venerdì 27 marzo 2009

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TOGLIATTI, BASTONATE A BENGALESE PER RAPINA: ARRESTATI 3 RUMENI

venerdì 27 marzo 2009 Frattura delle ossa nasali, contusione del ginocchio destro, trauma cervicale ed escoriazioni sul palmo della mano. E' la prognosi che i medici del pronto soccorso del Policlinico Casilino hanno riportato sul referto del 31enne cingalese, rappresentante di professione, aggredito a bastonate e rapinato ieri lungo via Palmiro Togliatti. Per questi fatti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, intervenuti sul luogo dell'aggressione, sono riusciti ad arrestare responsabili della violenta aggressione: si tratta di tre cittadini romeni.

giovedì 26 marzo 2009

5 rumeni picchiano un italiano dopo una partita di calcio

COSENZA. I Carabinieri di Corigliano Calabro hanno arrestato 5 romeni, accusati di lesioni aggravate. Sono Avram Tinca, 21 anni, Dani Tinca, 37 anni, Nicoleta Tinca, 30 anni, Matei Luca Tinca, 24 anni, e Sorina Melania Maior, 30 anni. I cinque hanno picchiato con delle spranghe un loro connazionale, che ha riportato ferite guaribili in 25 giorni. Il fatto è avvenuto dopo una partita di calcio. È stata la stessa vittima a denunciare i compagni di gioco. Inoltre i militari hanno arrestato anche un altro romeno per resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di Toma Padurean, 39 anni, che si era opposto all’arresto dei compagni. Quest’ultimo era anche ricercato in Romania per associazione per delinquere e traffico di esseri umani. Infine, un settimo romeno è stato denunciato per aver cercato di depistare le indagini dei Carabinieri.

Tre rumeni arrestati per furto

26 marzo 2009. Tre cittadini rumeni, un uomo e due donne, sono stati arrestati ieri dai Carabinieri per due diversi furti avvenuti all’interno di esercizi commerciali cittadini. Il primo è avvenuto in un supermercato in via G.B.Sasso e ha visto coinvolte una 35enne ed una 24enne, sorprese dal responsabile della sicurezza con merce non pagata per un valore di circa 50. Le due sono state arrestate dai Militari di Sampierdarena subito intervenuti sul posto. In via Emilia è finito in manette un 37enne, accusato di furto aggravato dopo aver rimosso le placche anti-taccheggio di un paio di scarpe in un grande magazzino.

PRESI DOPO UN INSEGUIMENTO Chiedono l'elemosina con troppa insistenza, denunciati

Modena, 25 marzo 2009 I tre nomadi rumeni, due uomini e una donna, hanno tentato la fuga, nascondendosi poi nei bagni pubblici di piazza XX Settembre. Alcuni passanti si erano lamentati dei loro modi particolarmente aggressivi.

Non è servito a tre nomadi rumeni il tentativo di fuga o l'essersi nascosti nei bagni pubblici di piazza XX Settembre. Dopo un breve inseguimento una donna è stata fermata tra i banchi del mercato mentre gli altri due, grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, sono stati individuati nei locali sotterranei.

Questa mattina, dopo le otto, due donne e un uomo di nazionalità rumena sono stati fermati da agenti della polizia municipale di Modena in piazza XX Settembre. A una pattuglia in servizio nei pressi del mercato era stata segnalata la presenza di nomadi intenti a chiedere l'elemosina con fare insistente ed aggressivo nei confronti della persone anziane. Una prima donna, M.M. del 1968, è stata individuata inseguita e fermata tra i banchi del mercato. Gli altri due sono stati notati da passanti entrare nei bagni pubblici sotterranei.

