15 marzo 2009 Oggi, 13 marzo 2009, sono stato testimone di un fatto gravissimo: la direzione del Carcere di Regina Coeli di Roma non mi ha permesso di visitare i due detenuti rumeni accusati e involontari protagonisti dello stupro al Parco della Caffarella. Chi ha autorizzato i funzionari del carcere a una così evidente violazione della legge?
L'articolo 67 della legge 354/75 che regolamenta il regime carcerario consente a ogni rappresentante eletto di visitare i detenuti senza alcun preavviso; per questo motivo in mattinata insieme ad alcuni esponenti dell'associazione in difesa dei diritti umani “Everyone”, mi sono recato al Regina Coeli per visitare in veste di europarlamentare Karlo Racz e Alexandru Istoika.
Nonostante la regolare esibizione di tutti i documenti, la direzione ha addotto per quasi due ore tutta una serie di pretesti formali e burocratici (avrebbe per esempio permesso il mio accesso, ma non quello del nostro interprete rumeno) che mi hanno proibito di esercitare le mie prerogative.
Si tratta di una grave violazione delle regole democratiche, che fa parte di un'operazione politica organizzata: pur di sbattere un mostro in prima pagina, si mette alla gogna il primo malcapitato, sull'onda emotiva di un'opinione pubblica sempre più spaventata dai media.
Il caso dei due rumeni peraltro dimostra che tali comportamenti isterici sono dannosi per lo svolgimento delle indagini, distorcendone il regolare funzionamento e impedendo l'individuazione dei reali colpevoli.
In qualità di deputato europeo mi riservo di intraprendere tutte le azioni legali necessarie per accertare le responsabilità dell'episodio e di presentare una formale interrogazione in sede europea.
Giulietto Chiesa
Europarlamentare
domenica 15 marzo 2009
PROSTITUZIONE Ragazze sfruttate e minacciate Condannati 2 rumeni per sfruttamento
Massa, 14 marzo 2009 Grazie alla denuncia di una giovane donna rumena costretta a prostituirsi, la squadra mobile di Massa - coordinata dal sostituto procuratore Manotti - ha arrestato due rumeni di 22 e 32 anni. I malviventi sono stati condannati con rito abbreviato per estorsione aggravata e sfruttamento della prostituzione.
I due sono arrivati in tribunale grazie alle indagini condotte dalla squadra mobile e coordinate dal sostituto procuratore presso il tribunale di Massa, Manotti. Le indagini erano partite nel luglio scorso quando, in seguito a controlli effettuati sul lungomare per arginare il fenomeno della prostituzione, era stata identificata una giovane donna rumena che aveva riferito di essere stata avvicinata da due persone dell’est europeo che le avevano fatto intendere che per svolgere la sua attività di prostituta in quel luogo, avrebbe dovuto dare loro una parte dei suoi guadagni minacciandola, in caso contrario, di investirla con l’autovettura.
La donna era arrivata in Italia da poche settimane consapevole di dover svolgere l’attività di meretricio per conto di un cittadino rumeno abitante a Massa, indicato con il nome di 'Drangu', al quale avrebbe dovuto corrispondere, per la protezione, la somma di 50 euro al giorno, mentre a lei sarebbe rimasta la restante somma eventualmente guadagnata. Giunta a Massa, però, la donna si era presto resa conto che ben diversa era la realtà e si era vista costretta a consegnare a 'Drangu' la metà della somma ogni giorno guadagnata ed inoltre avrebbe dovuto pagare 50 euro giornalieri ad un terzo uomo, indicato come il 'padrone' del posto dove lei ogni sera veniva accompagnata per incontrare occasionali clienti.
Ben presto, però, la donna aveva deciso di seguire il suggerimento di alcune 'colleghe' che le avevano detto di non pagare, di abbandonare lo sfruttatore e di seguirle nel loro alloggio. Ma liberarsi da Drangu non era facile: l’uomo era andato a cercarla per chiederle 500 euro e per reiterare la minaccia di investirla con l’auto. Se non altro la donna è stata in grado di fornire alle forze dell’ordine le indicazioni per permettere di identificare 'Drangu' che si è rivelato essere Drangu Costantin Ciprian, cittadino rumeno di anni 22.
La squadra mobile ha, così, organizzato, un servizio di appostamento sul lungomare di Marina per individuare il malvivente; dopo lunghe ore di appostamento un uomo corpulento aveva avvicinato la giovane e, afferrandola per un braccio, la spingeva verso le siepi. Immediato l’intervento del personale della squadra mobile che ha identificato l’uomo: Manica Florin Dorel, rumeno di anni 32 ed ha impedito ulteriori gravi conseguenze.
L’uomo, dopo avere strattonato la donna le aveva detto che 'Drangu' era molto arrabbiato con lei per non aver ricevuto i soldi richiesti. Il processo di primo grado si è concluso in tempi ristretti ed è arrivato ad una condanna significativa con gli imputati ancora detenuti in quanto sottoposti alla misura cautelare emessa nella fase delle indagini preliminari.
I due sono arrivati in tribunale grazie alle indagini condotte dalla squadra mobile e coordinate dal sostituto procuratore presso il tribunale di Massa, Manotti. Le indagini erano partite nel luglio scorso quando, in seguito a controlli effettuati sul lungomare per arginare il fenomeno della prostituzione, era stata identificata una giovane donna rumena che aveva riferito di essere stata avvicinata da due persone dell’est europeo che le avevano fatto intendere che per svolgere la sua attività di prostituta in quel luogo, avrebbe dovuto dare loro una parte dei suoi guadagni minacciandola, in caso contrario, di investirla con l’autovettura.
La donna era arrivata in Italia da poche settimane consapevole di dover svolgere l’attività di meretricio per conto di un cittadino rumeno abitante a Massa, indicato con il nome di 'Drangu', al quale avrebbe dovuto corrispondere, per la protezione, la somma di 50 euro al giorno, mentre a lei sarebbe rimasta la restante somma eventualmente guadagnata. Giunta a Massa, però, la donna si era presto resa conto che ben diversa era la realtà e si era vista costretta a consegnare a 'Drangu' la metà della somma ogni giorno guadagnata ed inoltre avrebbe dovuto pagare 50 euro giornalieri ad un terzo uomo, indicato come il 'padrone' del posto dove lei ogni sera veniva accompagnata per incontrare occasionali clienti.
