venerdì 3 aprile 2009

Costrette a vendersi in strada Sgominata banda di rumeni

Milano, 01 aprile 2009 - Arrestati per concorso in agevolazione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione con l’aggravante della violenza quattro rom rumeni che costringevano alcune connazionali comprate per poche migliaia di euro o barattate con automobili a vendersi in strada.


L’inchiesta, condotta dalla sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile, è partita lo scorso settembre dalla ricerca del latitante Mitita Nica, 46 anni, che il 21 agosto del '97 in concorso con altre persone ha violentato brutalmente un’ucraina. La vittima per fuggire si era buttata dal balcone dell’appartamento di via Tarvisio in cui era stata rinchiusa.

Dopo la condanna passata in giudicato a 7 anni, 5 mesi e 11 giorni di carcere per violenza sessuale aggravata, per l’uomo era stato spiccato il mandato di arresto. Cercandolo, però, gli investigatori hanno scoperto che il rumeno, con altri complici gravitanti al campo nomadi di via Triboniano, sfruttava la prostituzione di alcune donne, tra cui una 17enne che è già scappata dalla comunità protetta in cui era stata portata dopo l’identificazione.

In manette sono finiti oltre al latitante, arrestato già lo scorso dicembre a 200 chilometri da Bucarest, i suoi due figli e la madre della 17enne che l’aveva venduta per 4mila euro ai suoi aguzzini. Si tratta di Mihai Vasilescu, 25 anni; Diamant Stoica, 25, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio, e Costantina Cocarica, 39 anni, incensurata.

Queste ultime misure cautelari, emesse dal gip Giovanna Verga su richiesta del pm Paolo Storari, sono state eseguite nella notte tra il 30 e il 31 marzo. Vasilescu è stato catturato nella zona di Vigevano, il fratello in Romania con la collaborazione della polizia rumena, e la donna nei pressi di Brescia.

Sei le donne identificate costrette a prostituirsi a Milano, ad Arluno e in altre zone che cambiavano a seconda dei controlli.

I tre uomini avevano un lavoro di copertura nel loro paese di origine, occupandosi di taxi. In Italia, invece, ritiravano i passaporti alle loro vittime e le “convincevano” a vendersi con percosse, incamerando un guadagno complessivo stimato in 20mila euro al mese.

Catania, rapina e violenza sessuale su rumena: 4 arresti

CATANIA. Carabinieri e Polizia nel corso di una operazione congiunta hanno arrestato quattro rumeni. Devono rispondere di rapina, sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane prostituta, loro connazionale.
I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terra’ alle 10, presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Catania.

IN 3 VIOLENTANO E RAGGIRANO DISABILE: ARRESTATI

Bari, 3 apr .- Tre cittadini rumeni sono stati arrestati dai carabinieri di Barletta con le accuse di violenza sessuale e circonvenzione di incapace. I tre avrebbero approfittato della condizione di fragilita' psichica di una quarantenne, abusandone anche sessualmente. A turno, i tre rumeni avrebbero finto di essersi innamorati, allo scopo di ottenere denaro in prestito o regali di varia natura, come costosi telefonini cellulari di ultima generazione. Inoltre i tre avrebbero suggerito alla donna di sottrarre denaro ai familiari e si sarebbero fatti consegnare i soldi della sua pensione di invalidita'. L'estate scorsa la malcapitata, pero', si era rivolta ai carabinieri che, coordinati dal sostituto procuratore di Trani, Giuseppe Maralfa, hanno identificato ed arrestato i tre rumeni, rispettivamente di 21, 22 e 23 anni.

Rubano telefoni per un totale di 10mila euro: arrestati due rumeni

Dopo aver noleggiato un'auto a Prato, due rumeni si sono introdotti, attraverso una finestra sul retro, in un negozio di telefonia situato a pochi metri dal centro storico.

Ma sulla loro strada, mentre cercavano di allontanarsi con sacchi ricolmi di cellulari e accessori di telefonia, per un valore totale di 10mila euro, hanno trovato un agente della questura lucchese, l'assistente capo Albano, che ha dato l'allarme e contribuito all'arresto di entrambi i malviventi.

