venerdì 27 marzo 2009

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TOGLIATTI, BASTONATE A BENGALESE PER RAPINA: ARRESTATI 3 RUMENI

venerdì 27 marzo 2009 Frattura delle ossa nasali, contusione del ginocchio destro, trauma cervicale ed escoriazioni sul palmo della mano. E' la prognosi che i medici del pronto soccorso del Policlinico Casilino hanno riportato sul referto del 31enne cingalese, rappresentante di professione, aggredito a bastonate e rapinato ieri lungo via Palmiro Togliatti. Per questi fatti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, intervenuti sul luogo dell'aggressione, sono riusciti ad arrestare responsabili della violenta aggressione: si tratta di tre cittadini romeni.

giovedì 26 marzo 2009

5 rumeni picchiano un italiano dopo una partita di calcio

COSENZA. I Carabinieri di Corigliano Calabro hanno arrestato 5 romeni, accusati di lesioni aggravate. Sono Avram Tinca, 21 anni, Dani Tinca, 37 anni, Nicoleta Tinca, 30 anni, Matei Luca Tinca, 24 anni, e Sorina Melania Maior, 30 anni. I cinque hanno picchiato con delle spranghe un loro connazionale, che ha riportato ferite guaribili in 25 giorni. Il fatto è avvenuto dopo una partita di calcio. È stata la stessa vittima a denunciare i compagni di gioco. Inoltre i militari hanno arrestato anche un altro romeno per resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di Toma Padurean, 39 anni, che si era opposto all’arresto dei compagni. Quest’ultimo era anche ricercato in Romania per associazione per delinquere e traffico di esseri umani. Infine, un settimo romeno è stato denunciato per aver cercato di depistare le indagini dei Carabinieri.

Tre rumeni arrestati per furto

26 marzo 2009. Tre cittadini rumeni, un uomo e due donne, sono stati arrestati ieri dai Carabinieri per due diversi furti avvenuti all’interno di esercizi commerciali cittadini. Il primo è avvenuto in un supermercato in via G.B.Sasso e ha visto coinvolte una 35enne ed una 24enne, sorprese dal responsabile della sicurezza con merce non pagata per un valore di circa 50. Le due sono state arrestate dai Militari di Sampierdarena subito intervenuti sul posto. In via Emilia è finito in manette un 37enne, accusato di furto aggravato dopo aver rimosso le placche anti-taccheggio di un paio di scarpe in un grande magazzino.

PRESI DOPO UN INSEGUIMENTO Chiedono l'elemosina con troppa insistenza, denunciati

Modena, 25 marzo 2009 I tre nomadi rumeni, due uomini e una donna, hanno tentato la fuga, nascondendosi poi nei bagni pubblici di piazza XX Settembre. Alcuni passanti si erano lamentati dei loro modi particolarmente aggressivi.

Non è servito a tre nomadi rumeni il tentativo di fuga o l'essersi nascosti nei bagni pubblici di piazza XX Settembre. Dopo un breve inseguimento una donna è stata fermata tra i banchi del mercato mentre gli altri due, grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, sono stati individuati nei locali sotterranei.

Questa mattina, dopo le otto, due donne e un uomo di nazionalità rumena sono stati fermati da agenti della polizia municipale di Modena in piazza XX Settembre. A una pattuglia in servizio nei pressi del mercato era stata segnalata la presenza di nomadi intenti a chiedere l'elemosina con fare insistente ed aggressivo nei confronti della persone anziane. Una prima donna, M.M. del 1968, è stata individuata inseguita e fermata tra i banchi del mercato. Gli altri due sono stati notati da passanti entrare nei bagni pubblici sotterranei.

Un agente è sceso nei locali e ha scoperto O.S. ,21 anni pregiudicata, dentro un ripostiglio. Quando è stata fermata la donna si è rifiutata di fornire le generalità e ha opposto resistenza. Nel contempo da un bagno è uscito anche un terzo rumeno che ha cercato di svignarsela senza dare nell'occhio. Il terzetto è stato accompagnato al comando e identificato. Per O. S. è scattata una denuncia per il rifiuto di fornire le generalità e resistenza mentre M.M è stata denunciata per violazione al regolamento comunale di igiene urbana.

mercoledì 25 marzo 2009

MESSENGER YAHOO

Viterbo - Carabinieri - Avevano rimosso il dispositivo antitaccheggio Furto al Leclerc, quattro in manette

Quattro giovani rumeni, due uomini e due donne, in trasferta da Terni, sono stati arrestati dai Carabinieri di Viterbo coordinati dal Capitano Marco Ciervo e dal Tenente Giovanni Martufi, con l’accusa di furto aggravato.

