Ha scalato le impalcature di un palazzo di via Santa Monaca, ma quando ha cercato di guadagnare l’uscita attraverso le scale dello stabile, è finito fra le braccia dei poliziotti che lo attendevano al varco. Pascal Costantin Lucian, 28 anni, rumeno, professione ladruncolo, pensava di averla quasi fatta franca
Firenze, 30 marzo 2009 - Ha scalato le impalcature di un palazzo di via Santa Monaca, ma quando ha cercato di guadagnare l’uscita attraverso le scale dello stabile, è finito fra le braccia dei poliziotti che lo attendevano al varco. Pascal Costantin Lucian, 28 anni, rumeno, professione ladruncolo, pensava di averla quasi fatta franca. Non immaginava che uno dei residenti della zona lo aveva notato mentre si arrampicava come un gatto sulle impalcature che coprono la facciata di un palazzo in ristrutturazione. Una telefonata al 113 e via con la trappola.
Un equipaggio del Reparto mobile, che stava pattugliando la zona di Santo Spirito nell’ambito dei servizi straordinari di controllo predisposti dal questore Francesco Tagliente, è arrivata sul posto in pochi minuti e ha avvertito i colleghi della Volante. Gli agenti hanno circondato il palazzo, ma il rumeno, che era intento a rovistare all’interno di un appartamento disabitato, ha sentito un po’ di rumore. Si è affacciato alla finestra, ha notato le volanti e si è diretto verso le scale. Niente da fare, gli agenti avevano ormai chiuso tutte le vie di fuga. Così, quando ha aperto il portone dello stabile, non ha potuto far altro che consegnarsi fra le braccia dei poliziotti.
Stessa sorte è capitata anche ai tre giovanissimi rumeni che sono stati arrestati per aver forzato le selle di quattro motorini in sosta in via Michelazzi. Anche in questo caso l’allarme è stato lanciato da un residente e anche stavolta le volanti sono arrivate sul posto in pochi minuti. Alla vista degli agenti, i tre ragazzini, uno di 14 anni e gli altri due di 17, hanno mollato tre caschi che avevano appena rubato e si sono dati alla fuga in direzione diverse. L’inseguimento è durato poco. Uno dei due diciassettenni è stato fermato nei giardini di via Locchi. Gli altri, invece, sono stati raggiunti in via delle Panche.
Più ingegnosi i due ladri che si sono spacciati per addetti alla manutenzione dell’Hotel Hilton e hanno 'alleggerito' una turista tailandese di 63 anni. Intorno alle 22.35 di sabato sera, hanno bussato alla porta della camera della donna e si sono fatti accompagnare in bagno per procedere ad un controllo della rubinetteria. Mentre uno dei due faceva finta di operare come idraulico, l’altro operava in camera come ladro. Così, quando i due se ne sono andati scusandosi anche per il disturbo, la povera turista si è accorta che erano spariti una macchina fotografica, un orologio Gucci placcato oro e 800 euro in contanti.
Finto anche il meccanico che sabato mattina ha bussato al portone dell’abitazione di una donna di 71 anni in via della Chiesa: "Ho effettuato la revisione dell’auto di suo figlio, devo avere 500 euro". La donna si è fidata e, non avendo contanti a disposizione, gli ha addirittura consegnato la carta bancomat con il codice segreto. Il truffatore se ne è andato, ma una telefonata al figlio ha permesso di scoprire l’inganno e di bloccare la carta prima che fosse utilizzata.
Cosimo Zetti
lunedì 30 marzo 2009
SVALIGIANO OTTICO: ARRESTATI 5 RUMENI, BOTTINO 100MILA EURO
Siena, 30 marzo 2009
- Erano riusciti a svaligiare un negozio di ottica al centro commerciale di Poggibonsi, in provincia di Siena, arrampicandosi fino al tetto con una fune da alpinisti, annodata, poi erano entrati nell'esercizio, avevano nascosto tutta le refurtiva in un borsone e si erano allontanati indisturbati fino al parcheggio antistante lo stabile dove pero' sono incappati nella Polizia. Cinque cittadini Rumeni di, R.L.M. di 29 anni, D.L.O. di 33, C.L. e R.N.L., entrambi di 20 anni, e C.N di 21 anni, sono stati infatti colti in flagranza di reato dai poliziotti delle Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Poggibonsi ed arrestati per furto aggravato in concorso. In particolare, intorno alle ore 00:50, durante il servizio di controllo del territorio, gli agenti della Volante hanno visto uno dei rumeni scendere da un'autovettura e salire a bordo di un'altra, nei pressi del parcheggio del centro commerciale; insospettiti dall'atteggiamento degli stessi e dagli insoliti movimenti si sono avvicinati per controllarli. Durante il controllo i cinque rumeni si sono mostrati subito agitati ed i poliziotti hanno visto sul sedile posteriore di una delle due autovetture un borsone aperto dal quale uscivano alcune macchine fotografiche digitali. A quel punto, hanno contattato la Vigilanza privata che ha riferito di aver ricevuto, intorno alla mezzanotte, una chiamata per un allarme scattato presso lo stesso stabile; gli agenti hanno allora controllato l'autovettura e, all'interno del portabagagli, hanno trovato numerose paia di occhiali, altre fotocamere con accessori, una tronchesi ed una fune.