E' successo tutto questa mattina, attorno alle 6.30, nei pressi di porta Elisa: Albano ha capito che qualcosa non andava all'interno di un attività commerciale, dove due rumeni - di 30 e 29 anni - si erano introdotti da una finestra posta sul retro della struttura e avevano iniziato a saccheggiare una vetrina ricolma di cellulari.

L'agente ha allora allertato una volante e, nel frattempo, ha bloccato uno dei due malviventi, che per sfuggire all'arresto ha cercato di lanciarsi nel vuoto da tre metri di altezza.

Tutta la refurtiva è stata recuperata e sono anche stati sequestrati i sofisticati arnesi da scasso che erano serviti a forzare finestra e vetrina.

Il più anziano dei due ladri ha un lungo elenco di precedenti specifici alle spalle per ricettazione e furto.

giovedì 2 aprile 2009

moda: Carla Bruni a Bucarest per sostenere la moda rumena

progettato dall'Ambasciata di Francia in Romania e l'Istituto Francese di Bucarest, con il sostegno del francese Istituto di Moda a Parigi.

Fonti rumene danno quasi per certa la notizia che la moglie del Presidente di Francia, Carla Bruni, sarà presente a Bucarest, alla fine di maggio.

Ex modella di fama internazionale che arriva a Bucarest, come ospite speciale del Festival della Moda ponte, progettato dall'Ambasciata di Francia in Romania e l'Istituto Francese di Bucarest, con il sostegno del francese Istituto di Moda a Parigi.

Il festival mira a promuovere le creazioni di designer rumeno a Bucarest e di Parigi e di far conoscere al pubblico rumeno l'industria della moda in Francia.

La prima edizione del festival si è svolta lo scorso anno nel mese di maggio e il punto di attrazione è stata una gara tra progettisti rumeni, che è stata vinta da Carmen Secareanu.

Il concorso sarà ripetuto anche quest' anno e il vincitore esporrà le sue collezioni nella nuova sede del Fashion Institute francese a Parigi, durante la settimana della moda, nel marzo 2010.

Carla Bruni ha risposto positivamente all'invito ad essere presente a Bucarest nel mese di maggio, ma l'annuncio ufficiale sarà reso noto tra qualche giorno.

Al Festival della Moda di quest'anno vi sarà una mostra evento con abiti d'epoca firmata da Yves Saint Laurent, la prima mostra del suo genere che accade in un paese in Europa orientale.

mercoledì 1 aprile 2009

è morta la giovane rumena ferita a Mozzecane... Per il pizzaiolo l'accusa è di omicidio

Verona, 1 apr. (Apcom) - E' morta la 25enne rumena A.S. ferita alla testa a colpi di pistola domenica pomeriggio da G.A., il pizzaiolo 47enne di Mozzecane in provincia di Verona, suo ex datore di lavoro. La donna è morta ieri sera all'ospedale di Borgo Trento,dopo due giorni di agonia, la morte cerebrale è stata dichiarata poco dopo l'arrivo in ospedale. Accanto alla donna ricoverato in ospedale c'è anche il marito, ferito anch'egli ma meno gravemente. Per il 47enne pizzaiolo la posizione giudiziaria si aggrava, ora è accusa di omicidio e tentato omicidio aggravati dalla premeditazione secondo l'accusa dato che l'uomo era armato. L'uomo di era consegnato, domenica pomeriggio, ai carabinieri di Villafrance sostenendo di essere stato vittima di un ricatto da parte della coppia di rumeni per delle presunte molestie sessuali, secondo l'uomo mai avvenute. Una testi che è stata sostenuta da G.A. anche nell'udienza di convalida dell'arresto, ma smentita dal marito della rumena morta, che invece dichiara di non avere mai ricattato il pizzaiolo ma che fosse quest'ultimo ha chiamare continuamente la moglie per riaverla al lavoro.

martedì 31 marzo 2009

Furgone rubato: due rumeni arrestati per ricettazione

Savona. Sono stati arrestati per ricettazione i presunti autori del furto di un furgone avvenuto nel Savonese il 19 marzo scorso. Si tratta di Sau Danut Flavius, 23 anni compiuti oggi, e Neda Sorin, 26 anni, entrambi cittadini rumeni. I due sono stati notati dai poliziotti sull’autostrada A7, mentre transitavano all’altezza dell’area di servizio Campora, così sono stati seguiti.