Un agente è sceso nei locali e ha scoperto O.S. ,21 anni pregiudicata, dentro un ripostiglio. Quando è stata fermata la donna si è rifiutata di fornire le generalità e ha opposto resistenza. Nel contempo da un bagno è uscito anche un terzo rumeno che ha cercato di svignarsela senza dare nell'occhio. Il terzetto è stato accompagnato al comando e identificato. Per O. S. è scattata una denuncia per il rifiuto di fornire le generalità e resistenza mentre M.M è stata denunciata per violazione al regolamento comunale di igiene urbana.

mercoledì 25 marzo 2009

MESSENGER YAHOO

Viterbo - Carabinieri - Avevano rimosso il dispositivo antitaccheggio Furto al Leclerc, quattro in manette

Quattro giovani rumeni, due uomini e due donne, in trasferta da Terni, sono stati arrestati dai Carabinieri di Viterbo coordinati dal Capitano Marco Ciervo e dal Tenente Giovanni Martufi, con l’accusa di furto aggravato.

I quattro, intorno alle 19 di ieri, all’interno del centro commerciale “Leclerc”, hanno rimosso le tacche del dispositivo antitaccheggio di alcune apparecchiature elettroniche per un valore di circa 500 euro.

Il loro fare sospetto è stato però notato dal personale addetto alla vigilanza che ha allertato il 112.

Immediatamente è giunta sul posto una pattuglia del Nucleo Radiomobile che ne ha bloccati tre mentre si accingevano ad allontanarsi in auto, mentre il quarto è stato fermato qualche minuto più tardi in Montefiascone.

La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita.

Un cittadino senegalese è stato invece arrestato per non aver ottemperato all’ordine di espulsione dal territorio italiano. Nei confronti dello straniero inoltre è stato operato il sequestro di 60 paia di occhiali di varie note marche falsificate.

Tragedia sul lavoro a Torino edile di Nardò muore sepolto vivo

NARDO' - Tragedia sul lavoro, ieri a Torino, per un operaio edile di Nardò. Vincenzo Romano, 49 anni, è morto sepolto vivo, travolto dai detriti dello scavo in cui stava lavorando. L’incidente s’è consumato attorno alle 16.30, in corso Unione Sovietica, nel quartiere Mirafiori. Assieme ad altri tre operai, un italiano e due rumeni, il neritino era intento ai lavori per collegare il condominio del civico 493 alla rete fognaria. All’improvviso, la parete della trincea scavata per l’installazione delle tubature è crollata: l’operaio salentino e il collega rumeno sono rimasti sepolti. Quest’ultimo è riuscito a salvarsi, perché si trovava nella parte più esterna del crollo e quindi meno interessata dalla frana. Ma soprattutto perché ha fatto in tempo a liberare i piedi, cosa che non è invece riuscito a fare Vincenzo Romano.
Lo sfortunato operaio aveva infatti i piedi bloccati dai pezzi di tubo caduti nello scavo assieme al terriccio e pare anche ad alcune lamiere. I primi a soccorrerlo, mentre il rumeno messosi in salvo faceva scattare l’allarme e veniva trasportato in ospedale, sono stati gli altri due operai, che solo pochi istanti prima del crollo si erano portati sulla parte alta della trincea.
Con gli attrezzi a portata di mano e anche a mani nude, si sono dati da fare per liberare dalla morsa mortale il compagno, che continuava ad urlare di avere male ai piedi. Poi l’arrivo dei vigili del fuoco, che hanno lottato per due ore per estrarlo dalle macerie. E se la situazione fosse rimasta così, l’operaio si sarebbe salvato. Purtroppo, mentre si continuava a scavare, il secondo crollo, fatale.

Quando i vigili del fuoco lo hanno liberato dai detriti ed affidato ai sanitari del 118, non c’era ormai più niente da fare. Su ordine del magistrato di turno, Sabrina Noce, che ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia, il cantiere è stato sequestrato. Ed un’inchiesta è stata aperta anche dagli ispettori del lavoro.