I quattro, intorno alle 19 di ieri, all’interno del centro commerciale “Leclerc”, hanno rimosso le tacche del dispositivo antitaccheggio di alcune apparecchiature elettroniche per un valore di circa 500 euro.

Il loro fare sospetto è stato però notato dal personale addetto alla vigilanza che ha allertato il 112.

Immediatamente è giunta sul posto una pattuglia del Nucleo Radiomobile che ne ha bloccati tre mentre si accingevano ad allontanarsi in auto, mentre il quarto è stato fermato qualche minuto più tardi in Montefiascone.

La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita.

Un cittadino senegalese è stato invece arrestato per non aver ottemperato all’ordine di espulsione dal territorio italiano. Nei confronti dello straniero inoltre è stato operato il sequestro di 60 paia di occhiali di varie note marche falsificate.

Tragedia sul lavoro a Torino edile di Nardò muore sepolto vivo

NARDO' - Tragedia sul lavoro, ieri a Torino, per un operaio edile di Nardò. Vincenzo Romano, 49 anni, è morto sepolto vivo, travolto dai detriti dello scavo in cui stava lavorando. L’incidente s’è consumato attorno alle 16.30, in corso Unione Sovietica, nel quartiere Mirafiori. Assieme ad altri tre operai, un italiano e due rumeni, il neritino era intento ai lavori per collegare il condominio del civico 493 alla rete fognaria. All’improvviso, la parete della trincea scavata per l’installazione delle tubature è crollata: l’operaio salentino e il collega rumeno sono rimasti sepolti. Quest’ultimo è riuscito a salvarsi, perché si trovava nella parte più esterna del crollo e quindi meno interessata dalla frana. Ma soprattutto perché ha fatto in tempo a liberare i piedi, cosa che non è invece riuscito a fare Vincenzo Romano.
Lo sfortunato operaio aveva infatti i piedi bloccati dai pezzi di tubo caduti nello scavo assieme al terriccio e pare anche ad alcune lamiere. I primi a soccorrerlo, mentre il rumeno messosi in salvo faceva scattare l’allarme e veniva trasportato in ospedale, sono stati gli altri due operai, che solo pochi istanti prima del crollo si erano portati sulla parte alta della trincea.
Con gli attrezzi a portata di mano e anche a mani nude, si sono dati da fare per liberare dalla morsa mortale il compagno, che continuava ad urlare di avere male ai piedi. Poi l’arrivo dei vigili del fuoco, che hanno lottato per due ore per estrarlo dalle macerie. E se la situazione fosse rimasta così, l’operaio si sarebbe salvato. Purtroppo, mentre si continuava a scavare, il secondo crollo, fatale.

Quando i vigili del fuoco lo hanno liberato dai detriti ed affidato ai sanitari del 118, non c’era ormai più niente da fare. Su ordine del magistrato di turno, Sabrina Noce, che ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia, il cantiere è stato sequestrato. Ed un’inchiesta è stata aperta anche dagli ispettori del lavoro.

A Torino dove si era trasferito in cerca di lavoro, Vincenzo lavorava per conto dell’impresa Carpenteria industriale metallica di Chivasso. A Nardò, dove abitava al civico 27 di via Galateo, una traversa di via XX Settembre, lascia la moglie Anna Maria Caraglia, di 52 anni.
TOTI BELLONE

