al passaggio davanti alle casse e' scattato l'allarme ed e' stato arrestato. Tutti i capi rubati sono stati restituiti ai legittimi proprietari. Anche per lui, dopo essere stato accompagnato in caserma per ulteriori accertamenti, si sono aperti i cancelli del carcere di Piazza Lanza.

Brindisi: 4 mesi per due rumeni accusati di furto

Si è svolto nella mattinata di ieri il processo, con rito direttissimo, a carico di due giovani di nazionalità rumena, resisi responsabili di furto in un esercizio commerciale al rione S.Chiara, lo scorso fine settimana e tratti in arresto dalla Sezione Volanti, subito dopo la segnalazione inviata al 113 da una guardia giurata. Entrambi sono stati condannati a 4 mesi con sospensione della pena.

venerdì 3 aprile 2009

Costrette a vendersi in strada Sgominata banda di rumeni

Milano, 01 aprile 2009 - Arrestati per concorso in agevolazione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione con l’aggravante della violenza quattro rom rumeni che costringevano alcune connazionali comprate per poche migliaia di euro o barattate con automobili a vendersi in strada.


L’inchiesta, condotta dalla sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile, è partita lo scorso settembre dalla ricerca del latitante Mitita Nica, 46 anni, che il 21 agosto del '97 in concorso con altre persone ha violentato brutalmente un’ucraina. La vittima per fuggire si era buttata dal balcone dell’appartamento di via Tarvisio in cui era stata rinchiusa.

Dopo la condanna passata in giudicato a 7 anni, 5 mesi e 11 giorni di carcere per violenza sessuale aggravata, per l’uomo era stato spiccato il mandato di arresto. Cercandolo, però, gli investigatori hanno scoperto che il rumeno, con altri complici gravitanti al campo nomadi di via Triboniano, sfruttava la prostituzione di alcune donne, tra cui una 17enne che è già scappata dalla comunità protetta in cui era stata portata dopo l’identificazione.

In manette sono finiti oltre al latitante, arrestato già lo scorso dicembre a 200 chilometri da Bucarest, i suoi due figli e la madre della 17enne che l’aveva venduta per 4mila euro ai suoi aguzzini. Si tratta di Mihai Vasilescu, 25 anni; Diamant Stoica, 25, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio, e Costantina Cocarica, 39 anni, incensurata.

Queste ultime misure cautelari, emesse dal gip Giovanna Verga su richiesta del pm Paolo Storari, sono state eseguite nella notte tra il 30 e il 31 marzo. Vasilescu è stato catturato nella zona di Vigevano, il fratello in Romania con la collaborazione della polizia rumena, e la donna nei pressi di Brescia.

Sei le donne identificate costrette a prostituirsi a Milano, ad Arluno e in altre zone che cambiavano a seconda dei controlli.

I tre uomini avevano un lavoro di copertura nel loro paese di origine, occupandosi di taxi. In Italia, invece, ritiravano i passaporti alle loro vittime e le “convincevano” a vendersi con percosse, incamerando un guadagno complessivo stimato in 20mila euro al mese.

Catania, rapina e violenza sessuale su rumena: 4 arresti

CATANIA. Carabinieri e Polizia nel corso di una operazione congiunta hanno arrestato quattro rumeni. Devono rispondere di rapina, sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane prostituta, loro connazionale.
I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terra’ alle 10, presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Catania.

IN 3 VIOLENTANO E RAGGIRANO DISABILE: ARRESTATI

Bari, 3 apr .- Tre cittadini rumeni sono stati arrestati dai carabinieri di Barletta con le accuse di violenza sessuale e circonvenzione di incapace. I tre avrebbero approfittato della condizione di fragilita' psichica di una quarantenne, abusandone anche sessualmente. A turno, i tre rumeni avrebbero finto di essersi innamorati, allo scopo di ottenere denaro in prestito o regali di varia natura, come costosi telefonini cellulari di ultima generazione. Inoltre i tre avrebbero suggerito alla donna di sottrarre denaro ai familiari e si sarebbero fatti consegnare i soldi della sua pensione di invalidita'. L'estate scorsa la malcapitata, pero', si era rivolta ai carabinieri che, coordinati dal sostituto procuratore di Trani, Giuseppe Maralfa, hanno identificato ed arrestato i tre rumeni, rispettivamente di 21, 22 e 23 anni.