Dagli accertamenti successivi effettuati dalla Polizia e' emerso che i 5 ladri si erano arrampicati, utilizzando la fune, sul tetto del centro commerciale, avevano reciso il lucernario, probabilmente con le tronchesi e, una volta entrati, avevano sfondato il controsoffitto del negozio. La refurtiva, circa 1500 paia di occhiali, 11 macchine fotografiche e 190 euro in contanti prelevati dal fondo cassa, per un ammontare di oltre 100.000 euro, e' stata restituita al proprietario mentre gli oggetti utilizzati per perpetrare il furto sono stati sequestrati.
- Erano riusciti a svaligiare un negozio di ottica al centro commerciale di Poggibonsi, in provincia di Siena, arrampicandosi fino al tetto con una fune da alpinisti, annodata, poi erano entrati nell'esercizio, avevano nascosto tutta le refurtiva in un borsone e si erano allontanati indisturbati fino al parcheggio antistante lo stabile dove pero' sono incappati nella Polizia. Cinque cittadini Rumeni di, R.L.M. di 29 anni, D.L.O. di 33, C.L. e R.N.L., entrambi di 20 anni, e C.N di 21 anni, sono stati infatti colti in flagranza di reato dai poliziotti delle Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Poggibonsi ed arrestati per furto aggravato in concorso. In particolare, intorno alle ore 00:50, durante il servizio di controllo del territorio, gli agenti della Volante hanno visto uno dei rumeni scendere da un'autovettura e salire a bordo di un'altra, nei pressi del parcheggio del centro commerciale; insospettiti dall'atteggiamento degli stessi e dagli insoliti movimenti si sono avvicinati per controllarli. Durante il controllo i cinque rumeni si sono mostrati subito agitati ed i poliziotti hanno visto sul sedile posteriore di una delle due autovetture un borsone aperto dal quale uscivano alcune macchine fotografiche digitali. A quel punto, hanno contattato la Vigilanza privata che ha riferito di aver ricevuto, intorno alla mezzanotte, una chiamata per un allarme scattato presso lo stesso stabile; gli agenti hanno allora controllato l'autovettura e, all'interno del portabagagli, hanno trovato numerose paia di occhiali, altre fotocamere con accessori, una tronchesi ed una fune.
Dagli accertamenti successivi effettuati dalla Polizia e' emerso che i 5 ladri si erano arrampicati, utilizzando la fune, sul tetto del centro commerciale, avevano reciso il lucernario, probabilmente con le tronchesi e, una volta entrati, avevano sfondato il controsoffitto del negozio. La refurtiva, circa 1500 paia di occhiali, 11 macchine fotografiche e 190 euro in contanti prelevati dal fondo cassa, per un ammontare di oltre 100.000 euro, e' stata restituita al proprietario mentre gli oggetti utilizzati per perpetrare il furto sono stati sequestrati.
Rumeno accoltellato per motivi futili, arrestato un connazionale
30 marzo 2009 BARLETTA (BA)
Intorno alle 19 di ieri una telefonata segnalava ai Carabinieri della compagnia locale che era in corso una lite in strada nella zona di Contrada Patalini. Accorsi sul posto, gli uomini della Radiomobile hanno accertato che due uomini si stavano picchiando, o meglio che uno dei due stava picchiando l’altro. Alla vista della gazzella l’aggressore ha tentato di scappare, gettando la lama utilizzata in precedenza, ma è stato immediatamente bloccato. I militari hanno accertato che i due uomini, entrambi rumeni, avevano iniziato la lite nel casolare dove vivevano entrambi, per futili motivi. La zuffa era sfociata nell’accoltellamento della vittima, che ha tentato disperatamente di scappare. Il 42enne accoltellato è stato subito soccorso e trasportato al pronto soccorso, ma non è in pericolo di vita. Il 38enne è stato invece arrestato e rinchiuso nel carcere di Trani; dovrà ora rispondere delle accuse di lesioni personali aggravate e porto illegale di armi.
Intorno alle 19 di ieri una telefonata segnalava ai Carabinieri della compagnia locale che era in corso una lite in strada nella zona di Contrada Patalini. Accorsi sul posto, gli uomini della Radiomobile hanno accertato che due uomini si stavano picchiando, o meglio che uno dei due stava picchiando l’altro. Alla vista della gazzella l’aggressore ha tentato di scappare, gettando la lama utilizzata in precedenza, ma è stato immediatamente bloccato. I militari hanno accertato che i due uomini, entrambi rumeni, avevano iniziato la lite nel casolare dove vivevano entrambi, per futili motivi. La zuffa era sfociata nell’accoltellamento della vittima, che ha tentato disperatamente di scappare. Il 42enne accoltellato è stato subito soccorso e trasportato al pronto soccorso, ma non è in pericolo di vita. Il 38enne è stato invece arrestato e rinchiuso nel carcere di Trani; dovrà ora rispondere delle accuse di lesioni personali aggravate e porto illegale di armi.
Sesso e ricatti, ristoratore spara a coppia di rumeni. Poi si costituisce
Nel Veronese un italiano 47enne ha preso di mira i due per strada: lei, 25 anni, rischia la vita.
Una coppia di giovani romeni, un ragazzo e una ragazza, è stata presa di mira nel pomeriggio di domenica nel Veronese da un 47enne italiano che ha raggiunto i due con alcuni colpi di pistola. Ora sono ricoverati in gravi condizioni all'ospedale di Villafranca: lei è gravissima. L'aggressore si è dato alla fuga, ma poche ore dopo si è costituito ai carabinieri: avrebbe agito spinto da motivi passionali. Il fatto è avvenuto a Mozzecane di Villafranca (Verona). La ragazza romena, 25 anni, è stata colpita alla testa e secondo i sanitari è in pericolo di vita; il suo compagno, stato centrato al torace, è ricoverato in condizioni critiche.