Durante il pedinamento, gli uomini della squadra mobile hanno avviato accertamenti attraverso la targa del furgone, un Ford Transit, verificando che era stato rubato. Gli agenti hanno atteso l’uscita del mezzo al casello di Genova Pegli e lo hanno bloccato. A bordo la polizia ha rinvenuto cesoie ed altri oggetti da scasso.

Clonavano bancomat, sgominata gang di rumeni Capobanda incastrato dalla polizia nella sua abitazione di Ostia

Sei romeni e un esperto informatico italiano sono stati arrestati dalla Polizia postale di Pescara con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla clonazione di carte di credito e bancomat. I dettagli dell'operazione, denominata 'Topino', sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa dal dirigente della Poliza postale, Pasquale Sorgona'.
In manette, su disposizione del gip Guido Campli e su richiesta del pm Silvia Santoro, sono finiti il siciliano Antonio Giovanni Sallemi, esperto informatico bloccato a ostia, Petrisor Ciprian Radu, detto 'Sobolanu' (Topino), Gabriel Daniel Radu, Gabriel Ionut Boldea, il capo dell'organizzazione Chrstian Irinel Durla, Emanuel Banila, Ionut Adi Ilina. Le indagini hanno preso il via alla fine del 2007 con l'arresto in flagranza di 'Topino' sorpreso mentre tentava di installare uno skimmer nel supermercato 'Tigre' di via Venezia a Pescara. Dalle intercettazioni telefoniche e' emerso che l'uomo era stato coadiuvato da due complici che si erano posizionati all'esterno del supermercato e che tutta l'attivita' era stata gestita telefonicamente dalla provincia di Brescia. Dalle indagini e' emerso che il gruppo aveva posizionato altri skimmer nel 'Maxi Tigre' di Pescara, nel 'Tigre' di Teramo e nel 'Super Gulliver' di Rapallo. Secondo gli investigatori 'Topino' e Sallemi si sono conosciuti all'interno del carcere di Pescara e da quel momento l'esperto informatico e' stato reclutato dall'organizzazione. Sempre secondo gli inquirenti quando i due sono usciti dal carcere si sono messi alla ricerca di codici di carte di credito. In particolare Sallemi, utilizzando specifici software e grazie alle sue conoscenze tecniche, riceveva dalla Romania, dove si trovava il capo dell'organizzazione, via posta elettronica numerosi codici di carte di credito dai complici. Con questi software poi riusciva a replicare i codici, creando da ogni codice ricevuto mille nuovi codici pronti per essere utilizzati per acquistare via internet materiale tecnologico e poi rivenderlo. Nell'abitazione di Salemi, che e' stato arrestato ad Ostia, sono stati sequestrati oltre 12mila codici di carte di credito. Per gli investigatori l 'organizzazione dall'utilizzo di questi codici avrebbe potuto incassare almeno 20 milioni di euro. Nel corso delle indagini e' emerso anche che il sodalizio stava pianificando l'installazione di uno skimmer ad uno sportello ATM di Bassano del Grappa. A suggerire il colpo ai complici in Romania Gabriel Daniel Boldea. Grazie all'attivita' di indagine anche in quell'occasione i romeni (3) sono stati arrestati subito dopo aver installato lo skimmer e la videocamera per registrare i dati sensibili delle carte. Quattro dei romeni indagati, con il coinvolgimento dell'Interpol, sono stati arrestati in Romania, un altro in Francia, mentre il capo dell'organizzazione si e' costituito domenica al carcere di Chieti.

Presa banda che ha clonato 12mila bancomat. Pronti ad incassare 20mln di euro

PESCARA- 31 marzo 2009
Erano riusciti ad ottenere circa 12.000 codici di altrettante carte di credito di ignari cittadini ed avrebbero potuto incassare una cifra vicino ai 20 milioni di euro, prosciugando migliaia di conti bancari.