Rubano telefoni per un totale di 10mila euro: arrestati due rumeni

Dopo aver noleggiato un'auto a Prato, due rumeni si sono introdotti, attraverso una finestra sul retro, in un negozio di telefonia situato a pochi metri dal centro storico.

Ma sulla loro strada, mentre cercavano di allontanarsi con sacchi ricolmi di cellulari e accessori di telefonia, per un valore totale di 10mila euro, hanno trovato un agente della questura lucchese, l'assistente capo Albano, che ha dato l'allarme e contribuito all'arresto di entrambi i malviventi.

E' successo tutto questa mattina, attorno alle 6.30, nei pressi di porta Elisa: Albano ha capito che qualcosa non andava all'interno di un attività commerciale, dove due rumeni - di 30 e 29 anni - si erano introdotti da una finestra posta sul retro della struttura e avevano iniziato a saccheggiare una vetrina ricolma di cellulari.

L'agente ha allora allertato una volante e, nel frattempo, ha bloccato uno dei due malviventi, che per sfuggire all'arresto ha cercato di lanciarsi nel vuoto da tre metri di altezza.

Tutta la refurtiva è stata recuperata e sono anche stati sequestrati i sofisticati arnesi da scasso che erano serviti a forzare finestra e vetrina.

Il più anziano dei due ladri ha un lungo elenco di precedenti specifici alle spalle per ricettazione e furto.

giovedì 2 aprile 2009

moda: Carla Bruni a Bucarest per sostenere la moda rumena

progettato dall'Ambasciata di Francia in Romania e l'Istituto Francese di Bucarest, con il sostegno del francese Istituto di Moda a Parigi.

Fonti rumene danno quasi per certa la notizia che la moglie del Presidente di Francia, Carla Bruni, sarà presente a Bucarest, alla fine di maggio.

Ex modella di fama internazionale che arriva a Bucarest, come ospite speciale del Festival della Moda ponte, progettato dall'Ambasciata di Francia in Romania e l'Istituto Francese di Bucarest, con il sostegno del francese Istituto di Moda a Parigi.

Il festival mira a promuovere le creazioni di designer rumeno a Bucarest e di Parigi e di far conoscere al pubblico rumeno l'industria della moda in Francia.

La prima edizione del festival si è svolta lo scorso anno nel mese di maggio e il punto di attrazione è stata una gara tra progettisti rumeni, che è stata vinta da Carmen Secareanu.

Il concorso sarà ripetuto anche quest' anno e il vincitore esporrà le sue collezioni nella nuova sede del Fashion Institute francese a Parigi, durante la settimana della moda, nel marzo 2010.

Carla Bruni ha risposto positivamente all'invito ad essere presente a Bucarest nel mese di maggio, ma l'annuncio ufficiale sarà reso noto tra qualche giorno.

Al Festival della Moda di quest'anno vi sarà una mostra evento con abiti d'epoca firmata da Yves Saint Laurent, la prima mostra del suo genere che accade in un paese in Europa orientale.

mercoledì 1 aprile 2009

è morta la giovane rumena ferita a Mozzecane... Per il pizzaiolo l'accusa è di omicidio