Ben presto, però, la donna aveva deciso di seguire il suggerimento di alcune 'colleghe' che le avevano detto di non pagare, di abbandonare lo sfruttatore e di seguirle nel loro alloggio. Ma liberarsi da Drangu non era facile: l’uomo era andato a cercarla per chiederle 500 euro e per reiterare la minaccia di investirla con l’auto. Se non altro la donna è stata in grado di fornire alle forze dell’ordine le indicazioni per permettere di identificare 'Drangu' che si è rivelato essere Drangu Costantin Ciprian, cittadino rumeno di anni 22.
La squadra mobile ha, così, organizzato, un servizio di appostamento sul lungomare di Marina per individuare il malvivente; dopo lunghe ore di appostamento un uomo corpulento aveva avvicinato la giovane e, afferrandola per un braccio, la spingeva verso le siepi. Immediato l’intervento del personale della squadra mobile che ha identificato l’uomo: Manica Florin Dorel, rumeno di anni 32 ed ha impedito ulteriori gravi conseguenze.
L’uomo, dopo avere strattonato la donna le aveva detto che 'Drangu' era molto arrabbiato con lei per non aver ricevuto i soldi richiesti. Il processo di primo grado si è concluso in tempi ristretti ed è arrivato ad una condanna significativa con gli imputati ancora detenuti in quanto sottoposti alla misura cautelare emessa nella fase delle indagini preliminari.
sabato 14 marzo 2009
Catalina Curceanu, cercetator roman in Italia: Presa a denaturat realitatea si manipulat opinia publica
Catalina Curceanu este o femeie capabila sa vorbeasca despre legaturile dintre arta si fizica moleculara cu o pasiune rara. Romanii din Italia au cunoscut-o atunci cand a intervenit in cadrul celui mai urmarit talk-show televizat din Peninsula, Porta a Porta, intr-o emisiune despre romani. A iesit din lumea experimentelor nucleare pentru a arata Italiei ca romanii nu sunt cei care ajung pe primele pagini ale cotidianelor doar pentru crime si violuri.
Catalina, ca multi conationali din Italia, a ramas socata de climatul de intoleranta la care sunt supusi romanii din Peninsula. Si, vazand cum este prezentata imaginea noastra, in primul rand la televiziunile italiene, a decis ca, intr-un fel, trebuie sa intervina.
Rep: De ce ati decis sa iesiti in public?
Catalina Curceanu: Totul a pornit in luna februarie, cand am vazut ca, la emisiunea Porta a Porta, au fost difuzate niste date despre criminalitatea imigrantilor, romanii din Italia fiind prezentati exclusiv prin prisma acelor statistici. A doua zi i-am scris un email moderatorului, Bruno Vespa, spunandu-i ca el, care se erijeaza intr-un campion al obiectivitatii, ar trebui sa dea spatiu si acelor sute de mii de romani care reprezinta partea pozitiva a comunitatii. Dupa cateva zile, am fost contactata de catre realizatori, care m-au invitat sa particip, in public, la urmatoarea emisiune care va avea ca subiect romanii.
Sincera sa fiu, ma asteptam sa se acorde mai mult spatiu discutarii cauzelor fenomenului, precum si romanilor care s-au realizat in Italia. In putinele minute care mi-au fost acordate, am cerut ca ziaristii si realizatorii de programe TV sa se ocupe si de romanii care lucreaza in domenii de excelenta in Italia si care chiar contribuie la promovarea stiintei “made in Italy”.
“Italia nu incurajeaza venirea strainilor cu inalta calificare”
Rep: Daca ati fi avut mai mult decat acele doua minute la dispozitie, ce ati fi spus publicului italian?
C.C.: I-as fi intrebat de ce in Italia nu vin mai multe persoane cu o calificare inalta, asa cum se intampla cu alte tari de imigratie, cum ar fi Statele Unite sau Canada. Italienii se plang ca cei mai multi imigranti constituie o forta de munca necalificata. Dar ei sunt primii care, la nivel institutional, investesc foarte putin in cercetare, spre exemplu, si datorita instabilitatii clasei politice.
Nu numai ca se investeste putin, dar strainii cu o calificare inalta care doresc sa se stabileasca in Italia, sunt, in mod evident, descurajati de sistem si de birocratia italiana. Am un coleg japonez care are o bursa post-doctorala la Institutul nostru, si nu reuseste sa-si aduca aici familia, din cauza piedicilor birocratice. Italienii nu isi dau seama ca sunt primii care pierd din aceasta “inchidere”.
Rep: Dar ati ales sa va continuati aici activitatea de cercetare…
C.C. Am primit oferte de munca si de la alte institute de cercetare din strainatate, spre exemplu din Canada si Japonia. In Italia, salariile sunt intre 1.500 si 2.500 de euro. In alte tari, in acelasi domeniu se castiga dublu. Dar aici, la Institutul din Frascati, ma simt extraordinar si nu as schimba niciodata locul de munca. Intr-adevar, la inceput a fost greu, in fiecare an trebuia sa cer reinnoirea permisului de sedere, era un stres continuu. Insa mereu am fost sutinuta si ajutata de colegii de la Institut.
Rep: In echipa pe care o conduceti mai sunt si alti 4 romani, toti cu formatie profesionala romaneasca. Sunt diferente intre cele doua sisteme de invatamant si cercetare, cel italian si cel romanesc?
C.C. Pana in 1992, cand am plecat din Romania, sistemul de invatamant din tara noastra era foarte bun, mai ales in domeniile stiintelor exacte. Din pacate, nivelul mediu a scazut in ultimul an, lucru care mi-a fost confirmat si de sora mea, care preda fizica la liceu in Romania. Nu este vina neaparat a sistemului universitar, ci a celui pre-universitar. Elevii ajung la facultate cu carente acumulate inca de la liceu. Si in Italia exista probleme numeroase, ei, in general, obtin rezultate mai bune in materiile umanistice, spre deosebire de noi, romanii. Face parte din traditia si cultura lor, sa fie mai dezvoltat domeniul umanistic.
Rep: Si totusi, Laboratorul Nuclear de la Frascati este unul din cele mai importante din Europa. Este si meritul echipei de romani condusa de dvs?
C.C: Am obtinut rezultate foarte bune, mai ales in domenii de avangarda, chiar daca nu exista fonduri suficiente.