A Torino dove si era trasferito in cerca di lavoro, Vincenzo lavorava per conto dell’impresa Carpenteria industriale metallica di Chivasso. A Nardò, dove abitava al civico 27 di via Galateo, una traversa di via XX Settembre, lascia la moglie Anna Maria Caraglia, di 52 anni.
TOTI BELLONE

25/3/2009

Prostituzione: Smantellata una banda, arresti in tutto il Nord Italia

Mercoledì 25 marzo 2009 Un'organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione è stata smantellata dai carabinieri del Comando provinciale di Bergamo, che in queste ore stanno eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare in varie province del Nord Italia a carico di altrettanti cittadini rumeni, albanesi e italiani. Il gruppo criminale era composto da immigrati ed esponenti della malavita locale, che sfruttavano donne provenienti da Paesi dell'Est Europa. L'organizzazione, suddivisa in piccoli gruppi collegati fra loro, si dedicava a incamerare gran parte dei guadagni delle lucciole in collaborazione con altri connazionali residenti in Albania, che si attivavano per l'ingresso in Italia delle ragazze munendole di documenti falsi. Le donne venivano minacciate a tal punto da essere costrette, per paura di ritorsioni e violenze fisiche, a chiedere il permesso anche solo per cambiare posizione di lavoro lungo la strada. Tra i destinatari dei provvedimenti cautelari ci sono anche sette italiani, che rivestivano il ruolo di accompagnatori delle prostitute sul luogo di lavoro. Sono 28 le persone raggiunte da misure restrittive nell’ambito dell’inchiesta “Rosa” condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo, che ha portato all’individuazione di una vasta organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione nel Nord Italia. Il gip del tribunale di Bergamo Raffaella Mascarino, su richiesta del pm Carmen Pugliese, ha emesso 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti soggetti appartenenti al sodalizio criminale e altri sette provvedimenti di obbligo di dimora per altrettanti italiani che, seppure in modo marginale, contribuivano all’attività dell’organizzazione. L’indagine ebbe inizio nel mese di novembre del 2007 durante un controllo di routine sulla strada provinciale Villa d’Almè-Dalmine, nel Bergamasco. I militari sono riusciti a risalire, grazie soprattutto alle intercettazioni telefoniche, a una ventina di soggetti albanesi e rumeni che, a piccoli gruppi, gestivano il mercato della prostituzione tra le province di Bergamo, Milano, Torino, Bologna, Cremona e Pavia. Gli sfruttatori facevano arrivare in Italia donne giovani tra i 20 e i 30 anni da Moldavia, Romania, Albania e Ucraina, fornendo loro documenti falsi. Dopodichè le avviavano al marciapiede, controllandole costantemente e costringendole a prostituirsi anche sotto minaccia. Le vittime accertate sono al momento una trentina. Alcune di loro sono state picchiate e tenute segregate in casa per alcuni periodi. Una giovane albanese ha raccontato agli inquirenti di essere stata costretta ad abortire per poter continuare a lavorare. Tra gli arrestati c’è anche un albanese finito sotto inchiesta in patria per omicidio. I sette italiani avevano un ruolo di secondo piano, a loro veniva sostanzialmente chiesto di accompagnare le ragazze e, talvolta, di ospitarle nelle loro abitazioni. Tra loro c’è un pensionato di 70 anni, soprannominato “il vigile”, residente a Dalmine (Bergamo). Al momento sono ancora ricercate sette persone: il blitz dei carabinieri è iniziato nella notte e ha visto impegnati circa 150 militari. Oltre alle 28 persone raggiunte da una misura restrittiva, ce ne sono altre sei indagate a piede libero

Un brindisino uccide un rumeno ed accoltella un altro uomo.