25/3/2009

Prostituzione: Smantellata una banda, arresti in tutto il Nord Italia

Mercoledì 25 marzo 2009 Un'organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione è stata smantellata dai carabinieri del Comando provinciale di Bergamo, che in queste ore stanno eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare in varie province del Nord Italia a carico di altrettanti cittadini rumeni, albanesi e italiani. Il gruppo criminale era composto da immigrati ed esponenti della malavita locale, che sfruttavano donne provenienti da Paesi dell'Est Europa. L'organizzazione, suddivisa in piccoli gruppi collegati fra loro, si dedicava a incamerare gran parte dei guadagni delle lucciole in collaborazione con altri connazionali residenti in Albania, che si attivavano per l'ingresso in Italia delle ragazze munendole di documenti falsi. Le donne venivano minacciate a tal punto da essere costrette, per paura di ritorsioni e violenze fisiche, a chiedere il permesso anche solo per cambiare posizione di lavoro lungo la strada. Tra i destinatari dei provvedimenti cautelari ci sono anche sette italiani, che rivestivano il ruolo di accompagnatori delle prostitute sul luogo di lavoro. Sono 28 le persone raggiunte da misure restrittive nell’ambito dell’inchiesta “Rosa” condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo, che ha portato all’individuazione di una vasta organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione nel Nord Italia. Il gip del tribunale di Bergamo Raffaella Mascarino, su richiesta del pm Carmen Pugliese, ha emesso 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti soggetti appartenenti al sodalizio criminale e altri sette provvedimenti di obbligo di dimora per altrettanti italiani che, seppure in modo marginale, contribuivano all’attività dell’organizzazione. L’indagine ebbe inizio nel mese di novembre del 2007 durante un controllo di routine sulla strada provinciale Villa d’Almè-Dalmine, nel Bergamasco. I militari sono riusciti a risalire, grazie soprattutto alle intercettazioni telefoniche, a una ventina di soggetti albanesi e rumeni che, a piccoli gruppi, gestivano il mercato della prostituzione tra le province di Bergamo, Milano, Torino, Bologna, Cremona e Pavia. Gli sfruttatori facevano arrivare in Italia donne giovani tra i 20 e i 30 anni da Moldavia, Romania, Albania e Ucraina, fornendo loro documenti falsi. Dopodichè le avviavano al marciapiede, controllandole costantemente e costringendole a prostituirsi anche sotto minaccia. Le vittime accertate sono al momento una trentina. Alcune di loro sono state picchiate e tenute segregate in casa per alcuni periodi. Una giovane albanese ha raccontato agli inquirenti di essere stata costretta ad abortire per poter continuare a lavorare. Tra gli arrestati c’è anche un albanese finito sotto inchiesta in patria per omicidio. I sette italiani avevano un ruolo di secondo piano, a loro veniva sostanzialmente chiesto di accompagnare le ragazze e, talvolta, di ospitarle nelle loro abitazioni. Tra loro c’è un pensionato di 70 anni, soprannominato “il vigile”, residente a Dalmine (Bergamo). Al momento sono ancora ricercate sette persone: il blitz dei carabinieri è iniziato nella notte e ha visto impegnati circa 150 militari. Oltre alle 28 persone raggiunte da una misura restrittiva, ce ne sono altre sei indagate a piede libero

Un brindisino uccide un rumeno ed accoltella un altro uomo.

24/03/2009 In un momento in cui alcuni rumeni sono all'attenzione della cronaca nazionale, nei pressi della stazione ferroviaria di Brindisi, in un vecchio stabile abbandonato che una volta era il "dopolavoro" ferroviario, un brindisino ha ucciso un rumeno. Pietro Guarino, classe '49, deve rispondere di omicidio, tentato omicidio e porto di coltelli. L'uomo era già ben noto alle forze di polizia. Dal '90 al 2007 è stato rinchiuso nel carcere di Roma per aver assassinato la sua convivente. Poi, tornato a Brindisi, ha vissuto nella condizione di "senzatetto". In quello che era divenuto il suo dormitorio si verificavano continui dissapori con altri "clochard". Come lo stesso Guarino ha riferito agli agenti della Polfer, la Polizia Ferroviaria, tre persone erano solite frugare tra le sue cose durante la notte. Per questa ragione ieri sera, poco prima delle 23, Pietro Guarino ha ucciso il ragazzo rumeno che non aveva precedenti di polizia, e ferito Mario Tasco, brindisino, con precedenti e reati contro il patrimonio. Ha utilizzato coltelli acquistati in mattinata perchè, stando alla confessione del criminale, la sua volontà era proprio quella di compiere tre delitti. C'era infatti anche un terzo uomo, che però mentre si consumava il delitto, fortunatamente dormiva. Ora sarà la Squadra Mobile ad arricchire l'indagine con ulteriori particolari,Servizio di Francesca Pasimena dal tg del 24/03/09.