“Presa italiana a manipulat opinia publica”
Rep: Revenind la comunitatea de romani din Italia, ce se intampla cu romanii din Peninsula?
C.C. Dupa parerea mea, presa a denaturat realitatea si manipulat opinia publica, pentru a distrage atentia italienilor de la adevaratele probleme ale tarii, cum ar fi criza economica sau cresterea somajului. Iar manipularea a dat rezultate: a creat o dubla manie, atat a italienilor carora le e frica de romani, cat si a romanilor care se tem de italieni si comit, si ei, greselile lor. Din pacate, ignoranta este terenul cel mai fertil in cazul unei astfel de manipulari.
Nu intodeauna am incredere in sondajele prezentate de presa, exista tendinta ca, din ambele parti, raul sa fie adus la nivel macroscopic, iar apoi oamenii sa fie bombardati cu mesaje negative. Astfel, ura aduce ura si asistam la o escaladare de violenta care trebuie oprita. De aceea trebuie prezentate si aspectele pozitive ale realitatii, pe care nici macar nu trebuie sa le cauti cu lumanarea.
Rep: La ce anume va referiti cand vorbiti de comportamentul gresit al romanilor?
C.C. E de ajuns sa te duci in fata garii Termini la Roma, sa vezi tot felul de persoane needucate, romani care stau toata ziua la cersit, cu un comportament deseori agresiv. Oricine isi da seama ca acei romani nu au venit in Italia cu un scop precis, de a-si castiga onest viata. Din pacate, numarul lor a crescut simtitor in ultima vreme.
Rep: Unii politicieni italieni sustin ca, tocmai pentru a opri fluxul migrator, ar trebui revizuita libera circulatie a romanilor. Sunteti de acord?
C.C. Nicidecum. Solutia este ca italienii sa aplice in mod riguros legea. Cine a incalcat legea, trebuie sa-si execute pedeapsa.
Rep: Dupa 17 ani de sedere in Italia, unde va considerati acasa?
C.C. Eu ma simt un cetatean al lumii, am trait in Romania, in Italia, dar si in Elvetia, la Geneva.
Rep: Ce apreciati in mod deosebit din cele doua tari, Italia si Romania?
C.C. Din Italia, literatura, modul de a gati si unele caracteristici ale italienilor, care iau viata mai usor decat noi si sunt mai disponibili. Din Romania as retine acea doza de umor care ne caracterizeaza. In definitiv, noi ne asemanam mult cu italienii, avem un fond comun. Eu zic mereu ca avem calitati diferite, dar defecte comune.
Rep: De exemplu?
C.C. Noi, ca si italienii, suntem cateodata mai lenesi, ne suflecam manecile doar atunci cand este necesar. Apoi, avem o inventivitate originala pentru a ne salva din situatiile negative. Din pacate, se intampla sa dam vina unii pe ceilalti si sa ne uitam deseori mai mult in “curtea vecinului” decat a noastra.
Rep: Considerati ca se poate convietui, cu toate defectele si calitatile noastre?
C. C. Desigur, nu avem de ales. Viitorul este al convietuirii. Dar convietuirea trebuie sa fie cautata si dorita de ambele parti, pentru ca suntem toti responsabili daca lucrurile degenereaza. Cred ca un lucru fundamental este educatia fiecaruia, in primul rand simtul civic. Adica ideea de a accepta si pe celalalt, chiar daca e mai urat, mai sarac, sau mai putin inteligent decat tine. Indiferenta si egoismul, de ambele parti, pot dauna convietuirii.
E nevoie de mai multa empatie, de mai multa comunicare. Pentru ca “rai” si “buni” exista de ambele parti. Si poate ar fi mai bine ca in loc de “eu”,” tu”- “noi”, “voi”, sa incepem sa folosim “noi”, pentru ca la urma urmei, traim in aceeasi “casa”.
Catalina Curceanu, 43 de ani, este prim-cercetator de la Institutul National de Fizica Nucleara (INFN) din Italia. Originara din Sfantu Gheorghe, a studiat fizica la Bucuresti, apoi s-a specializat in Elvetia, cu o teza de doctorat, colaborand la proiectul Obelix. In prezent coordoneaza doua proiecte de avangarda in fizica nucleara, experimentele DEAR si SHiDDHARTA, si este responsabila proiectului JRA10, de colaborare stiintifica in cadrul UE.
Romeno infastidisce una donna, scatta la rissa
14/03/2009 Cena alla mensa dei poveri insieme ad un suo conoscente e connazionale poi raggiunge il centro cittadino, dove gira più di qualche bar consumando un drink dietro l'altro. Tra un bicchiere di birra ed un altro di vino i due rumeni si sarebbero lasciati andare a chiacchiere in compagnia anche di altre persone. All'uscita dai locali il gruppo avrebbe raggiunto Corso nazionale, dove uno dei rumeni avrebbe manifestato troppe attenzioni nei confronti di una giovane. La situazione ha scatenato la reazione della ragazza, la quale avrebbe chiesto aiuto. Le persone che si trovavano in centro, notata la scena e forse pensando al peggio, avrebbero accerchiato i rumeni, iniziando a discutere animatamente con loro. In breve tempo dalle parole sarebbero arrivati alle più sbrigative vie di fatto. In una manciata di minuti sarebbe andata in scena una sorta di «scazzottata» tra lo sconcerto dei presenti, che si è conclusa con il ricorso del rumeno alle cure dei medici ospedalieri. L'intervento del 118 Molise è stato registrato nella serata di ieri l'altro, poco dopo le 21. Lo straniero, di 31 anni, ha dichiarato ai medici dell'ospedale di Termoli di essere stato avvicinato e picchiato a sangue da circa 10 persone. I sanitari del San Timoteo gli hanno riscontrato ferite al viso ed in altre parti del corpo, giudicate guaribili in pochi giorni di prognosi. È stato notato anche lo stato di ubriachezza dello stesso. Il trentunenne ha sottolineato la sua versione dei fatti, ossia l'aggressione ai suoi danni. Secondo quanto riferito agli operatori ospedalieri nella tarda serata di ieri l'altro, l'uomo si trovava alla fine di Corso Nazionale ed era da poco uscito dalla mensa dei poveri dove aveva cenato. Poco dopo si stava ritirando quando è stato raggiunto e picchiato a sangue da una decina di persone. Sul caso sono in corso interrogatori dei Carabinieri impegnati ad accertare la veridicità delle dichiarazioni del rumeno e l'eventuale dinamica dei fatti circa le presunte attenzioni ad una giovane che si trovava nei pressi di Corso Nazionale. L'episodio è accaduto davanti a numerosi passanti e «teen-agers» che hanno assistito all'incredibile scena. «Sembrava che volessero molestarla», hanno dichiarato alcuni termolesi.