Verona, 1 apr. (Apcom) - E' morta la 25enne rumena A.S. ferita alla testa a colpi di pistola domenica pomeriggio da G.A., il pizzaiolo 47enne di Mozzecane in provincia di Verona, suo ex datore di lavoro. La donna è morta ieri sera all'ospedale di Borgo Trento,dopo due giorni di agonia, la morte cerebrale è stata dichiarata poco dopo l'arrivo in ospedale. Accanto alla donna ricoverato in ospedale c'è anche il marito, ferito anch'egli ma meno gravemente. Per il 47enne pizzaiolo la posizione giudiziaria si aggrava, ora è accusa di omicidio e tentato omicidio aggravati dalla premeditazione secondo l'accusa dato che l'uomo era armato. L'uomo di era consegnato, domenica pomeriggio, ai carabinieri di Villafrance sostenendo di essere stato vittima di un ricatto da parte della coppia di rumeni per delle presunte molestie sessuali, secondo l'uomo mai avvenute. Una testi che è stata sostenuta da G.A. anche nell'udienza di convalida dell'arresto, ma smentita dal marito della rumena morta, che invece dichiara di non avere mai ricattato il pizzaiolo ma che fosse quest'ultimo ha chiamare continuamente la moglie per riaverla al lavoro.

martedì 31 marzo 2009

Furgone rubato: due rumeni arrestati per ricettazione

Savona. Sono stati arrestati per ricettazione i presunti autori del furto di un furgone avvenuto nel Savonese il 19 marzo scorso. Si tratta di Sau Danut Flavius, 23 anni compiuti oggi, e Neda Sorin, 26 anni, entrambi cittadini rumeni. I due sono stati notati dai poliziotti sull’autostrada A7, mentre transitavano all’altezza dell’area di servizio Campora, così sono stati seguiti.

Durante il pedinamento, gli uomini della squadra mobile hanno avviato accertamenti attraverso la targa del furgone, un Ford Transit, verificando che era stato rubato. Gli agenti hanno atteso l’uscita del mezzo al casello di Genova Pegli e lo hanno bloccato. A bordo la polizia ha rinvenuto cesoie ed altri oggetti da scasso.

Clonavano bancomat, sgominata gang di rumeni Capobanda incastrato dalla polizia nella sua abitazione di Ostia

Sei romeni e un esperto informatico italiano sono stati arrestati dalla Polizia postale di Pescara con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla clonazione di carte di credito e bancomat. I dettagli dell'operazione, denominata 'Topino', sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa dal dirigente della Poliza postale, Pasquale Sorgona'.
In manette, su disposizione del gip Guido Campli e su richiesta del pm Silvia Santoro, sono finiti il siciliano Antonio Giovanni Sallemi, esperto informatico bloccato a ostia, Petrisor Ciprian Radu, detto 'Sobolanu' (Topino), Gabriel Daniel Radu, Gabriel Ionut Boldea, il capo dell'organizzazione Chrstian Irinel Durla, Emanuel Banila, Ionut Adi Ilina. Le indagini hanno preso il via alla fine del 2007 con l'arresto in flagranza di 'Topino' sorpreso mentre tentava di installare uno skimmer nel supermercato 'Tigre' di via Venezia a Pescara. Dalle intercettazioni telefoniche e' emerso che l'uomo era stato coadiuvato da due complici che si erano posizionati all'esterno del supermercato e che tutta l'attivita' era stata gestita telefonicamente dalla provincia di Brescia. Dalle indagini e' emerso che il gruppo aveva posizionato altri skimmer nel 'Maxi Tigre' di Pescara, nel 'Tigre' di Teramo e nel 'Super Gulliver' di Rapallo. Secondo gli investigatori 'Topino' e Sallemi si sono conosciuti all'interno del carcere di Pescara e da quel momento l'esperto informatico e' stato reclutato dall'organizzazione. Sempre secondo gli inquirenti quando i due sono usciti dal carcere si sono messi alla ricerca di codici di carte di credito. In particolare Sallemi, utilizzando specifici software e grazie alle sue conoscenze tecniche, riceveva dalla Romania, dove si trovava il capo dell'organizzazione, via posta elettronica numerosi codici di carte di credito dai complici. Con questi software poi riusciva a replicare i codici, creando da ogni codice ricevuto mille nuovi codici pronti per essere utilizzati per acquistare via internet materiale tecnologico e poi rivenderlo. Nell'abitazione di Salemi, che e' stato arrestato ad Ostia, sono stati sequestrati oltre 12mila codici di carte di credito. Per gli investigatori l 'organizzazione dall'utilizzo di questi codici avrebbe potuto incassare almeno 20 milioni di euro. Nel corso delle indagini e' emerso anche che il sodalizio stava pianificando l'installazione di uno skimmer ad uno sportello ATM di Bassano del Grappa. A suggerire il colpo ai complici in Romania Gabriel Daniel Boldea. Grazie all'attivita' di indagine anche in quell'occasione i romeni (3) sono stati arrestati subito dopo aver installato lo skimmer e la videocamera per registrare i dati sensibili delle carte. Quattro dei romeni indagati, con il coinvolgimento dell'Interpol, sono stati arrestati in Romania, un altro in Francia, mentre il capo dell'organizzazione si e' costituito domenica al carcere di Chieti.