24/03/2009 In un momento in cui alcuni rumeni sono all'attenzione della cronaca nazionale, nei pressi della stazione ferroviaria di Brindisi, in un vecchio stabile abbandonato che una volta era il "dopolavoro" ferroviario, un brindisino ha ucciso un rumeno. Pietro Guarino, classe '49, deve rispondere di omicidio, tentato omicidio e porto di coltelli. L'uomo era già ben noto alle forze di polizia. Dal '90 al 2007 è stato rinchiuso nel carcere di Roma per aver assassinato la sua convivente. Poi, tornato a Brindisi, ha vissuto nella condizione di "senzatetto". In quello che era divenuto il suo dormitorio si verificavano continui dissapori con altri "clochard". Come lo stesso Guarino ha riferito agli agenti della Polfer, la Polizia Ferroviaria, tre persone erano solite frugare tra le sue cose durante la notte. Per questa ragione ieri sera, poco prima delle 23, Pietro Guarino ha ucciso il ragazzo rumeno che non aveva precedenti di polizia, e ferito Mario Tasco, brindisino, con precedenti e reati contro il patrimonio. Ha utilizzato coltelli acquistati in mattinata perchè, stando alla confessione del criminale, la sua volontà era proprio quella di compiere tre delitti. C'era infatti anche un terzo uomo, che però mentre si consumava il delitto, fortunatamente dormiva. Ora sarà la Squadra Mobile ad arricchire l'indagine con ulteriori particolari,Servizio di Francesca Pasimena dal tg del 24/03/09.

venerdì 20 marzo 2009

RAID RAZZISTA, 11 ARRESTI NEL SASSARESE

Sassari, 20 mar. - Undici giovani sono stati arrestati dai carabinieri ad Ala' del Sardi, nel Sassarese, per un radi razzista contro tre rumeni che abitano nel paese compiuto il 14 febbraio scorso. La banda aveva fatto irruzione nella casa dei tre e, dopo aver picchiato un uomo e minacciato una donna con un coltello alla gola, aveva devastato l'appartamento per poi fuggire. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Ozieri hanno consentito di identificare i presunti responsabili nei confronti dei quali il gip del tribunale di Sassari, su richiesta della procura, ha emesso le ordinanze di custodia cautelare. Dieci arrestati sono ai 'domiciliari' mentre uno e' finito in carcere. Tutti sono accusati di violenza razzista, violazione di domicilio, danneggiamento aggravato, violenza privata e illecito porto d'armi. All'operazione hanno partecipato un centinaio di carabinieri appoggiati da un elicottero e unita' cinofile

LECCE: RUMENO INCONSAPEVOLE FERITO DURANTE FURTO, DENUNCIATO TITOLARE

Lecce, 19 mar. - (Adnkronos) - Ha assunto due cittadini rumeni per impiegarli, a loro insaputa, in un furto di legna in un fondo privato. Durante l'azione uno dei due immigrati, un giovane di 18 anni, e' rimasto colpito da un grosso ramo di un albero che gli e' cascato sulla testa, subendo ferite molto serie. E' successo nelle campagne di Maglie, in provincia di Lecce.

Un commerciante incensurato di Diso, P.G., 41 anni, e' stato denunciato a piede libero dai carabinieri per lesioni personali colpose, omissione di soccorso e furto aggravato. Il tentato furto e' avvenuto l'11 febbraio. L'uomo denunciato, invece di trasportarlo in ospedale, lo ha riportato a casa a letto. Le sue condizioni, pero', sono peggiorate. L'immigrato e' stato ricoverato due giorni dopo all'Ospedale di Scorrano e poi al 'Vito Fazzi' di Lecce in prognosi riservata per 'trauma cranico con frattura della scuama temporale ematama epidermale e frattura dello sterno'. Il furto e' stato compiuto in localita' 'Conca Marau' in un fondo di proprieta' di un uomo di di 63 anni, di Sanarica.

giovedì 19 marzo 2009

ARRESTATI 4 RUMENI (1 MINORENNE) SORPRESI A RUBARE CARBURANTE DENTRO UNA DITTA CIVITONICA

19/03/2009 CIVITA CASTELLANA - Nell’ambito di una serie di attività pianificate dal Comando Provinciale di Viterbo per fronteggiare il crimine di matrice rumena, i Carabinieri della Compagnia di Civita Castellana hanno arrestato quattro persone per furto aggravato.
I militari del Nucleo Operativo Radiomobile, agli ordini del Tenente Salvatore Marchese, tenevano sotto osservazione l’intera zona industriale civitonica.