SESSO E RICATTI - Dietro la vicenda, secondo quanto avrebbe raccontato alle forze dell'ordine l'uomo, che di professione fa il ristoratore, ci sarebbe una storia di sesso e ricatti, da parte di un ristoratore di Villafranca di Verona che si è consegnato ai carabinieri. Secondo quanto ricostruito dai militari, Giacomo Attolini, 47 anni, sposato, di Villafranca, aveva assunto la donna, A.S. 25 anni, per farla lavorare nel suo locale. Proprio sul luogo di lavoro l'uomo avrebbe tentato alcune avances alle quali la donna si sarebbe sottratta lasciando però intendere che qualche possibilità, il suo datore di lavoro, avrebbe potuta averla. Dopo qualche tempo, però, la donna, supportata dal marito (T.S. di 23 anni), avrebbe cominciato a ricattare l'uomo, minacciando una denuncia per molestie sessuali.
L'APPUNTAMENTO - I tre, ristoratore e coppia di romeni, si sarebbero dati appuntamento domenica in centro a Mozzecane dove - secondo la ricostruzione dei carabinieri - la coppia avrebbe dovuto intascare mille euro da Attolini. I romeni però avrebbero tentato di alzare la posta chiedendo altro denaro e l'auto del ristoratore. Così durante discussione, l'italiano ha estratto una pistola Smith & Wesson con cui avrebbe sparato due colpi, uno alla donna, colpita alla testa, e l'altro all'uomo, centrato in pieno torace. L'uomo, che dopo una breve fuga si è costiuito, è stato arrestato con l'ipotesi di accusa di tentato omicidio plurimo.
Una coppia di giovani romeni, un ragazzo e una ragazza, è stata presa di mira nel pomeriggio di domenica nel Veronese da un 47enne italiano che ha raggiunto i due con alcuni colpi di pistola. Ora sono ricoverati in gravi condizioni all'ospedale di Villafranca: lei è gravissima. L'aggressore si è dato alla fuga, ma poche ore dopo si è costituito ai carabinieri: avrebbe agito spinto da motivi passionali. Il fatto è avvenuto a Mozzecane di Villafranca (Verona). La ragazza romena, 25 anni, è stata colpita alla testa e secondo i sanitari è in pericolo di vita; il suo compagno, stato centrato al torace, è ricoverato in condizioni critiche.
SESSO E RICATTI - Dietro la vicenda, secondo quanto avrebbe raccontato alle forze dell'ordine l'uomo, che di professione fa il ristoratore, ci sarebbe una storia di sesso e ricatti, da parte di un ristoratore di Villafranca di Verona che si è consegnato ai carabinieri. Secondo quanto ricostruito dai militari, Giacomo Attolini, 47 anni, sposato, di Villafranca, aveva assunto la donna, A.S. 25 anni, per farla lavorare nel suo locale. Proprio sul luogo di lavoro l'uomo avrebbe tentato alcune avances alle quali la donna si sarebbe sottratta lasciando però intendere che qualche possibilità, il suo datore di lavoro, avrebbe potuta averla. Dopo qualche tempo, però, la donna, supportata dal marito (T.S. di 23 anni), avrebbe cominciato a ricattare l'uomo, minacciando una denuncia per molestie sessuali.
L'APPUNTAMENTO - I tre, ristoratore e coppia di romeni, si sarebbero dati appuntamento domenica in centro a Mozzecane dove - secondo la ricostruzione dei carabinieri - la coppia avrebbe dovuto intascare mille euro da Attolini. I romeni però avrebbero tentato di alzare la posta chiedendo altro denaro e l'auto del ristoratore. Così durante discussione, l'italiano ha estratto una pistola Smith & Wesson con cui avrebbe sparato due colpi, uno alla donna, colpita alla testa, e l'altro all'uomo, centrato in pieno torace. L'uomo, che dopo una breve fuga si è costiuito, è stato arrestato con l'ipotesi di accusa di tentato omicidio plurimo.
domenica 29 marzo 2009
Furto al bar: scappano ma vengono arrestati
Firenze, 28 marzo 2009
Due rumeni, di 19 e 21 anni, sono stati arrestati da agenti delle volanti della questura dopo aver compiuto un furto in un bar di via Ariani a Firenze. I due sono scappati dal locale portando via un telefono cellulare e soldi in contanti da una stanza riservata al personale del bar, ma poi sono stati presi dalla polizia nei pressi di lungarno Ferrucci.
Uno era in strada ed è stato indicato da alcuni passanti; l'altro invece si era nascosto in un cassonetto della nettezza. Del furto si era subito accorta una commessa, la quale aveva dato l'allarme mentre i due rumeni si trovavano ancora nel bar. Il proprietario dell'esercizio aveva provato a ostacolarli mettendosi sulla porta d'ingresso, ma i due lo hanno strattonato riuscendo a uscire. L'uomo li ha inseguiti, poi la polizia li ha presi.
Due rumeni, di 19 e 21 anni, sono stati arrestati da agenti delle volanti della questura dopo aver compiuto un furto in un bar di via Ariani a Firenze. I due sono scappati dal locale portando via un telefono cellulare e soldi in contanti da una stanza riservata al personale del bar, ma poi sono stati presi dalla polizia nei pressi di lungarno Ferrucci.