Sette persone -di cui sei cittadini rumeni e un italiano- sono state arrestate dalla polizia postale di Pescara e dovranno rispondere davanti all’autorità italiane di associazione per delinquere finalizzata alla clonazione di carte di credito e di Bancomat.
L’indagine è iniziata in 2007 con un furto di un prosciutto all’interno del supermercato in via Venezia a Pescara. In quell’occasione venne arrestato in flagranza di reato Petrisor Ciprian Radu detto “Sobolanu”, cioè “piccolo topo”.
La polizia postale incaricata delle indagini però si è insospettita dallo strano furto ed ha potuto poi appurare che in realtà il romeno si era introdotto all’interno del supermercato per installare un congegno (skimmer) in grado di clonare tutti i codici delle carte di credito che venivano inseriti nel Pos del supermercato.
In pratica i clienti che facevano la spesa e pagavano con carte di credito venivano defraudati dei codici segreti che poi permettevano ai malviventi di svuotare i conti bancari.
Dall’analisi accurata dei tabulati telefonici anche pregressi del ladro si è poi ricostruita la ragnatela di rapporti del romeno arrestato, risalendo agli altri appartenenti alla banda.
Gli inquirenti sono riusciti anche a ricostruire la loro carriera criminale tracciando l’elenco delle altre incursioni con il medesimo fine ai danni di supermercati di Pescara, Teramo e di Rapallo, in provincia di Genova.
“Topino”, arrestato in seguito all’incursione nel supermercato, ha scontato una breve pena detentiva nel carcere di Pescara dove ha conosciuto Giovanni Antonio Sallemi grande esperto informatico «con un’esperienza criminale in materia di carte di credito», dice il comandante della polpost Pasquale Sorgonà.
«Da quel momento i due hanno iniziato a collaborare. Usciti entrambi dal carcere hanno ripreso tranquillamente la loro attività criminale ed attraverso specifici software l’esperto informatico riceveva dalla Romania via posta elettronica numerosi codici di carte di credito dai suoi complici al riparo da ogni intercettazione».
Con questi specifici software l’italiano riusciva a replicare i codici segreti creando da ogni carta di credito clonata circa 1000 nuovi codici pronti per essere utilizzati, sfruttando in qualche modo la logica ed il sistema che le banche utilizzano per emettere sul mercato le carte di credito.
Attraverso un apposito algoritmo Sallemi riusciva ad “indovinare” i numeri delle carte realmente circolanti sul mercato con i codici segreti.
Nella perquisizione domiciliare effettuata a carico di Sallemi, gli inquirenti sono riusciti a scovare ben 12.000 codici di carte di credito che l’abile tecnico non aveva sul suo pc ma stipati in un apparente sicuro spazio web.
Dalle intercettazioni telefoniche poi è emerso che il gruppo stava pianificando un nuovo colpo in Italia, attraverso l’installazione di uno Skimmer all’interno di un Bancomat.
Così gli agenti della polizia postale sono riusciti a seguire le diverse fasi di pianificazione del colpo filmando le scene dell’istallazione del congegno bloccando i malviventi in flagranza di reato.
Le sette persone sono state tratte in arresto in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari, Guido Campli, su richiesta del pubblico ministero, Silvia Santoro.
È stato emesso anche un ordine di cattura europeo e, grazie al coinvolgimento dell’interpol, quattro indagati sono stati arrestati in Romania ed uno in Francia, successivamente estradati in Italia mentre il tecnico informatico di origine siciliana è stato arrestato alcuni giorni fa ad Ostia.
Un solo rumeno è riuscito a sfuggire alla cattura per alcuni giorni ma sentendosi braccato perché ricercato in tutto il territorio europeo si è costituito presso il carcere di Chieti lo scorso 29 marzo.
La notizia è stata divulgata oggi dopo che tutti gli indagati sono finiti agli arresti.

In trappola la gang dei ladri acrobati Presi dopo un furto da 100mila euro

La polizia ha arrestato la gang dei ladri acrobati dopo l'ultima razzia, un furto da cento mila euro in un negozio di ottica a Poggibonsi. I malviventi si arrampicavano con delle corde sul tetto e da lì si calavano all'interno dei negozi. Si trattava di 5 rumeni, tra i 20 e i 33 anni

Siena, 31 marzo 2009 - Una banda di rumeni specializzzata in furti nei negozi e negli appartamenti è stata assicurata alla giustizia dopo l’ultimo colpo messo a segno la notte scorsa in un negozio di ottica al centro commerciale di Poggibonsi. La refurtiva per un valore di centomila euro è stata interamente recuperata. L’operazione porta la firma degli uomini del commisariato valdelsano. In cinque erano arrivati all’esercizio commerciale a bordo di due auto: una Ford Galaxy e una Peugeot.