di Antonella Salvatore
di Antonella Salvatore
venerdì 13 marzo 2009
Stranieri, Fini: immorale la denuncia dei medici
Roma - "Questa cosa non mi convince. Il medico ha il diritto di curare le persone non di guardare se è un clandestino o meno". Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, spiega che se il medico sarà costretto a denunciare il clandestino "si creerà un circuito di medicina alternativo". Non solo. Giudica "davvero gravissimo" se fosse impedita la registrazione anagrafica dei bambini nati in Italia da genitori clandestini.
No alla denuncia del clandestino "Non dico che il clandestino andrà da uno sciamano, ma sicuramente si servirà di terapie parallele", osserva il presidente della Camera parlando a Porta a porta. "Questa norma - aggiunge il numero uno di Montecitorio - potrebbe portare dei rischi per la società, con il diffondersi di patologie pericolose. Ragioniamo prima di dar vita a provvedimenti che possono ledere il diritto della persona. Nei confronti del clandestino bisogna ricordare che è sempre una persona umana. Il rispetto della dignità viene prima di qualsiasi connotazione. Prima è un uomo". Il presidente della Camera osserva che "la sicurezza è un bene primario" e si dice preoccupato dal fatto che "possa diventare un problema etnico", "se si crea una sorta di pregiudizio nei confronti dell’altro questo è un momento molto brutto per l’Italia".
Il caso Caffarella Poi Fini parla del caso della Caffarella a Roma: "Lo stupro è sempre un’infamia, non ha nazionalità". Il presidente della Camera ribadisce il proprio "no ad etichette etniche, altrimenti siano oltre la xenofobia, siamo al razzismo". "Ma - osserva Fini - se il dna scagiona i due rumeni è vergognoso scandalizzarsi. Dobbiamo stare attenti a non dare vita a provvedimenti che possano portare a ledere i diritti umani". "In Italia ci deve stare chi ha il permesso di soggiorno - continua Fini - ma il clandestino è una persona, con una dignità in quanto uomo che non può essere lesa". La terza carica dello Stato critica in particolare due norme del ddl del Governo, quella secondo cui sarebbe impossibile registrare un bimbo nato da stranieri irregolari in Italia e quella che toglie il divieto per i medici di denunciare i clandestini.
I bimbi fantasma Sull'impossibilità di registrare i bimbi nati da clandestini, il presidente della Camera fa sapere di aver parlato con il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, il quale gli ha spiegato che "non è vero quanto riportato su quella norma. Tuttavia impedire la registrazione di un bimbo nato in Italia da clandestini sarebbe di una gravità inaudita. E non mi convince neanche la norma sui medici: un medico ha il dovere di curare la persona non di vedere se è clandestino o meno". Il pericolo, secondo Fini, sarebbe che "tanti clandestini potrebbero ricorrere a circuiti di medicina alternativa con il rischio di diffusione di patologie". "La civiltà di un Paese - spiega Fini - si misura con il rispetto che si ha della dignità della persona che viene prima di qualsiasi altra connotazione: prima è uomo, poi è altro". Quindi, ha invitato Fini, "ragioniamo prima di dare vita a norme che ledono il diritto della persona, norme che sono immorali e ingiuste".
No alla denuncia del clandestino "Non dico che il clandestino andrà da uno sciamano, ma sicuramente si servirà di terapie parallele", osserva il presidente della Camera parlando a Porta a porta. "Questa norma - aggiunge il numero uno di Montecitorio - potrebbe portare dei rischi per la società, con il diffondersi di patologie pericolose. Ragioniamo prima di dar vita a provvedimenti che possono ledere il diritto della persona. Nei confronti del clandestino bisogna ricordare che è sempre una persona umana. Il rispetto della dignità viene prima di qualsiasi connotazione. Prima è un uomo". Il presidente della Camera osserva che "la sicurezza è un bene primario" e si dice preoccupato dal fatto che "possa diventare un problema etnico", "se si crea una sorta di pregiudizio nei confronti dell’altro questo è un momento molto brutto per l’Italia".
Il caso Caffarella Poi Fini parla del caso della Caffarella a Roma: "Lo stupro è sempre un’infamia, non ha nazionalità". Il presidente della Camera ribadisce il proprio "no ad etichette etniche, altrimenti siano oltre la xenofobia, siamo al razzismo". "Ma - osserva Fini - se il dna scagiona i due rumeni è vergognoso scandalizzarsi. Dobbiamo stare attenti a non dare vita a provvedimenti che possano portare a ledere i diritti umani". "In Italia ci deve stare chi ha il permesso di soggiorno - continua Fini - ma il clandestino è una persona, con una dignità in quanto uomo che non può essere lesa". La terza carica dello Stato critica in particolare due norme del ddl del Governo, quella secondo cui sarebbe impossibile registrare un bimbo nato da stranieri irregolari in Italia e quella che toglie il divieto per i medici di denunciare i clandestini.
I bimbi fantasma Sull'impossibilità di registrare i bimbi nati da clandestini, il presidente della Camera fa sapere di aver parlato con il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, il quale gli ha spiegato che "non è vero quanto riportato su quella norma. Tuttavia impedire la registrazione di un bimbo nato in Italia da clandestini sarebbe di una gravità inaudita. E non mi convince neanche la norma sui medici: un medico ha il dovere di curare la persona non di vedere se è clandestino o meno". Il pericolo, secondo Fini, sarebbe che "tanti clandestini potrebbero ricorrere a circuiti di medicina alternativa con il rischio di diffusione di patologie". "La civiltà di un Paese - spiega Fini - si misura con il rispetto che si ha della dignità della persona che viene prima di qualsiasi altra connotazione: prima è uomo, poi è altro". Quindi, ha invitato Fini, "ragioniamo prima di dare vita a norme che ledono il diritto della persona, norme che sono immorali e ingiuste".