Uno era in strada ed è stato indicato da alcuni passanti; l'altro invece si era nascosto in un cassonetto della nettezza. Del furto si era subito accorta una commessa, la quale aveva dato l'allarme mentre i due rumeni si trovavano ancora nel bar. Il proprietario dell'esercizio aveva provato a ostacolarli mettendosi sulla porta d'ingresso, ma i due lo hanno strattonato riuscendo a uscire. L'uomo li ha inseguiti, poi la polizia li ha presi.
venerdì 27 marzo 2009
CANALE ROMANESTI ONLINE, GRATIS!!!
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TOGLIATTI, BASTONATE A BENGALESE PER RAPINA: ARRESTATI 3 RUMENI
venerdì 27 marzo 2009 Frattura delle ossa nasali, contusione del ginocchio destro, trauma cervicale ed escoriazioni sul palmo della mano. E' la prognosi che i medici del pronto soccorso del Policlinico Casilino hanno riportato sul referto del 31enne cingalese, rappresentante di professione, aggredito a bastonate e rapinato ieri lungo via Palmiro Togliatti. Per questi fatti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, intervenuti sul luogo dell'aggressione, sono riusciti ad arrestare responsabili della violenta aggressione: si tratta di tre cittadini romeni.
giovedì 26 marzo 2009
5 rumeni picchiano un italiano dopo una partita di calcio
COSENZA. I Carabinieri di Corigliano Calabro hanno arrestato 5 romeni, accusati di lesioni aggravate. Sono Avram Tinca, 21 anni, Dani Tinca, 37 anni, Nicoleta Tinca, 30 anni, Matei Luca Tinca, 24 anni, e Sorina Melania Maior, 30 anni. I cinque hanno picchiato con delle spranghe un loro connazionale, che ha riportato ferite guaribili in 25 giorni. Il fatto è avvenuto dopo una partita di calcio. È stata la stessa vittima a denunciare i compagni di gioco. Inoltre i militari hanno arrestato anche un altro romeno per resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di Toma Padurean, 39 anni, che si era opposto all’arresto dei compagni. Quest’ultimo era anche ricercato in Romania per associazione per delinquere e traffico di esseri umani. Infine, un settimo romeno è stato denunciato per aver cercato di depistare le indagini dei Carabinieri.
Tre rumeni arrestati per furto
26 marzo 2009. Tre cittadini rumeni, un uomo e due donne, sono stati arrestati ieri dai Carabinieri per due diversi furti avvenuti all’interno di esercizi commerciali cittadini. Il primo è avvenuto in un supermercato in via G.B.Sasso e ha visto coinvolte una 35enne ed una 24enne, sorprese dal responsabile della sicurezza con merce non pagata per un valore di circa 50. Le due sono state arrestate dai Militari di Sampierdarena subito intervenuti sul posto. In via Emilia è finito in manette un 37enne, accusato di furto aggravato dopo aver rimosso le placche anti-taccheggio di un paio di scarpe in un grande magazzino.
PRESI DOPO UN INSEGUIMENTO Chiedono l'elemosina con troppa insistenza, denunciati
Modena, 25 marzo 2009 I tre nomadi rumeni, due uomini e una donna, hanno tentato la fuga, nascondendosi poi nei bagni pubblici di piazza XX Settembre. Alcuni passanti si erano lamentati dei loro modi particolarmente aggressivi.
Non è servito a tre nomadi rumeni il tentativo di fuga o l'essersi nascosti nei bagni pubblici di piazza XX Settembre. Dopo un breve inseguimento una donna è stata fermata tra i banchi del mercato mentre gli altri due, grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, sono stati individuati nei locali sotterranei.
Questa mattina, dopo le otto, due donne e un uomo di nazionalità rumena sono stati fermati da agenti della polizia municipale di Modena in piazza XX Settembre. A una pattuglia in servizio nei pressi del mercato era stata segnalata la presenza di nomadi intenti a chiedere l'elemosina con fare insistente ed aggressivo nei confronti della persone anziane. Una prima donna, M.M. del 1968, è stata individuata inseguita e fermata tra i banchi del mercato. Gli altri due sono stati notati da passanti entrare nei bagni pubblici sotterranei.
Un agente è sceso nei locali e ha scoperto O.S. ,21 anni pregiudicata, dentro un ripostiglio. Quando è stata fermata la donna si è rifiutata di fornire le generalità e ha opposto resistenza. Nel contempo da un bagno è uscito anche un terzo rumeno che ha cercato di svignarsela senza dare nell'occhio. Il terzetto è stato accompagnato al comando e identificato. Per O. S. è scattata una denuncia per il rifiuto di fornire le generalità e resistenza mentre M.M è stata denunciata per violazione al regolamento comunale di igiene urbana.
Non è servito a tre nomadi rumeni il tentativo di fuga o l'essersi nascosti nei bagni pubblici di piazza XX Settembre. Dopo un breve inseguimento una donna è stata fermata tra i banchi del mercato mentre gli altri due, grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, sono stati individuati nei locali sotterranei.
Questa mattina, dopo le otto, due donne e un uomo di nazionalità rumena sono stati fermati da agenti della polizia municipale di Modena in piazza XX Settembre. A una pattuglia in servizio nei pressi del mercato era stata segnalata la presenza di nomadi intenti a chiedere l'elemosina con fare insistente ed aggressivo nei confronti della persone anziane. Una prima donna, M.M. del 1968, è stata individuata inseguita e fermata tra i banchi del mercato. Gli altri due sono stati notati da passanti entrare nei bagni pubblici sotterranei.