Presa banda che ha clonato 12mila bancomat. Pronti ad incassare 20mln di euro

PESCARA- 31 marzo 2009
Erano riusciti ad ottenere circa 12.000 codici di altrettante carte di credito di ignari cittadini ed avrebbero potuto incassare una cifra vicino ai 20 milioni di euro, prosciugando migliaia di conti bancari.

Sette persone -di cui sei cittadini rumeni e un italiano- sono state arrestate dalla polizia postale di Pescara e dovranno rispondere davanti all’autorità italiane di associazione per delinquere finalizzata alla clonazione di carte di credito e di Bancomat.
L’indagine è iniziata in 2007 con un furto di un prosciutto all’interno del supermercato in via Venezia a Pescara. In quell’occasione venne arrestato in flagranza di reato Petrisor Ciprian Radu detto “Sobolanu”, cioè “piccolo topo”.
La polizia postale incaricata delle indagini però si è insospettita dallo strano furto ed ha potuto poi appurare che in realtà il romeno si era introdotto all’interno del supermercato per installare un congegno (skimmer) in grado di clonare tutti i codici delle carte di credito che venivano inseriti nel Pos del supermercato.
In pratica i clienti che facevano la spesa e pagavano con carte di credito venivano defraudati dei codici segreti che poi permettevano ai malviventi di svuotare i conti bancari.
Dall’analisi accurata dei tabulati telefonici anche pregressi del ladro si è poi ricostruita la ragnatela di rapporti del romeno arrestato, risalendo agli altri appartenenti alla banda.
Gli inquirenti sono riusciti anche a ricostruire la loro carriera criminale tracciando l’elenco delle altre incursioni con il medesimo fine ai danni di supermercati di Pescara, Teramo e di Rapallo, in provincia di Genova.
“Topino”, arrestato in seguito all’incursione nel supermercato, ha scontato una breve pena detentiva nel carcere di Pescara dove ha conosciuto Giovanni Antonio Sallemi grande esperto informatico «con un’esperienza criminale in materia di carte di credito», dice il comandante della polpost Pasquale Sorgonà.
«Da quel momento i due hanno iniziato a collaborare. Usciti entrambi dal carcere hanno ripreso tranquillamente la loro attività criminale ed attraverso specifici software l’esperto informatico riceveva dalla Romania via posta elettronica numerosi codici di carte di credito dai suoi complici al riparo da ogni intercettazione».
Con questi specifici software l’italiano riusciva a replicare i codici segreti creando da ogni carta di credito clonata circa 1000 nuovi codici pronti per essere utilizzati, sfruttando in qualche modo la logica ed il sistema che le banche utilizzano per emettere sul mercato le carte di credito.
Attraverso un apposito algoritmo Sallemi riusciva ad “indovinare” i numeri delle carte realmente circolanti sul mercato con i codici segreti.
Nella perquisizione domiciliare effettuata a carico di Sallemi, gli inquirenti sono riusciti a scovare ben 12.000 codici di carte di credito che l’abile tecnico non aveva sul suo pc ma stipati in un apparente sicuro spazio web.
Dalle intercettazioni telefoniche poi è emerso che il gruppo stava pianificando un nuovo colpo in Italia, attraverso l’installazione di uno Skimmer all’interno di un Bancomat.
Così gli agenti della polizia postale sono riusciti a seguire le diverse fasi di pianificazione del colpo filmando le scene dell’istallazione del congegno bloccando i malviventi in flagranza di reato.
Le sette persone sono state tratte in arresto in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari, Guido Campli, su richiesta del pubblico ministero, Silvia Santoro.
È stato emesso anche un ordine di cattura europeo e, grazie al coinvolgimento dell’interpol, quattro indagati sono stati arrestati in Romania ed uno in Francia, successivamente estradati in Italia mentre il tecnico informatico di origine siciliana è stato arrestato alcuni giorni fa ad Ostia.
Un solo rumeno è riuscito a sfuggire alla cattura per alcuni giorni ma sentendosi braccato perché ricercato in tutto il territorio europeo si è costituito presso il carcere di Chieti lo scorso 29 marzo.
La notizia è stata divulgata oggi dopo che tutti gli indagati sono finiti agli arresti.