I malviventi prima di entrare in azione si erano cambiati, indossando, ognuno, una tuta di colore nero. Poi, consapevoli che all’interno del centro commerciale sono in funzione gli allarmi, si erano arrampicati con delle corde fino al tetto e, una volta lì, avevano tagliato il lucernario con le tronchesi, calandosi fino al negozio di ottica, dopo aver sfondato il controsoffitto. Gli allarmi erano scattati e avevano fatto accorrere la vigilanza.

Le guardie giurate avevano fatto più di un controllo, ma le porte erano tutte chiuse. Nessuno poteva immaginare che i ladri si fossero calati dal tetto. La polizia di Poggibonsi che si trovava poco distante per un controllo ha visto uno dei rumeni scendere da un’auto e salire su un’altra. A quel punto, gli agenti insospettiti dagli insoliti movimenti, si sono avvicinati per controllare. Si trattava di Laurentiu Marian Rusu, 29 anni, Liviu Octavian Dumitrescu, 33, Lupu Castel e Nelu Lucian Rusu, entrambi di 20 anni, e Nicolae Catalin di 21.

I cinque sono domiciliati a Roma e sono stati arrestati per furto aggravato. Sul sedile posteriore di una delle auto c’erano alcune macchine fotografiche nuove. I poliziotti hanno aperto i bagagliai e dentro hanno scoperto 1500 paia di occhiali di grandi marche e altre undici macchine fotografiche, per un valore di centomila euro. Prima di scappare i ladri avevano anche ripulito il registratore di cassa dove i proprietari del negozio avevano lasciato 190 euro.

Dagli accertamenti successivi effettuati dagli uomini del commissariato di Poggibonsi è stato possibile ricostruire come i ladri avevano fatto ad entrare. Oltre alla refurtiva, tutta riconsegnata ai legittimi proprietari, sono stati sequestrati anche gli strumenti usati per il colpo: una fune e un paio di tronchesi. Ieri mattina il giudice ha convalidato l’arresto e ha deciso che i cinque rimangano in carcere fino al 10 aprile, giorno del processo. L’udienza è stata rinviata perché l’avvocato ha chiesto un termine a difesa.

Cecilia Marzotti

Bancomat clonato a Rapallo sette truffatori in manette

Attraverso apparecchiature sofisticate riuscivano a clonare carte di credito in Italia e all’ estero e, se non fermati in tempo, avrebbero potuto compiere acquisti fino a venti milioni di euro. I sette componenti della banda - sei romeni e un italiano - sono stati arrestati dalla Polizia Postale di Pescara in collaborazione con l’Interpool e la Polizia criminale rumena. La clonazione delle carte avveniva attraverso uno skimmer, apparecchio installato negli sportelli automatici delle banche, che consentiva di registrare i codici magnetici delle carte di credito. La mente dell’organizzazione era un romeno, il quale aveva come complice principale un italiano esperto di informatica. I due si erano conosciuti nel carcere di Pescara e una volta liberi avevano avviato l’attività criminale con l’ausilio di altri cinque rumeni incaricati di piazzare gli skimmer. La polizia sta proseguendo le indagini per accertare quante truffe sono state compiute e l’ammontare. I congegni erano stati installati a Pescara, Bassano del Grappa (Treviso) e a Rapallo.

lunedì 30 marzo 2009

Furti e raggiri: città sotto scacco

Ha scalato le impalcature di un palazzo di via Santa Monaca, ma quando ha cercato di guadagnare l’uscita attraverso le scale dello stabile, è finito fra le braccia dei poliziotti che lo attendevano al varco. Pascal Costantin Lucian, 28 anni, rumeno, professione ladruncolo, pensava di averla quasi fatta franca

Firenze, 30 marzo 2009 - Ha scalato le impalcature di un palazzo di via Santa Monaca, ma quando ha cercato di guadagnare l’uscita attraverso le scale dello stabile, è finito fra le braccia dei poliziotti che lo attendevano al varco. Pascal Costantin Lucian, 28 anni, rumeno, professione ladruncolo, pensava di averla quasi fatta franca. Non immaginava che uno dei residenti della zona lo aveva notato mentre si arrampicava come un gatto sulle impalcature che coprono la facciata di un palazzo in ristrutturazione. Una telefonata al 113 e via con la trappola.