Un agente è sceso nei locali e ha scoperto O.S. ,21 anni pregiudicata, dentro un ripostiglio. Quando è stata fermata la donna si è rifiutata di fornire le generalità e ha opposto resistenza. Nel contempo da un bagno è uscito anche un terzo rumeno che ha cercato di svignarsela senza dare nell'occhio. Il terzetto è stato accompagnato al comando e identificato. Per O. S. è scattata una denuncia per il rifiuto di fornire le generalità e resistenza mentre M.M è stata denunciata per violazione al regolamento comunale di igiene urbana.
mercoledì 25 marzo 2009
Viterbo - Carabinieri - Avevano rimosso il dispositivo antitaccheggio Furto al Leclerc, quattro in manette
Quattro giovani rumeni, due uomini e due donne, in trasferta da Terni, sono stati arrestati dai Carabinieri di Viterbo coordinati dal Capitano Marco Ciervo e dal Tenente Giovanni Martufi, con l’accusa di furto aggravato.
I quattro, intorno alle 19 di ieri, all’interno del centro commerciale “Leclerc”, hanno rimosso le tacche del dispositivo antitaccheggio di alcune apparecchiature elettroniche per un valore di circa 500 euro.
Il loro fare sospetto è stato però notato dal personale addetto alla vigilanza che ha allertato il 112.
Immediatamente è giunta sul posto una pattuglia del Nucleo Radiomobile che ne ha bloccati tre mentre si accingevano ad allontanarsi in auto, mentre il quarto è stato fermato qualche minuto più tardi in Montefiascone.
La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita.
Un cittadino senegalese è stato invece arrestato per non aver ottemperato all’ordine di espulsione dal territorio italiano. Nei confronti dello straniero inoltre è stato operato il sequestro di 60 paia di occhiali di varie note marche falsificate.
I quattro, intorno alle 19 di ieri, all’interno del centro commerciale “Leclerc”, hanno rimosso le tacche del dispositivo antitaccheggio di alcune apparecchiature elettroniche per un valore di circa 500 euro.
Il loro fare sospetto è stato però notato dal personale addetto alla vigilanza che ha allertato il 112.
Immediatamente è giunta sul posto una pattuglia del Nucleo Radiomobile che ne ha bloccati tre mentre si accingevano ad allontanarsi in auto, mentre il quarto è stato fermato qualche minuto più tardi in Montefiascone.
La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita.
Un cittadino senegalese è stato invece arrestato per non aver ottemperato all’ordine di espulsione dal territorio italiano. Nei confronti dello straniero inoltre è stato operato il sequestro di 60 paia di occhiali di varie note marche falsificate.
Tragedia sul lavoro a Torino edile di Nardò muore sepolto vivo
NARDO' - Tragedia sul lavoro, ieri a Torino, per un operaio edile di Nardò. Vincenzo Romano, 49 anni, è morto sepolto vivo, travolto dai detriti dello scavo in cui stava lavorando. L’incidente s’è consumato attorno alle 16.30, in corso Unione Sovietica, nel quartiere Mirafiori. Assieme ad altri tre operai, un italiano e due rumeni, il neritino era intento ai lavori per collegare il condominio del civico 493 alla rete fognaria. All’improvviso, la parete della trincea scavata per l’installazione delle tubature è crollata: l’operaio salentino e il collega rumeno sono rimasti sepolti. Quest’ultimo è riuscito a salvarsi, perché si trovava nella parte più esterna del crollo e quindi meno interessata dalla frana. Ma soprattutto perché ha fatto in tempo a liberare i piedi, cosa che non è invece riuscito a fare Vincenzo Romano.
Lo sfortunato operaio aveva infatti i piedi bloccati dai pezzi di tubo caduti nello scavo assieme al terriccio e pare anche ad alcune lamiere. I primi a soccorrerlo, mentre il rumeno messosi in salvo faceva scattare l’allarme e veniva trasportato in ospedale, sono stati gli altri due operai, che solo pochi istanti prima del crollo si erano portati sulla parte alta della trincea.
Con gli attrezzi a portata di mano e anche a mani nude, si sono dati da fare per liberare dalla morsa mortale il compagno, che continuava ad urlare di avere male ai piedi. Poi l’arrivo dei vigili del fuoco, che hanno lottato per due ore per estrarlo dalle macerie. E se la situazione fosse rimasta così, l’operaio si sarebbe salvato. Purtroppo, mentre si continuava a scavare, il secondo crollo, fatale.
Quando i vigili del fuoco lo hanno liberato dai detriti ed affidato ai sanitari del 118, non c’era ormai più niente da fare. Su ordine del magistrato di turno, Sabrina Noce, che ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia, il cantiere è stato sequestrato. Ed un’inchiesta è stata aperta anche dagli ispettori del lavoro.
A Torino dove si era trasferito in cerca di lavoro, Vincenzo lavorava per conto dell’impresa Carpenteria industriale metallica di Chivasso. A Nardò, dove abitava al civico 27 di via Galateo, una traversa di via XX Settembre, lascia la moglie Anna Maria Caraglia, di 52 anni.
TOTI BELLONE
25/3/2009
Lo sfortunato operaio aveva infatti i piedi bloccati dai pezzi di tubo caduti nello scavo assieme al terriccio e pare anche ad alcune lamiere. I primi a soccorrerlo, mentre il rumeno messosi in salvo faceva scattare l’allarme e veniva trasportato in ospedale, sono stati gli altri due operai, che solo pochi istanti prima del crollo si erano portati sulla parte alta della trincea.