ARRESTO A CHIUSI (SIENA) PER FURTO
Nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 marzo, i Carabinieri delle Stazioni di Chiusi e Chiusi Scalo hanno tratto in arresto due cittadini rumeni per furto aggravato presso un cantiere edile. I due infatti, uno di 50 e l’altro di 30 anni, entrambi senza occupazione, erano entrati abusivamente di notte all’interno della recinzione di un cantiere edile in una zona rurale di Chiusi con la loro autovettura. Lì, hanno asportato e caricato nel mezzo alcune taniche di gasolio e, dopo aver forzato un container, hanno preso trapani ed altri arnesi elettrici.
Nel frattempo era scattato l’allarme anti-intrusione e subito la Centrale dei Carabinieri della Compagnia di Montepulciano ha attivato le pattuglie che in quel momento erano nella zona di Chiusi in attività di perlustrazione notturna. Arrivati i Carabinieri sul posto, è stato subito ispezionato il cantiere. Il primo soggetto è stato scovato immediatamente: all’arrivo delle pattuglie, si era nascosto dietro dei pali per ponteggio. Il secondo invece, che in un primo momento era riuscito a scappare a piedi, è stato rintracciato successivamente, dopo che la Centrale aveva diramato le ricerche in tutta l’area. I due sono stati quindi condotti in caserma e lì dichiarati in arresto in flagranza di reato per furto aggravato; saranno giudicati presso il Tribunale di Montepulciano con rito direttissimo. Il materiale che era stato asportato aveva un valore complessivo di 700 Euro circa, restituito poi successivamente al proprietario dell’impresa; mentre di 800 Euro è l’ammontare di quanto cagionato con la forzatura della porta di ingresso del container e per altri danni causati durante la ricerca dei materiali da rubare.
Questa operazione di servizio è frutto di intensificati servizi notturni disposti dalla Compagnia dei Carabinieri di Montepulciano, aumentando nell’arco serale/notturno le pattuglie per tutta la fascia della Valdichiana senese, da Sinalunga fino a Cetona, con finalità principalmente di contrasto ai furti in abitazione e negli aziende. Nelle ultime due notti sono state 18 le pattuglie impiegate, con 36 militari. Sono state controllate 178 persone di cui 24 stranieri; 124 invece le macchine fermate; 5 perquisizioni svolte; 17 locali pubblici controllati, di cui uno multato per aver somministrato bevande alcooliche oltre l’orario consentito di chiusura; per l’attività di controllo alla circolazione stradale, improntata sullo scopo principale di prevenire e reprimere eventuali abusi per guida in stato di ebbrezza, sono state rilevate 5 contravvenzioni.
Nel frattempo era scattato l’allarme anti-intrusione e subito la Centrale dei Carabinieri della Compagnia di Montepulciano ha attivato le pattuglie che in quel momento erano nella zona di Chiusi in attività di perlustrazione notturna. Arrivati i Carabinieri sul posto, è stato subito ispezionato il cantiere. Il primo soggetto è stato scovato immediatamente: all’arrivo delle pattuglie, si era nascosto dietro dei pali per ponteggio. Il secondo invece, che in un primo momento era riuscito a scappare a piedi, è stato rintracciato successivamente, dopo che la Centrale aveva diramato le ricerche in tutta l’area. I due sono stati quindi condotti in caserma e lì dichiarati in arresto in flagranza di reato per furto aggravato; saranno giudicati presso il Tribunale di Montepulciano con rito direttissimo. Il materiale che era stato asportato aveva un valore complessivo di 700 Euro circa, restituito poi successivamente al proprietario dell’impresa; mentre di 800 Euro è l’ammontare di quanto cagionato con la forzatura della porta di ingresso del container e per altri danni causati durante la ricerca dei materiali da rubare.
Questa operazione di servizio è frutto di intensificati servizi notturni disposti dalla Compagnia dei Carabinieri di Montepulciano, aumentando nell’arco serale/notturno le pattuglie per tutta la fascia della Valdichiana senese, da Sinalunga fino a Cetona, con finalità principalmente di contrasto ai furti in abitazione e negli aziende. Nelle ultime due notti sono state 18 le pattuglie impiegate, con 36 militari. Sono state controllate 178 persone di cui 24 stranieri; 124 invece le macchine fermate; 5 perquisizioni svolte; 17 locali pubblici controllati, di cui uno multato per aver somministrato bevande alcooliche oltre l’orario consentito di chiusura; per l’attività di controllo alla circolazione stradale, improntata sullo scopo principale di prevenire e reprimere eventuali abusi per guida in stato di ebbrezza, sono state rilevate 5 contravvenzioni.
Sassari: Cinque denunce per ricettazione
Tre nuoresi e due rumeni sono stati segnalati anche per detenzione di strumenti atti allo scasso e di oggetti atti ad offendere
SASSARI – Ieri notte, gli agenti della Sezione Volanti, hanno denunciato in stato di libertà cinque giovani per concorso in ricettazione, detenzione di strumenti atti allo scasso e di oggetti atti ad offendere. Si tratta di tre nuoresi (un ventiquattrenne e due diciottenni) e due rumeni (di ventidue e ventitre anni), tutti residenti a Mamoiada, intercettati a bordo di un’auto, dagli agenti in servizio di controllo.
I cinque erano stati segnalati da diversi cittadini che li avevano notati aggirarsi con fare sospetto intorno a dei veicoli in sosta. I ragazzi hanno subito mostrato un’evidente agitazione durante il controllo, comportamento che ha indotto i poliziotti ad approfondire la verifica sui nominativi e sul veicolo. Dagli accertamenti è risultato che in quattro avevano precedenti di polizia, ed all’interno dell’auto sono stati rinvenuti diversi arnesi da scasso ed oggetti utilizzabili a fine d’offesa, nonché un’autoradio, completa di frontalino, della quale gli stessi non hanno saputo dare una giustificazione sulla provenienza.
Per questi motivi, i cinque sono stati denunciati in stato di libertà ed è stata avviata dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura la procedura per l’emissione della misura di prevenzione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio che dà la possibilità al Questore di allontanare le persone ritenute pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità che si trovino fuori dai luoghi di residenza.
SASSARI – Ieri notte, gli agenti della Sezione Volanti, hanno denunciato in stato di libertà cinque giovani per concorso in ricettazione, detenzione di strumenti atti allo scasso e di oggetti atti ad offendere. Si tratta di tre nuoresi (un ventiquattrenne e due diciottenni) e due rumeni (di ventidue e ventitre anni), tutti residenti a Mamoiada, intercettati a bordo di un’auto, dagli agenti in servizio di controllo.