Nei giorni scorsi sono andati a segno due colpi all’interno di altrettante aziende del comprensorio civitonico che hanno fatto scattare le indagini da parte dei carabinieri.

Sotto osservazione, il gruppo di rumeni, già probabilmente autori degli altri furti, sono stati sorpresi all’interno di un capannone mentre erano intenti ad asportare gasolio dai mezzi pesanti parcheggiati, tutti di proprietà della stessa azienda del Distretto.
In tutto quattro persone arrestate, di cui un minorenne.

I tre malviventi maggiorenni sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della caserma di via Terni, mentre il minorenne è stato affidato al centro di prima accoglienza di Roma.

Per i maggiorenni, domani, pronto il processo con rito direttissimo. (NewTuscia)

mercoledì 18 marzo 2009

Arrestati 2 rumeni e chiuso un negozio cinese

Matera 17 marzo 2009 Nell'ambito dell'attività di controllo disposta dal Comando Provinciale Carabinieri, nei confronti di stranieri presenti e di alcuni esercizi pubblici, gestiti da immigrati, sono stati arrestati ieri due rumeni e sequestrato un negozio gestito da un cittadino cinese. A Ferrandina, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato, in esecuzione di un provvedimento di carcerazione, due cittadini della Romania, un 21 enne, che deve espiare una pena definitiva di quasi 8 mesi, per una precedente condanna per furto aggravato, commesso a Bologna nel 2006, e un 35 enne, che, a sua volta, deve espiare una pena di definitiva di 4 mesi, sempre per una condanna per furto, commesso a Ferrandina nel 2008. Dopo la notifica dei provvedimenti restrittivi, il primo è stato, subito, scarcerato, così come disposto dallo stesso giudice nel citato ordine di esecuzione, mentre il secondo è stato sottoposto in detenzione domiciliare. A Matera, i Carabinieri della locale Compagnia e quelli dei NAS di Potenza hanno svolto un controllo presso un esercizio pubblico gestito da un cittadino cinese. All'interno del negozio, adibito alla vendita di capi di abbigliamento e altra merce, i militari hanno rinvenuto e sequestrato quasi 800 paia di scarpe e 22 borse, prodotte in Cina, non riportanti le etichette con le informazioni per il consumatore e contenenti bustine con una sostanza chimica, il dimetilfumarato, sostanza vietata dalla Comunità Europea. Al termine della verifica, l'intero immobile è stato sottoposto a sequestro in quanto privo della prevista agibilità. Valore complessivo del sequestro, fra merce e immobile, stimato in 425.000 euro. Infine a Nova Siri, i Carabinieri del NAS di Potenza e della locale Stazione Carabinieri hanno sottoposto a sequestro un ambulatorio odontoiatrico, perché risultato attivato senza la prescritta autorizzazione. Valore del sequestro stimato in 300.000 euro.

martedì 17 marzo 2009

L'informazione Parma

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Battaglia tra rumeni

GINOSA - Battaglia tra rumeni nel centro del paese. Una gigantesca rissa è scoppiata la scorsa notte e nella zuffa a cui hanno preso parte otto persone di nazionalità rumena, tra cui figurano anche due minorenni, sono spuntati bastoni e coltelli. Sono quasi tutti braccianti a-gricoli. Per motivi che ancora non si conoscono i due gruppi se le sono date di santa ragione non risparmiando bastonate e anche coltellate. Un brutto episodio che stava degenerando e che ha richiesto l’immediato intervento dei carabinieri della stazione di Ginosa e della Compagnia di Castellaneta, diretti dal capitano Alfredo Beveroni. “Correte. E’ scoppiata una rissa. Si stanno ammazzando”. Una telefonata alla centrale operativa dell’Arma e nel centro di Ginosa sono piombate diverse pattuglie di carabinieri. Quando sono arrivati i militari la zuffa era ancora in corso. Alcuni dei partecipanti erano sanguinanti, e uno in particolare era per terra in quanto era stato colpito in maniera molto dura. Infatti è stato ricoverato all’ospedale di Castellaneta e ne avrà per trenta giorni. Anche gli altri hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari per contusioni ed escoriazioni varie. Erano abbastanza malconci. Sono stati tutti fermati e, poi, rilasciati. E nelle settimane scorse un’altra rissa era scoppiata a Ginosa che aveva provocato il ferimento di due tunisini. Ad avere la peggio un extracomunitario di vent’anni, che era stato ricoverato in prognosi riservata dopo aver riportato un taglio alla gola, e di un suo coetaneo, ferito a una gamba, ma che è guarito in due settimane. I carabinieri avevano avviato le indagini per identificare gli autori dei ferimenti.