Un equipaggio del Reparto mobile, che stava pattugliando la zona di Santo Spirito nell’ambito dei servizi straordinari di controllo predisposti dal questore Francesco Tagliente, è arrivata sul posto in pochi minuti e ha avvertito i colleghi della Volante. Gli agenti hanno circondato il palazzo, ma il rumeno, che era intento a rovistare all’interno di un appartamento disabitato, ha sentito un po’ di rumore. Si è affacciato alla finestra, ha notato le volanti e si è diretto verso le scale. Niente da fare, gli agenti avevano ormai chiuso tutte le vie di fuga. Così, quando ha aperto il portone dello stabile, non ha potuto far altro che consegnarsi fra le braccia dei poliziotti.



Stessa sorte è capitata anche ai tre giovanissimi rumeni che sono stati arrestati per aver forzato le selle di quattro motorini in sosta in via Michelazzi. Anche in questo caso l’allarme è stato lanciato da un residente e anche stavolta le volanti sono arrivate sul posto in pochi minuti. Alla vista degli agenti, i tre ragazzini, uno di 14 anni e gli altri due di 17, hanno mollato tre caschi che avevano appena rubato e si sono dati alla fuga in direzione diverse. L’inseguimento è durato poco. Uno dei due diciassettenni è stato fermato nei giardini di via Locchi. Gli altri, invece, sono stati raggiunti in via delle Panche.



Più ingegnosi i due ladri che si sono spacciati per addetti alla manutenzione dell’Hotel Hilton e hanno 'alleggerito' una turista tailandese di 63 anni. Intorno alle 22.35 di sabato sera, hanno bussato alla porta della camera della donna e si sono fatti accompagnare in bagno per procedere ad un controllo della rubinetteria. Mentre uno dei due faceva finta di operare come idraulico, l’altro operava in camera come ladro. Così, quando i due se ne sono andati scusandosi anche per il disturbo, la povera turista si è accorta che erano spariti una macchina fotografica, un orologio Gucci placcato oro e 800 euro in contanti.



Finto anche il meccanico che sabato mattina ha bussato al portone dell’abitazione di una donna di 71 anni in via della Chiesa: "Ho effettuato la revisione dell’auto di suo figlio, devo avere 500 euro". La donna si è fidata e, non avendo contanti a disposizione, gli ha addirittura consegnato la carta bancomat con il codice segreto. Il truffatore se ne è andato, ma una telefonata al figlio ha permesso di scoprire l’inganno e di bloccare la carta prima che fosse utilizzata.

Cosimo Zetti

SVALIGIANO OTTICO: ARRESTATI 5 RUMENI, BOTTINO 100MILA EURO

Siena, 30 marzo 2009
- Erano riusciti a svaligiare un negozio di ottica al centro commerciale di Poggibonsi, in provincia di Siena, arrampicandosi fino al tetto con una fune da alpinisti, annodata, poi erano entrati nell'esercizio, avevano nascosto tutta le refurtiva in un borsone e si erano allontanati indisturbati fino al parcheggio antistante lo stabile dove pero' sono incappati nella Polizia. Cinque cittadini Rumeni di, R.L.M. di 29 anni, D.L.O. di 33, C.L. e R.N.L., entrambi di 20 anni, e C.N di 21 anni, sono stati infatti colti in flagranza di reato dai poliziotti delle Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Poggibonsi ed arrestati per furto aggravato in concorso. In particolare, intorno alle ore 00:50, durante il servizio di controllo del territorio, gli agenti della Volante hanno visto uno dei rumeni scendere da un'autovettura e salire a bordo di un'altra, nei pressi del parcheggio del centro commerciale; insospettiti dall'atteggiamento degli stessi e dagli insoliti movimenti si sono avvicinati per controllarli. Durante il controllo i cinque rumeni si sono mostrati subito agitati ed i poliziotti hanno visto sul sedile posteriore di una delle due autovetture un borsone aperto dal quale uscivano alcune macchine fotografiche digitali. A quel punto, hanno contattato la Vigilanza privata che ha riferito di aver ricevuto, intorno alla mezzanotte, una chiamata per un allarme scattato presso lo stesso stabile; gli agenti hanno allora controllato l'autovettura e, all'interno del portabagagli, hanno trovato numerose paia di occhiali, altre fotocamere con accessori, una tronchesi ed una fune.
Dagli accertamenti successivi effettuati dalla Polizia e' emerso che i 5 ladri si erano arrampicati, utilizzando la fune, sul tetto del centro commerciale, avevano reciso il lucernario, probabilmente con le tronchesi e, una volta entrati, avevano sfondato il controsoffitto del negozio. La refurtiva, circa 1500 paia di occhiali, 11 macchine fotografiche e 190 euro in contanti prelevati dal fondo cassa, per un ammontare di oltre 100.000 euro, e' stata restituita al proprietario mentre gli oggetti utilizzati per perpetrare il furto sono stati sequestrati.