I cinque erano stati segnalati da diversi cittadini che li avevano notati aggirarsi con fare sospetto intorno a dei veicoli in sosta. I ragazzi hanno subito mostrato un’evidente agitazione durante il controllo, comportamento che ha indotto i poliziotti ad approfondire la verifica sui nominativi e sul veicolo. Dagli accertamenti è risultato che in quattro avevano precedenti di polizia, ed all’interno dell’auto sono stati rinvenuti diversi arnesi da scasso ed oggetti utilizzabili a fine d’offesa, nonché un’autoradio, completa di frontalino, della quale gli stessi non hanno saputo dare una giustificazione sulla provenienza.
Per questi motivi, i cinque sono stati denunciati in stato di libertà ed è stata avviata dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura la procedura per l’emissione della misura di prevenzione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio che dà la possibilità al Questore di allontanare le persone ritenute pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità che si trovino fuori dai luoghi di residenza.
Caserta, sfregia un connazionale durante una lite: arrestato rumeno a Parete
PARETE (Caserta) - Erano probabilmente ubriachi ma comunque violenti e pericolosi quando, nel dicembre scorso, due rumeni hanno litigato per futili motivi. Uno dei due è finito in ospedale, è stato sfregiato dall’altro procurandogli una ferita profonda e permanenteSi tratta di un extracomunitario che è stato arrestato per aver sfregiato un connazionale, nel corso di una lite per futili motivi.
Nella mattinata odierna a Parete (Caserta), i carabinieri della sezione di P.G. della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo del P.M., emesso in data 11 marzo scorso, nei confronti del 32enne rumeno Stanciu Cornel Cojocaru, residente a Parete.
L’uomo è ritenuto responsabile di “lesioni personali gravissime”. Il Cojocaru, in data 19 dicembre 2008, durante una lite per futili motivi, ha colpito al volto con una bottiglia di birra infranta, un suo connazionale provocandogli delle lesioni permanenti. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
Scritto da Laura Ferrante
Nella mattinata odierna a Parete (Caserta), i carabinieri della sezione di P.G. della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo del P.M., emesso in data 11 marzo scorso, nei confronti del 32enne rumeno Stanciu Cornel Cojocaru, residente a Parete.
L’uomo è ritenuto responsabile di “lesioni personali gravissime”. Il Cojocaru, in data 19 dicembre 2008, durante una lite per futili motivi, ha colpito al volto con una bottiglia di birra infranta, un suo connazionale provocandogli delle lesioni permanenti. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
Scritto da Laura Ferrante
mercoledì 11 marzo 2009
PEDOFILIA: PERQUISIZIONI IN TUTTA ITALIA, 37 INDAGATI
La procura distrettuale di Catania ha disposto numerose perquisizioni domiciliari in varie citta' d'Italia, eseguite dalla Polizia Postale e delle comunicazioni, nei confronti di 37 soggetti italiani indagati per divulgazione di video pedopornografici mediante la rete internet. L'indagine della Polizia Postale di Catania, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Gennaro e dal sostituto Carla Santocono, ha riguardato il contrasto della divulgazione di materiale pedopornografico su Internet tramite il nuovo programma peer-to-peer denominato Limewire. In particolare, gli indagati acquisivano e diffondevano sulla rete internet video di pornografia infantile, utilizzando il software di file sharing Limewire. Le investigazioni sono state compiute con attivita' sottocopertura, autorizzata dalla procura, e finalizzata soprattutto al rinvenimento di filmati pedopornografici, con il coordinamento del Centro nazionale di contrasto della pedopornografia on-line di Roma. Le citta' interessate dalle perquisizioni sono Catania, Palermo, Ragusa, Napoli, Caserta, Salerno, Ancona, Roma, Milano, Varese, Sondrio, Lecco, Brescia, Reggio Emilia, Piacenza, Firenze, Grosseto, Venezia, Vicenza, Verona, Pordenone, Udine, Torino, Alessandria, La Spezia, Bari, Foggia, Lecce e Taranto. Copioso il materiale informatico sequestrato durante le perquisizioni.
Droga/ Arrestato italiano in Romania: trasportava 10 kg di eroina in piu prostituzione, pedolifilia!
Droga/ Arrestato italiano in Romania: trasportava 2 kg di eroina E' stato bloccato ieri dalla polizia di frontiera romenapostato document.write( strelapsed('2008-08-25T10:42:00Z') ); 10 ore fa da APCOM Roma, 25 ago. (Apcom) - Un cittadino italiano, identificato come Giorgio C., è stato arrestato ieri dalla polizia di frontiera romena alla dogana di Nadlac, nella parte occidentale del Paese, per traffico di droga. Lo riferisce l'agenzia di stampa romena Mediafax.
Giorgio C. 60 anni, è stato poi identificato come un esponente di una rete internazionale di traffico di droga prostituzione e pedofilia. L'uomo arrestato aveva nascosto 5 chilogrammi di eroina, per un valore superiore a 58 mila euro, nel vano del sistema di navigazione satellitare con a bordo cd pedopornografici.
Il cittadino italiano fermato dovrà adesso presentarsi davanti al tribunale di Bucarest per confermare il provvedimento di custodia cautelare per un altra accusa di sfruttamento prostituzione e pedofilia si profila per lui 30 anni di carcere da scontare in romania, l ambasciata italiana segue attentamente il caso.
Giorgio C. 60 anni, è stato poi identificato come un esponente di una rete internazionale di traffico di droga prostituzione e pedofilia. L'uomo arrestato aveva nascosto 5 chilogrammi di eroina, per un valore superiore a 58 mila euro, nel vano del sistema di navigazione satellitare con a bordo cd pedopornografici.
Il cittadino italiano fermato dovrà adesso presentarsi davanti al tribunale di Bucarest per confermare il provvedimento di custodia cautelare per un altra accusa di sfruttamento prostituzione e pedofilia si profila per lui 30 anni di carcere da scontare in romania, l ambasciata italiana segue attentamente il caso.