In trappola la gang dei ladri acrobati Presi dopo un furto da 100mila euro

La polizia ha arrestato la gang dei ladri acrobati dopo l'ultima razzia, un furto da cento mila euro in un negozio di ottica a Poggibonsi. I malviventi si arrampicavano con delle corde sul tetto e da lì si calavano all'interno dei negozi. Si trattava di 5 rumeni, tra i 20 e i 33 anni

Siena, 31 marzo 2009 - Una banda di rumeni specializzzata in furti nei negozi e negli appartamenti è stata assicurata alla giustizia dopo l’ultimo colpo messo a segno la notte scorsa in un negozio di ottica al centro commerciale di Poggibonsi. La refurtiva per un valore di centomila euro è stata interamente recuperata. L’operazione porta la firma degli uomini del commisariato valdelsano. In cinque erano arrivati all’esercizio commerciale a bordo di due auto: una Ford Galaxy e una Peugeot.

I malviventi prima di entrare in azione si erano cambiati, indossando, ognuno, una tuta di colore nero. Poi, consapevoli che all’interno del centro commerciale sono in funzione gli allarmi, si erano arrampicati con delle corde fino al tetto e, una volta lì, avevano tagliato il lucernario con le tronchesi, calandosi fino al negozio di ottica, dopo aver sfondato il controsoffitto. Gli allarmi erano scattati e avevano fatto accorrere la vigilanza.

Le guardie giurate avevano fatto più di un controllo, ma le porte erano tutte chiuse. Nessuno poteva immaginare che i ladri si fossero calati dal tetto. La polizia di Poggibonsi che si trovava poco distante per un controllo ha visto uno dei rumeni scendere da un’auto e salire su un’altra. A quel punto, gli agenti insospettiti dagli insoliti movimenti, si sono avvicinati per controllare. Si trattava di Laurentiu Marian Rusu, 29 anni, Liviu Octavian Dumitrescu, 33, Lupu Castel e Nelu Lucian Rusu, entrambi di 20 anni, e Nicolae Catalin di 21.

I cinque sono domiciliati a Roma e sono stati arrestati per furto aggravato. Sul sedile posteriore di una delle auto c’erano alcune macchine fotografiche nuove. I poliziotti hanno aperto i bagagliai e dentro hanno scoperto 1500 paia di occhiali di grandi marche e altre undici macchine fotografiche, per un valore di centomila euro. Prima di scappare i ladri avevano anche ripulito il registratore di cassa dove i proprietari del negozio avevano lasciato 190 euro.