Rumeno accoltellato per motivi futili, arrestato un connazionale

30 marzo 2009 BARLETTA (BA)
Intorno alle 19 di ieri una telefonata segnalava ai Carabinieri della compagnia locale che era in corso una lite in strada nella zona di Contrada Patalini. Accorsi sul posto, gli uomini della Radiomobile hanno accertato che due uomini si stavano picchiando, o meglio che uno dei due stava picchiando l’altro. Alla vista della gazzella l’aggressore ha tentato di scappare, gettando la lama utilizzata in precedenza, ma è stato immediatamente bloccato. I militari hanno accertato che i due uomini, entrambi rumeni, avevano iniziato la lite nel casolare dove vivevano entrambi, per futili motivi. La zuffa era sfociata nell’accoltellamento della vittima, che ha tentato disperatamente di scappare. Il 42enne accoltellato è stato subito soccorso e trasportato al pronto soccorso, ma non è in pericolo di vita. Il 38enne è stato invece arrestato e rinchiuso nel carcere di Trani; dovrà ora rispondere delle accuse di lesioni personali aggravate e porto illegale di armi.

Sesso e ricatti, ristoratore spara a coppia di rumeni. Poi si costituisce

Nel Veronese un italiano 47enne ha preso di mira i due per strada: lei, 25 anni, rischia la vita.


Una coppia di giovani romeni, un ragazzo e una ragazza, è stata presa di mira nel pomeriggio di domenica nel Veronese da un 47enne italiano che ha raggiunto i due con alcuni colpi di pistola. Ora sono ricoverati in gravi condizioni all'ospedale di Villafranca: lei è gravissima. L'aggressore si è dato alla fuga, ma poche ore dopo si è costituito ai carabinieri: avrebbe agito spinto da motivi passionali. Il fatto è avvenuto a Mozzecane di Villafranca (Verona). La ragazza romena, 25 anni, è stata colpita alla testa e secondo i sanitari è in pericolo di vita; il suo compagno, stato centrato al torace, è ricoverato in condizioni critiche.

SESSO E RICATTI - Dietro la vicenda, secondo quanto avrebbe raccontato alle forze dell'ordine l'uomo, che di professione fa il ristoratore, ci sarebbe una storia di sesso e ricatti, da parte di un ristoratore di Villafranca di Verona che si è consegnato ai carabinieri. Secondo quanto ricostruito dai militari, Giacomo Attolini, 47 anni, sposato, di Villafranca, aveva assunto la donna, A.S. 25 anni, per farla lavorare nel suo locale. Proprio sul luogo di lavoro l'uomo avrebbe tentato alcune avances alle quali la donna si sarebbe sottratta lasciando però intendere che qualche possibilità, il suo datore di lavoro, avrebbe potuta averla. Dopo qualche tempo, però, la donna, supportata dal marito (T.S. di 23 anni), avrebbe cominciato a ricattare l'uomo, minacciando una denuncia per molestie sessuali.

L'APPUNTAMENTO - I tre, ristoratore e coppia di romeni, si sarebbero dati appuntamento domenica in centro a Mozzecane dove - secondo la ricostruzione dei carabinieri - la coppia avrebbe dovuto intascare mille euro da Attolini. I romeni però avrebbero tentato di alzare la posta chiedendo altro denaro e l'auto del ristoratore. Così durante discussione, l'italiano ha estratto una pistola Smith & Wesson con cui avrebbe sparato due colpi, uno alla donna, colpita alla testa, e l'altro all'uomo, centrato in pieno torace. L'uomo, che dopo una breve fuga si è costiuito, è stato arrestato con l'ipotesi di accusa di tentato omicidio plurimo.

domenica 29 marzo 2009

Furto al bar: scappano ma vengono arrestati

Firenze, 28 marzo 2009
Due rumeni, di 19 e 21 anni, sono stati arrestati da agenti delle volanti della questura dopo aver compiuto un furto in un bar di via Ariani a Firenze. I due sono scappati dal locale portando via un telefono cellulare e soldi in contanti da una stanza riservata al personale del bar, ma poi sono stati presi dalla polizia nei pressi di lungarno Ferrucci.