Rubano da "Zara", bloccati 2 romeni

Genova 17 marzo 2009 Due giovani romeni sono stati fermati dal personale del negozio "Zara" in via XX Settembre, a Genova, per furto aggravato in concorso. Il ragazzo, di 22 anni, e la sua giovane complice minorenne, hanno preso vari tipi di vestiti per un valore di 100 euro e li hanno poi nascosti nella borsa della giovane straniera. I carabinieri hanno arrestato il maggiorenne e denunciato la ragazza.

Rapinavano facoltosi in vacanza in riviera. Presi ladri di Rolex

Ieri, i Carabinieri di Riccione, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Rimini Giacomo Gasparini, hanno arrestato due rapinatori di rolex. Una terza persona è ricercata.

RICCIONE | 17 marzo 2009 | Rapinavano del Rolex facoltosi turisti della riviera romagnola. Ciro Mattiuccio, 38 anni nato a Napoli pluripregiudicato, e Monica Veschi, 27enne nata a Urbino, estetista, incensurata sono stati arrestati ieri dai carabinieri di Riccione. Il provvedimento restrittivo è stato emesso a conclusione delle indagini iniziate nel giugno 2008 quando la sera del 6 luglio scorso, mentre era in corso la “notte rosa”, due pregiudicati di origini campane, tra cui Mattiuccio, rapinarono in via Francia a San Clemente, un orologio Rolex modello Daytona al Presidente e Amministratore Delegato della Lamborghini.
Nell'abitazione della donna invece, a Rimini, era stata trovata una pistola scacciacani priva di tappo rosso e una copia delle chiavi della moto utilizzata per quella rapina. Gli accertamenti hanno confermato che i due, sono responsabili di altre due rapine: una il 2 giugno a Rimini, ai danni di un imprenditore di origini rumene a cui era stato asportato un rolex da 16.000 euro; l'altra il 17 giugno a Riccione, nella quale erano stati rapinati due amici dei loro Rolex del valore complessivo di 12.000 euro. La Veschi è agli arresti domiciliari, Mattiuccio invece è detenuto nel carcere di Rimini.

Macerata, operai di giorno ladri di notte: arrestati

Macerata 16 marzo 2009 Due rumeni, incensurati, conducevano una vita normale ed abitavano con le famiglie nel centro storico di una cittadina della provincia. Durante la perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno trovato refurtiva per un valore complessivo di 150 mila euro.

I Carabineri hanno arrestato due rumeni, in flagranza di furto aggravato e ricettazione. I due, incensurati, conducevano una vita normale ed abitavano con le famiglie nel centro storico di una cittadina della provincia. Di giorno lavoravano in due ditte della citta', di notte si dedicavano ai furti. Da qualche tempo l'Arma aveva registrato un aumento di furti di attrezzatura meccanica e di utensili multi-uso tanto da far ritenere che ci fosse un mercato illecito parallelo.