Dagli accertamenti successivi effettuati dagli uomini del commissariato di Poggibonsi è stato possibile ricostruire come i ladri avevano fatto ad entrare. Oltre alla refurtiva, tutta riconsegnata ai legittimi proprietari, sono stati sequestrati anche gli strumenti usati per il colpo: una fune e un paio di tronchesi. Ieri mattina il giudice ha convalidato l’arresto e ha deciso che i cinque rimangano in carcere fino al 10 aprile, giorno del processo. L’udienza è stata rinviata perché l’avvocato ha chiesto un termine a difesa.

Cecilia Marzotti

Bancomat clonato a Rapallo sette truffatori in manette

Attraverso apparecchiature sofisticate riuscivano a clonare carte di credito in Italia e all’ estero e, se non fermati in tempo, avrebbero potuto compiere acquisti fino a venti milioni di euro. I sette componenti della banda - sei romeni e un italiano - sono stati arrestati dalla Polizia Postale di Pescara in collaborazione con l’Interpool e la Polizia criminale rumena. La clonazione delle carte avveniva attraverso uno skimmer, apparecchio installato negli sportelli automatici delle banche, che consentiva di registrare i codici magnetici delle carte di credito. La mente dell’organizzazione era un romeno, il quale aveva come complice principale un italiano esperto di informatica. I due si erano conosciuti nel carcere di Pescara e una volta liberi avevano avviato l’attività criminale con l’ausilio di altri cinque rumeni incaricati di piazzare gli skimmer. La polizia sta proseguendo le indagini per accertare quante truffe sono state compiute e l’ammontare. I congegni erano stati installati a Pescara, Bassano del Grappa (Treviso) e a Rapallo.

europa debole

Andare a fare una vacanza nei paesi in cui si paga in dollari, comprare prodotti cinesi a meno prezzo, pagare la benzina meno.
Io mi chiedo: ma i giornalisti che dicono queste scemenze lo sono o lo fanno? o non si rendono conto di quali idiozie stanno dicendo e confermano quello che penso e sento dire dalla gente, ovvero che sono solo schiavi di chi ha interesse a fargli dire simili balle.
Pagare la benzina meno: roba da morir dal ridere.
Certamente i petrolieri la pagano meno e certamente fanno un mucchio di soldi, visto che noi la paghiamo sempre lo stesso prezzo!
Comprare prodotti cinesi a minor prezzo: certo che se si potessero mangiare i computer o i lettori di DVD sarebbe conveniente. Peccato che la spesa ogni giorno si faccia in Euro e peccato che i beni alimentari e agricoli siano iperprotetti e di concorrenza da area dollaro non se ne parla nemmeno
Andare in vacanza dove si paga in dollari: la soddisfazione del pirla. A parte il fatto che sarebbe bene andare in vacanza in Italia, se fosse economicamente accessibile (ormai siamo più cari - sul serio - della Svizzera), ma che soddisfazione c'e' ad andare in vacanza dove si paga in dollari? E' soddisfazione andare in vacanza perchè si sta bene e si guadagna, non di certo quando tornando si potrebbe aver perso il posto di lavoro.
La realtà è che con l'euro così forte non si vende nulla all'estero e l'unico rimedio per le aziende è chiudere o andare a produrre dove il lavoro si paga in dollari. Oggi paradossalmente conviene aprir fabbriche in America, per non dire ovviamente tutti gli altri paesi dell'estremo oriente legati al dollaro.

La realtà è che gli americani sono furbi e usano la valuta politicamente per i loro interessi di medio e lungo periodo. Noi in Europa non abbiamo un potere politico che possa fare altrettanto e ci siamo affidati ai banchieri, che ovviamente gestiscono la valuta cercando di mantenerla ai valori più alti possibili. In questo modo garantiscono il potere di acquisto di chi i soldi li ha, contribuiscono ad aumentare il differenziale fra chi ha e chi non ha, e fanno sì che gli imprenditori e i loro dipendenti vadano in malora.
Quindi, andiamo in vacanza in area dollaro e, mentre siamo la', cerchiamo di vedere se possiamo aprirci un'attivita' e restarci, perche' qui, di questo passo, ci sara' ben poco da ridere.

EURO

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