Con gli attrezzi a portata di mano e anche a mani nude, si sono dati da fare per liberare dalla morsa mortale il compagno, che continuava ad urlare di avere male ai piedi. Poi l’arrivo dei vigili del fuoco, che hanno lottato per due ore per estrarlo dalle macerie. E se la situazione fosse rimasta così, l’operaio si sarebbe salvato. Purtroppo, mentre si continuava a scavare, il secondo crollo, fatale.
Quando i vigili del fuoco lo hanno liberato dai detriti ed affidato ai sanitari del 118, non c’era ormai più niente da fare. Su ordine del magistrato di turno, Sabrina Noce, che ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia, il cantiere è stato sequestrato. Ed un’inchiesta è stata aperta anche dagli ispettori del lavoro.
A Torino dove si era trasferito in cerca di lavoro, Vincenzo lavorava per conto dell’impresa Carpenteria industriale metallica di Chivasso. A Nardò, dove abitava al civico 27 di via Galateo, una traversa di via XX Settembre, lascia la moglie Anna Maria Caraglia, di 52 anni.
TOTI BELLONE
25/3/2009
Prostituzione: Smantellata una banda, arresti in tutto il Nord Italia
Mercoledì 25 marzo 2009 Un'organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione è stata smantellata dai carabinieri del Comando provinciale di Bergamo, che in queste ore stanno eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare in varie province del Nord Italia a carico di altrettanti cittadini rumeni, albanesi e italiani. Il gruppo criminale era composto da immigrati ed esponenti della malavita locale, che sfruttavano donne provenienti da Paesi dell'Est Europa. L'organizzazione, suddivisa in piccoli gruppi collegati fra loro, si dedicava a incamerare gran parte dei guadagni delle lucciole in collaborazione con altri connazionali residenti in Albania, che si attivavano per l'ingresso in Italia delle ragazze munendole di documenti falsi. Le donne venivano minacciate a tal punto da essere costrette, per paura di ritorsioni e violenze fisiche, a chiedere il permesso anche solo per cambiare posizione di lavoro lungo la strada. Tra i destinatari dei provvedimenti cautelari ci sono anche sette italiani, che rivestivano il ruolo di accompagnatori delle prostitute sul luogo di lavoro. Sono 28 le persone raggiunte da misure restrittive nell’ambito dell’inchiesta “Rosa” condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo, che ha portato all’individuazione di una vasta organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione nel Nord Italia. Il gip del tribunale di Bergamo Raffaella Mascarino, su richiesta del pm Carmen Pugliese, ha emesso 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti soggetti appartenenti al sodalizio criminale e altri sette provvedimenti di obbligo di dimora per altrettanti italiani che, seppure in modo marginale, contribuivano all’attività dell’organizzazione. L’indagine ebbe inizio nel mese di novembre del 2007 durante un controllo di routine sulla strada provinciale Villa d’Almè-Dalmine, nel Bergamasco. I militari sono riusciti a risalire, grazie soprattutto alle intercettazioni telefoniche, a una ventina di soggetti albanesi e rumeni che, a piccoli gruppi, gestivano il mercato della prostituzione tra le province di Bergamo, Milano, Torino, Bologna, Cremona e Pavia. Gli sfruttatori facevano arrivare in Italia donne giovani tra i 20 e i 30 anni da Moldavia, Romania, Albania e Ucraina, fornendo loro documenti falsi. Dopodichè le avviavano al marciapiede, controllandole costantemente e costringendole a prostituirsi anche sotto minaccia. Le vittime accertate sono al momento una trentina. Alcune di loro sono state picchiate e tenute segregate in casa per alcuni periodi. Una giovane albanese ha raccontato agli inquirenti di essere stata costretta ad abortire per poter continuare a lavorare. Tra gli arrestati c’è anche un albanese finito sotto inchiesta in patria per omicidio. I sette italiani avevano un ruolo di secondo piano, a loro veniva sostanzialmente chiesto di accompagnare le ragazze e, talvolta, di ospitarle nelle loro abitazioni. Tra loro c’è un pensionato di 70 anni, soprannominato “il vigile”, residente a Dalmine (Bergamo). Al momento sono ancora ricercate sette persone: il blitz dei carabinieri è iniziato nella notte e ha visto impegnati circa 150 militari. Oltre alle 28 persone raggiunte da una misura restrittiva, ce ne sono altre sei indagate a piede libero
Un brindisino uccide un rumeno ed accoltella un altro uomo.
24/03/2009 In un momento in cui alcuni rumeni sono all'attenzione della cronaca nazionale, nei pressi della stazione ferroviaria di Brindisi, in un vecchio stabile abbandonato che una volta era il "dopolavoro" ferroviario, un brindisino ha ucciso un rumeno. Pietro Guarino, classe '49, deve rispondere di omicidio, tentato omicidio e porto di coltelli. L'uomo era già ben noto alle forze di polizia. Dal '90 al 2007 è stato rinchiuso nel carcere di Roma per aver assassinato la sua convivente. Poi, tornato a Brindisi, ha vissuto nella condizione di "senzatetto". In quello che era divenuto il suo dormitorio si verificavano continui dissapori con altri "clochard". Come lo stesso Guarino ha riferito agli agenti della Polfer, la Polizia Ferroviaria, tre persone erano solite frugare tra le sue cose durante la notte. Per questa ragione ieri sera, poco prima delle 23, Pietro Guarino ha ucciso il ragazzo rumeno che non aveva precedenti di polizia, e ferito Mario Tasco, brindisino, con precedenti e reati contro il patrimonio. Ha utilizzato coltelli acquistati in mattinata perchè, stando alla confessione del criminale, la sua volontà era proprio quella di compiere tre delitti. C'era infatti anche un terzo uomo, che però mentre si consumava il delitto, fortunatamente dormiva. Ora sarà la Squadra Mobile ad arricchire l'indagine con ulteriori particolari,Servizio di Francesca Pasimena dal tg del 24/03/09.