«PICCHIATI DA 30 ITALIANI» ROMA, FERITI DUE ALBANESI
Due fratelli albanesi di 33 e 37 anni hanno denunciato alla polizia di essere stati aggrediti da una trentina di italiani armati di mazze, bastoni, pietre. Quattro degli aggressori, secondo le vittime, erano anche armati di pistole. È successo poco prima di mezzanotte in via Paolo Ferdinando Quaglia, a Tor Bella Monaca. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato del commissariato Casilino perché alcuni cittadini avevano segnalato una violenta rissa in strada. Al loro arrivo i poliziotti hanno trovato i due fratelli.
Le vittime hanno raccontato che stavano passeggiando in strada quando sono stati accerchiati da quattro ciclomotori e quattro autovetture. Dalle auto sono scesi circa 30 uomini, tutti italiani, i quali hanno chiesto ai due se fossero rumeni. I due fratelli hanno avuto solo il tempo di spiegare che erano di nazionalità albanese quando sono stati colpiti con bastoni e pietre. I due stranieri hanno rifiutato le cure mediche e non hanno fornito nessuna indicazione utile per risalire agli aggressori. Indaga la polizia di Stato.
Le vittime hanno raccontato che stavano passeggiando in strada quando sono stati accerchiati da quattro ciclomotori e quattro autovetture. Dalle auto sono scesi circa 30 uomini, tutti italiani, i quali hanno chiesto ai due se fossero rumeni. I due fratelli hanno avuto solo il tempo di spiegare che erano di nazionalità albanese quando sono stati colpiti con bastoni e pietre. I due stranieri hanno rifiutato le cure mediche e non hanno fornito nessuna indicazione utile per risalire agli aggressori. Indaga la polizia di Stato.
Bloccati due rumeni per furto ai parcometri
Fermati dai Carabinieri mentre scassinavano il quinto raccoglitore di monete
Savigliano - Trapano, pazienza e attenzione. Così due giovani rumeni (P.A. di 21 anni e G.A. di 18 anni) hanno agito nella scorsa notte a Savigliano: i due malviventi, senza fissa dimora, erano riusciti a forzare quattro parcometri in diverse zone della città, ma al quinto tentativo sono stati colti in flagranza di reato dai Carabinieri, allertati dai cittadini. Mentre uno scassinava il parcometro, il secondo faceva da “palo” nascosto dietro una siepe. I due sono stati perquisiti e nella loro vettura è stata trovata la refurtiva di 800 euro. Arrestati, ora sono nel carcere di Saluzzo. E’ la prima volta che a Savigliano succede un furto secondo queste modalità ma, grazie all’attenzione dei cittadini, è stato subito fermato sul nascere.
Savigliano - Trapano, pazienza e attenzione. Così due giovani rumeni (P.A. di 21 anni e G.A. di 18 anni) hanno agito nella scorsa notte a Savigliano: i due malviventi, senza fissa dimora, erano riusciti a forzare quattro parcometri in diverse zone della città, ma al quinto tentativo sono stati colti in flagranza di reato dai Carabinieri, allertati dai cittadini. Mentre uno scassinava il parcometro, il secondo faceva da “palo” nascosto dietro una siepe. I due sono stati perquisiti e nella loro vettura è stata trovata la refurtiva di 800 euro. Arrestati, ora sono nel carcere di Saluzzo. E’ la prima volta che a Savigliano succede un furto secondo queste modalità ma, grazie all’attenzione dei cittadini, è stato subito fermato sul nascere.
Nuova rissa a Marina tra rumeni e carraresi
Carrara, 9 marzo 2009 - Altra rissa e notte di fuoco alla Serenella per la 'guerra' in atto tra un gruppo di rumeni che abitano in un condominio e i giovani carraresi che si radunano a Marina prima della partenza per le discoteche della Versilia. Sabato sera si è passati nuovamente alle vie di fatto e dopo una scazzottata e lanci di bottiglie e oggetti contundenti, cinque giovani tra cui pare un paio di minorenni sono finiti al pronto soccorso.
E ieri sera i carabinieri sono stati costretti ad intervenire di nuovo perché un rumeno coinvolto nella rissa di sabato sera aveva chiamato il 112 dopo che, a suo dire, un gruppetto di giovani, si era affacciato sul loro pianerottolo con l’intenzione di fare irruzione nell’appartamento e dare una 'lezione'.
Ma quando è arrivata la gazzella del Radiomobile, i giovani carraresi segnalati nel condominio si trovavano invece fuori del portone e nei pressi di locali pubblici. I carabinieri, comunque, li hanno tutti identificati e uno di loro è risultato che era stato coinvolto nella rissa del sabato sera. Vecchia ruggine, incomprensioni, lanci di bottiglie e danneggiamenti: sono le cause che hanno originato l’ennesimo episodio di violenza che la scorsa estate era sfociato in una sorta di Far West con sette feriti, tra cui due poliziotti e quattro arresti, tre rumeni ed un carrarese.
La rissa è scoppiata poco dopo mezzanotte e solo l’intervento massiccio di polizia e carabinieri ha evitato il peggio. I rumeni occupano un appartamento al secondo piano di uno stabile che si affaccia su via Rinchiosa e il viale Colombo dove la sera stazionano a lungo centinaia di giovani carraresi che poi si recano nelle discoteche. Un punto di ritrovo ormai tradizionale che si tarsforma spesso e volentieri in una zona di combattimento.
I carraresi segnalano che dal terrazzo dell’abitazione in questione più volte sono volate bottiglie e lattine di birra che hanno anche colpito alla testa qualche ragazzo. Una situazione esplosiva visto che neppure gli arresti dell’estate scorsa ha rasserenato gli animi. Polizia e carabinieri stanno vagliando alcune testimonianze per identificare gli autori delle aggressioni di sabato sera. Sviluppi alle indagini sono attese nelle prossime ore.
E ieri sera i carabinieri sono stati costretti ad intervenire di nuovo perché un rumeno coinvolto nella rissa di sabato sera aveva chiamato il 112 dopo che, a suo dire, un gruppetto di giovani, si era affacciato sul loro pianerottolo con l’intenzione di fare irruzione nell’appartamento e dare una 'lezione'.