Uno era in strada ed è stato indicato da alcuni passanti; l'altro invece si era nascosto in un cassonetto della nettezza. Del furto si era subito accorta una commessa, la quale aveva dato l'allarme mentre i due rumeni si trovavano ancora nel bar. Il proprietario dell'esercizio aveva provato a ostacolarli mettendosi sulla porta d'ingresso, ma i due lo hanno strattonato riuscendo a uscire. L'uomo li ha inseguiti, poi la polizia li ha presi.

My dog




venerdì 27 marzo 2009

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TOGLIATTI, BASTONATE A BENGALESE PER RAPINA: ARRESTATI 3 RUMENI

venerdì 27 marzo 2009 Frattura delle ossa nasali, contusione del ginocchio destro, trauma cervicale ed escoriazioni sul palmo della mano. E' la prognosi che i medici del pronto soccorso del Policlinico Casilino hanno riportato sul referto del 31enne cingalese, rappresentante di professione, aggredito a bastonate e rapinato ieri lungo via Palmiro Togliatti. Per questi fatti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, intervenuti sul luogo dell'aggressione, sono riusciti ad arrestare responsabili della violenta aggressione: si tratta di tre cittadini romeni.

europa debole

Andare a fare una vacanza nei paesi in cui si paga in dollari, comprare prodotti cinesi a meno prezzo, pagare la benzina meno.
Io mi chiedo: ma i giornalisti che dicono queste scemenze lo sono o lo fanno? o non si rendono conto di quali idiozie stanno dicendo e confermano quello che penso e sento dire dalla gente, ovvero che sono solo schiavi di chi ha interesse a fargli dire simili balle.
Pagare la benzina meno: roba da morir dal ridere.
Certamente i petrolieri la pagano meno e certamente fanno un mucchio di soldi, visto che noi la paghiamo sempre lo stesso prezzo!
Comprare prodotti cinesi a minor prezzo: certo che se si potessero mangiare i computer o i lettori di DVD sarebbe conveniente. Peccato che la spesa ogni giorno si faccia in Euro e peccato che i beni alimentari e agricoli siano iperprotetti e di concorrenza da area dollaro non se ne parla nemmeno
Andare in vacanza dove si paga in dollari: la soddisfazione del pirla. A parte il fatto che sarebbe bene andare in vacanza in Italia, se fosse economicamente accessibile (ormai siamo più cari - sul serio - della Svizzera), ma che soddisfazione c'e' ad andare in vacanza dove si paga in dollari? E' soddisfazione andare in vacanza perchè si sta bene e si guadagna, non di certo quando tornando si potrebbe aver perso il posto di lavoro.
La realtà è che con l'euro così forte non si vende nulla all'estero e l'unico rimedio per le aziende è chiudere o andare a produrre dove il lavoro si paga in dollari. Oggi paradossalmente conviene aprir fabbriche in America, per non dire ovviamente tutti gli altri paesi dell'estremo oriente legati al dollaro.

La realtà è che gli americani sono furbi e usano la valuta politicamente per i loro interessi di medio e lungo periodo. Noi in Europa non abbiamo un potere politico che possa fare altrettanto e ci siamo affidati ai banchieri, che ovviamente gestiscono la valuta cercando di mantenerla ai valori più alti possibili. In questo modo garantiscono il potere di acquisto di chi i soldi li ha, contribuiscono ad aumentare il differenziale fra chi ha e chi non ha, e fanno sì che gli imprenditori e i loro dipendenti vadano in malora.
Quindi, andiamo in vacanza in area dollaro e, mentre siamo la', cerchiamo di vedere se possiamo aprirci un'attivita' e restarci, perche' qui, di questo passo, ci sara' ben poco da ridere.

EURO

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