venerdì 20 marzo 2009
RAID RAZZISTA, 11 ARRESTI NEL SASSARESE
Sassari, 20 mar. - Undici giovani sono stati arrestati dai carabinieri ad Ala' del Sardi, nel Sassarese, per un radi razzista contro tre rumeni che abitano nel paese compiuto il 14 febbraio scorso. La banda aveva fatto irruzione nella casa dei tre e, dopo aver picchiato un uomo e minacciato una donna con un coltello alla gola, aveva devastato l'appartamento per poi fuggire. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Ozieri hanno consentito di identificare i presunti responsabili nei confronti dei quali il gip del tribunale di Sassari, su richiesta della procura, ha emesso le ordinanze di custodia cautelare. Dieci arrestati sono ai 'domiciliari' mentre uno e' finito in carcere. Tutti sono accusati di violenza razzista, violazione di domicilio, danneggiamento aggravato, violenza privata e illecito porto d'armi. All'operazione hanno partecipato un centinaio di carabinieri appoggiati da un elicottero e unita' cinofile
LECCE: RUMENO INCONSAPEVOLE FERITO DURANTE FURTO, DENUNCIATO TITOLARE
Lecce, 19 mar. - (Adnkronos) - Ha assunto due cittadini rumeni per impiegarli, a loro insaputa, in un furto di legna in un fondo privato. Durante l'azione uno dei due immigrati, un giovane di 18 anni, e' rimasto colpito da un grosso ramo di un albero che gli e' cascato sulla testa, subendo ferite molto serie. E' successo nelle campagne di Maglie, in provincia di Lecce.
Un commerciante incensurato di Diso, P.G., 41 anni, e' stato denunciato a piede libero dai carabinieri per lesioni personali colpose, omissione di soccorso e furto aggravato. Il tentato furto e' avvenuto l'11 febbraio. L'uomo denunciato, invece di trasportarlo in ospedale, lo ha riportato a casa a letto. Le sue condizioni, pero', sono peggiorate. L'immigrato e' stato ricoverato due giorni dopo all'Ospedale di Scorrano e poi al 'Vito Fazzi' di Lecce in prognosi riservata per 'trauma cranico con frattura della scuama temporale ematama epidermale e frattura dello sterno'. Il furto e' stato compiuto in localita' 'Conca Marau' in un fondo di proprieta' di un uomo di di 63 anni, di Sanarica.
Un commerciante incensurato di Diso, P.G., 41 anni, e' stato denunciato a piede libero dai carabinieri per lesioni personali colpose, omissione di soccorso e furto aggravato. Il tentato furto e' avvenuto l'11 febbraio. L'uomo denunciato, invece di trasportarlo in ospedale, lo ha riportato a casa a letto. Le sue condizioni, pero', sono peggiorate. L'immigrato e' stato ricoverato due giorni dopo all'Ospedale di Scorrano e poi al 'Vito Fazzi' di Lecce in prognosi riservata per 'trauma cranico con frattura della scuama temporale ematama epidermale e frattura dello sterno'. Il furto e' stato compiuto in localita' 'Conca Marau' in un fondo di proprieta' di un uomo di di 63 anni, di Sanarica.
giovedì 19 marzo 2009
ARRESTATI 4 RUMENI (1 MINORENNE) SORPRESI A RUBARE CARBURANTE DENTRO UNA DITTA CIVITONICA
19/03/2009 CIVITA CASTELLANA - Nell’ambito di una serie di attività pianificate dal Comando Provinciale di Viterbo per fronteggiare il crimine di matrice rumena, i Carabinieri della Compagnia di Civita Castellana hanno arrestato quattro persone per furto aggravato.
I militari del Nucleo Operativo Radiomobile, agli ordini del Tenente Salvatore Marchese, tenevano sotto osservazione l’intera zona industriale civitonica.
Nei giorni scorsi sono andati a segno due colpi all’interno di altrettante aziende del comprensorio civitonico che hanno fatto scattare le indagini da parte dei carabinieri.
Sotto osservazione, il gruppo di rumeni, già probabilmente autori degli altri furti, sono stati sorpresi all’interno di un capannone mentre erano intenti ad asportare gasolio dai mezzi pesanti parcheggiati, tutti di proprietà della stessa azienda del Distretto.
In tutto quattro persone arrestate, di cui un minorenne.
I tre malviventi maggiorenni sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della caserma di via Terni, mentre il minorenne è stato affidato al centro di prima accoglienza di Roma.
Per i maggiorenni, domani, pronto il processo con rito direttissimo. (NewTuscia)
I militari del Nucleo Operativo Radiomobile, agli ordini del Tenente Salvatore Marchese, tenevano sotto osservazione l’intera zona industriale civitonica.
Nei giorni scorsi sono andati a segno due colpi all’interno di altrettante aziende del comprensorio civitonico che hanno fatto scattare le indagini da parte dei carabinieri.