Ma quando è arrivata la gazzella del Radiomobile, i giovani carraresi segnalati nel condominio si trovavano invece fuori del portone e nei pressi di locali pubblici. I carabinieri, comunque, li hanno tutti identificati e uno di loro è risultato che era stato coinvolto nella rissa del sabato sera. Vecchia ruggine, incomprensioni, lanci di bottiglie e danneggiamenti: sono le cause che hanno originato l’ennesimo episodio di violenza che la scorsa estate era sfociato in una sorta di Far West con sette feriti, tra cui due poliziotti e quattro arresti, tre rumeni ed un carrarese.
La rissa è scoppiata poco dopo mezzanotte e solo l’intervento massiccio di polizia e carabinieri ha evitato il peggio. I rumeni occupano un appartamento al secondo piano di uno stabile che si affaccia su via Rinchiosa e il viale Colombo dove la sera stazionano a lungo centinaia di giovani carraresi che poi si recano nelle discoteche. Un punto di ritrovo ormai tradizionale che si tarsforma spesso e volentieri in una zona di combattimento.
I carraresi segnalano che dal terrazzo dell’abitazione in questione più volte sono volate bottiglie e lattine di birra che hanno anche colpito alla testa qualche ragazzo. Una situazione esplosiva visto che neppure gli arresti dell’estate scorsa ha rasserenato gli animi. Polizia e carabinieri stanno vagliando alcune testimonianze per identificare gli autori delle aggressioni di sabato sera. Sviluppi alle indagini sono attese nelle prossime ore.
Iscriviti a:
Post (Atom)
europa debole
Andare a fare una vacanza nei paesi in cui si paga in dollari, comprare prodotti cinesi a meno prezzo, pagare la benzina meno.
Io mi chiedo: ma i giornalisti che dicono queste scemenze lo sono o lo fanno? o non si rendono conto di quali idiozie stanno dicendo e confermano quello che penso e sento dire dalla gente, ovvero che sono solo schiavi di chi ha interesse a fargli dire simili balle.
Pagare la benzina meno: roba da morir dal ridere.
Certamente i petrolieri la pagano meno e certamente fanno un mucchio di soldi, visto che noi la paghiamo sempre lo stesso prezzo!
Comprare prodotti cinesi a minor prezzo: certo che se si potessero mangiare i computer o i lettori di DVD sarebbe conveniente. Peccato che la spesa ogni giorno si faccia in Euro e peccato che i beni alimentari e agricoli siano iperprotetti e di concorrenza da area dollaro non se ne parla nemmeno
Andare in vacanza dove si paga in dollari: la soddisfazione del pirla. A parte il fatto che sarebbe bene andare in vacanza in Italia, se fosse economicamente accessibile (ormai siamo più cari - sul serio - della Svizzera), ma che soddisfazione c'e' ad andare in vacanza dove si paga in dollari? E' soddisfazione andare in vacanza perchè si sta bene e si guadagna, non di certo quando tornando si potrebbe aver perso il posto di lavoro.
La realtà è che con l'euro così forte non si vende nulla all'estero e l'unico rimedio per le aziende è chiudere o andare a produrre dove il lavoro si paga in dollari. Oggi paradossalmente conviene aprir fabbriche in America, per non dire ovviamente tutti gli altri paesi dell'estremo oriente legati al dollaro.
La realtà è che gli americani sono furbi e usano la valuta politicamente per i loro interessi di medio e lungo periodo. Noi in Europa non abbiamo un potere politico che possa fare altrettanto e ci siamo affidati ai banchieri, che ovviamente gestiscono la valuta cercando di mantenerla ai valori più alti possibili. In questo modo garantiscono il potere di acquisto di chi i soldi li ha, contribuiscono ad aumentare il differenziale fra chi ha e chi non ha, e fanno sì che gli imprenditori e i loro dipendenti vadano in malora.
Quindi, andiamo in vacanza in area dollaro e, mentre siamo la', cerchiamo di vedere se possiamo aprirci un'attivita' e restarci, perche' qui, di questo passo, ci sara' ben poco da ridere.
Io mi chiedo: ma i giornalisti che dicono queste scemenze lo sono o lo fanno? o non si rendono conto di quali idiozie stanno dicendo e confermano quello che penso e sento dire dalla gente, ovvero che sono solo schiavi di chi ha interesse a fargli dire simili balle.
Pagare la benzina meno: roba da morir dal ridere.
Certamente i petrolieri la pagano meno e certamente fanno un mucchio di soldi, visto che noi la paghiamo sempre lo stesso prezzo!
Comprare prodotti cinesi a minor prezzo: certo che se si potessero mangiare i computer o i lettori di DVD sarebbe conveniente. Peccato che la spesa ogni giorno si faccia in Euro e peccato che i beni alimentari e agricoli siano iperprotetti e di concorrenza da area dollaro non se ne parla nemmeno
Andare in vacanza dove si paga in dollari: la soddisfazione del pirla. A parte il fatto che sarebbe bene andare in vacanza in Italia, se fosse economicamente accessibile (ormai siamo più cari - sul serio - della Svizzera), ma che soddisfazione c'e' ad andare in vacanza dove si paga in dollari? E' soddisfazione andare in vacanza perchè si sta bene e si guadagna, non di certo quando tornando si potrebbe aver perso il posto di lavoro.
La realtà è che con l'euro così forte non si vende nulla all'estero e l'unico rimedio per le aziende è chiudere o andare a produrre dove il lavoro si paga in dollari. Oggi paradossalmente conviene aprir fabbriche in America, per non dire ovviamente tutti gli altri paesi dell'estremo oriente legati al dollaro.
La realtà è che gli americani sono furbi e usano la valuta politicamente per i loro interessi di medio e lungo periodo. Noi in Europa non abbiamo un potere politico che possa fare altrettanto e ci siamo affidati ai banchieri, che ovviamente gestiscono la valuta cercando di mantenerla ai valori più alti possibili. In questo modo garantiscono il potere di acquisto di chi i soldi li ha, contribuiscono ad aumentare il differenziale fra chi ha e chi non ha, e fanno sì che gli imprenditori e i loro dipendenti vadano in malora.
Quindi, andiamo in vacanza in area dollaro e, mentre siamo la', cerchiamo di vedere se possiamo aprirci un'attivita' e restarci, perche' qui, di questo passo, ci sara' ben poco da ridere.
EURO
Informazioni personali
Archivio blog
-
►
2009
(98)
- ► marzo 2009 (67)
- ► aprile 2009 (27)
- ► agosto 2009 (1)
-
►
2012
(11)
- ► ottobre 2012 (3)