La scorsa notte, una pattuglia dei Carabinieri ha notato due uomini sospetti. I due, appena visti i militari, si sono accovacciati per tentare di nascondersi ma gli uomini dell'Arma li hanno subito bloccati ed hanno scoperto che, poco prima, erano entrati in una palestra della zona dove avevano rubato materiale per il giardinaggio ed altri utensili per un valore di 10 mila euro. Durante la perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno trovato utensili meccanici, gruppi elettrogeni, orologi, oggetti in oro, una somma di 15 mila euro, refurtiva per un valore complessivo di 150 mila euro.

lunedì 16 marzo 2009

Monte Urano: pericoloso malvivente rumeno sorpreso in casa con un vero e proprio arsenale

16/03/2009 Nel fine settimana appena trascorso, i militari della locale stazione, al culmine di una complessa attività di indagine, disposta dalla Compagnia fermana, hanno fatto irruzione nell'abitazione di P.A, 27enne rumeno, da tempo residente a Monte Urano.
Il giovane è stato trovato in possesso di un arsenale degno di un professionista del crimine: una pistola semiautomatica carica, un passamontagna, alcuni bastoni appositamente preparati per l'offesa e un macete, oltre a numerosi arnesi da scasso. La pistola era armata e pronta all'uso, nel giubbetto indossato. L'uomo aveva con sé anche un mazzo di chiavi di vetture di grossa cilindrata, utilizzate per la furtiva apertura dei veicoli.
I Carabinieri stanno valutando, sulla base delle indagini svolte, la provenenienza e il motivo del possesso di armi e degli attezzi da lavoro tipici di un ladro di auto e di ville.
L'arrestato è stato condotto nel carcere di Fermo, dove è a disposizione della competente Autorità Giudiziaria fermana.
Il reato contestato è di detenzione e porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere, possesso ingiustificato di arnesi da scasso.

europa debole

Andare a fare una vacanza nei paesi in cui si paga in dollari, comprare prodotti cinesi a meno prezzo, pagare la benzina meno.
Io mi chiedo: ma i giornalisti che dicono queste scemenze lo sono o lo fanno? o non si rendono conto di quali idiozie stanno dicendo e confermano quello che penso e sento dire dalla gente, ovvero che sono solo schiavi di chi ha interesse a fargli dire simili balle.
Pagare la benzina meno: roba da morir dal ridere.
Certamente i petrolieri la pagano meno e certamente fanno un mucchio di soldi, visto che noi la paghiamo sempre lo stesso prezzo!
Comprare prodotti cinesi a minor prezzo: certo che se si potessero mangiare i computer o i lettori di DVD sarebbe conveniente. Peccato che la spesa ogni giorno si faccia in Euro e peccato che i beni alimentari e agricoli siano iperprotetti e di concorrenza da area dollaro non se ne parla nemmeno
Andare in vacanza dove si paga in dollari: la soddisfazione del pirla. A parte il fatto che sarebbe bene andare in vacanza in Italia, se fosse economicamente accessibile (ormai siamo più cari - sul serio - della Svizzera), ma che soddisfazione c'e' ad andare in vacanza dove si paga in dollari? E' soddisfazione andare in vacanza perchè si sta bene e si guadagna, non di certo quando tornando si potrebbe aver perso il posto di lavoro.
La realtà è che con l'euro così forte non si vende nulla all'estero e l'unico rimedio per le aziende è chiudere o andare a produrre dove il lavoro si paga in dollari. Oggi paradossalmente conviene aprir fabbriche in America, per non dire ovviamente tutti gli altri paesi dell'estremo oriente legati al dollaro.

La realtà è che gli americani sono furbi e usano la valuta politicamente per i loro interessi di medio e lungo periodo. Noi in Europa non abbiamo un potere politico che possa fare altrettanto e ci siamo affidati ai banchieri, che ovviamente gestiscono la valuta cercando di mantenerla ai valori più alti possibili. In questo modo garantiscono il potere di acquisto di chi i soldi li ha, contribuiscono ad aumentare il differenziale fra chi ha e chi non ha, e fanno sì che gli imprenditori e i loro dipendenti vadano in malora.
Quindi, andiamo in vacanza in area dollaro e, mentre siamo la', cerchiamo di vedere se possiamo aprirci un'attivita' e restarci, perche' qui, di questo passo, ci sara' ben poco da ridere.

EURO

EURO