Sotto osservazione, il gruppo di rumeni, già probabilmente autori degli altri furti, sono stati sorpresi all’interno di un capannone mentre erano intenti ad asportare gasolio dai mezzi pesanti parcheggiati, tutti di proprietà della stessa azienda del Distretto.
In tutto quattro persone arrestate, di cui un minorenne.
I tre malviventi maggiorenni sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della caserma di via Terni, mentre il minorenne è stato affidato al centro di prima accoglienza di Roma.
Per i maggiorenni, domani, pronto il processo con rito direttissimo. (NewTuscia)
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europa debole
Andare a fare una vacanza nei paesi in cui si paga in dollari, comprare prodotti cinesi a meno prezzo, pagare la benzina meno.
Io mi chiedo: ma i giornalisti che dicono queste scemenze lo sono o lo fanno? o non si rendono conto di quali idiozie stanno dicendo e confermano quello che penso e sento dire dalla gente, ovvero che sono solo schiavi di chi ha interesse a fargli dire simili balle.
Pagare la benzina meno: roba da morir dal ridere.
Certamente i petrolieri la pagano meno e certamente fanno un mucchio di soldi, visto che noi la paghiamo sempre lo stesso prezzo!
Comprare prodotti cinesi a minor prezzo: certo che se si potessero mangiare i computer o i lettori di DVD sarebbe conveniente. Peccato che la spesa ogni giorno si faccia in Euro e peccato che i beni alimentari e agricoli siano iperprotetti e di concorrenza da area dollaro non se ne parla nemmeno
Andare in vacanza dove si paga in dollari: la soddisfazione del pirla. A parte il fatto che sarebbe bene andare in vacanza in Italia, se fosse economicamente accessibile (ormai siamo più cari - sul serio - della Svizzera), ma che soddisfazione c'e' ad andare in vacanza dove si paga in dollari? E' soddisfazione andare in vacanza perchè si sta bene e si guadagna, non di certo quando tornando si potrebbe aver perso il posto di lavoro.
La realtà è che con l'euro così forte non si vende nulla all'estero e l'unico rimedio per le aziende è chiudere o andare a produrre dove il lavoro si paga in dollari. Oggi paradossalmente conviene aprir fabbriche in America, per non dire ovviamente tutti gli altri paesi dell'estremo oriente legati al dollaro.
La realtà è che gli americani sono furbi e usano la valuta politicamente per i loro interessi di medio e lungo periodo. Noi in Europa non abbiamo un potere politico che possa fare altrettanto e ci siamo affidati ai banchieri, che ovviamente gestiscono la valuta cercando di mantenerla ai valori più alti possibili. In questo modo garantiscono il potere di acquisto di chi i soldi li ha, contribuiscono ad aumentare il differenziale fra chi ha e chi non ha, e fanno sì che gli imprenditori e i loro dipendenti vadano in malora.
Quindi, andiamo in vacanza in area dollaro e, mentre siamo la', cerchiamo di vedere se possiamo aprirci un'attivita' e restarci, perche' qui, di questo passo, ci sara' ben poco da ridere.
Io mi chiedo: ma i giornalisti che dicono queste scemenze lo sono o lo fanno? o non si rendono conto di quali idiozie stanno dicendo e confermano quello che penso e sento dire dalla gente, ovvero che sono solo schiavi di chi ha interesse a fargli dire simili balle.
Pagare la benzina meno: roba da morir dal ridere.
Certamente i petrolieri la pagano meno e certamente fanno un mucchio di soldi, visto che noi la paghiamo sempre lo stesso prezzo!
Comprare prodotti cinesi a minor prezzo: certo che se si potessero mangiare i computer o i lettori di DVD sarebbe conveniente. Peccato che la spesa ogni giorno si faccia in Euro e peccato che i beni alimentari e agricoli siano iperprotetti e di concorrenza da area dollaro non se ne parla nemmeno
Andare in vacanza dove si paga in dollari: la soddisfazione del pirla. A parte il fatto che sarebbe bene andare in vacanza in Italia, se fosse economicamente accessibile (ormai siamo più cari - sul serio - della Svizzera), ma che soddisfazione c'e' ad andare in vacanza dove si paga in dollari? E' soddisfazione andare in vacanza perchè si sta bene e si guadagna, non di certo quando tornando si potrebbe aver perso il posto di lavoro.
La realtà è che con l'euro così forte non si vende nulla all'estero e l'unico rimedio per le aziende è chiudere o andare a produrre dove il lavoro si paga in dollari. Oggi paradossalmente conviene aprir fabbriche in America, per non dire ovviamente tutti gli altri paesi dell'estremo oriente legati al dollaro.
La realtà è che gli americani sono furbi e usano la valuta politicamente per i loro interessi di medio e lungo periodo. Noi in Europa non abbiamo un potere politico che possa fare altrettanto e ci siamo affidati ai banchieri, che ovviamente gestiscono la valuta cercando di mantenerla ai valori più alti possibili. In questo modo garantiscono il potere di acquisto di chi i soldi li ha, contribuiscono ad aumentare il differenziale fra chi ha e chi non ha, e fanno sì che gli imprenditori e i loro dipendenti vadano in malora.
Quindi, andiamo in vacanza in area dollaro e, mentre siamo la', cerchiamo di vedere se possiamo aprirci un'attivita' e restarci, perche' qui, di questo passo, ci sara' ben poco da ridere.
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