venerdì 20 marzo 2009

RAID RAZZISTA, 11 ARRESTI NEL SASSARESE

Sassari, 20 mar. - Undici giovani sono stati arrestati dai carabinieri ad Ala' del Sardi, nel Sassarese, per un radi razzista contro tre rumeni che abitano nel paese compiuto il 14 febbraio scorso. La banda aveva fatto irruzione nella casa dei tre e, dopo aver picchiato un uomo e minacciato una donna con un coltello alla gola, aveva devastato l'appartamento per poi fuggire. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Ozieri hanno consentito di identificare i presunti responsabili nei confronti dei quali il gip del tribunale di Sassari, su richiesta della procura, ha emesso le ordinanze di custodia cautelare. Dieci arrestati sono ai 'domiciliari' mentre uno e' finito in carcere. Tutti sono accusati di violenza razzista, violazione di domicilio, danneggiamento aggravato, violenza privata e illecito porto d'armi. All'operazione hanno partecipato un centinaio di carabinieri appoggiati da un elicottero e unita' cinofile

LECCE: RUMENO INCONSAPEVOLE FERITO DURANTE FURTO, DENUNCIATO TITOLARE

Lecce, 19 mar. - (Adnkronos) - Ha assunto due cittadini rumeni per impiegarli, a loro insaputa, in un furto di legna in un fondo privato. Durante l'azione uno dei due immigrati, un giovane di 18 anni, e' rimasto colpito da un grosso ramo di un albero che gli e' cascato sulla testa, subendo ferite molto serie. E' successo nelle campagne di Maglie, in provincia di Lecce.

Un commerciante incensurato di Diso, P.G., 41 anni, e' stato denunciato a piede libero dai carabinieri per lesioni personali colpose, omissione di soccorso e furto aggravato. Il tentato furto e' avvenuto l'11 febbraio. L'uomo denunciato, invece di trasportarlo in ospedale, lo ha riportato a casa a letto. Le sue condizioni, pero', sono peggiorate. L'immigrato e' stato ricoverato due giorni dopo all'Ospedale di Scorrano e poi al 'Vito Fazzi' di Lecce in prognosi riservata per 'trauma cranico con frattura della scuama temporale ematama epidermale e frattura dello sterno'. Il furto e' stato compiuto in localita' 'Conca Marau' in un fondo di proprieta' di un uomo di di 63 anni, di Sanarica.

giovedì 19 marzo 2009

ARRESTATI 4 RUMENI (1 MINORENNE) SORPRESI A RUBARE CARBURANTE DENTRO UNA DITTA CIVITONICA

19/03/2009 CIVITA CASTELLANA - Nell’ambito di una serie di attività pianificate dal Comando Provinciale di Viterbo per fronteggiare il crimine di matrice rumena, i Carabinieri della Compagnia di Civita Castellana hanno arrestato quattro persone per furto aggravato.
I militari del Nucleo Operativo Radiomobile, agli ordini del Tenente Salvatore Marchese, tenevano sotto osservazione l’intera zona industriale civitonica.

Nei giorni scorsi sono andati a segno due colpi all’interno di altrettante aziende del comprensorio civitonico che hanno fatto scattare le indagini da parte dei carabinieri.

Sotto osservazione, il gruppo di rumeni, già probabilmente autori degli altri furti, sono stati sorpresi all’interno di un capannone mentre erano intenti ad asportare gasolio dai mezzi pesanti parcheggiati, tutti di proprietà della stessa azienda del Distretto.
In tutto quattro persone arrestate, di cui un minorenne.

I tre malviventi maggiorenni sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della caserma di via Terni, mentre il minorenne è stato affidato al centro di prima accoglienza di Roma.

Per i maggiorenni, domani, pronto il processo con rito direttissimo. (NewTuscia)

mercoledì 18 marzo 2009

Arrestati 2 rumeni e chiuso un negozio cinese

Matera 17 marzo 2009 Nell'ambito dell'attività di controllo disposta dal Comando Provinciale Carabinieri, nei confronti di stranieri presenti e di alcuni esercizi pubblici, gestiti da immigrati, sono stati arrestati ieri due rumeni e sequestrato un negozio gestito da un cittadino cinese. A Ferrandina, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato, in esecuzione di un provvedimento di carcerazione, due cittadini della Romania, un 21 enne, che deve espiare una pena definitiva di quasi 8 mesi, per una precedente condanna per furto aggravato, commesso a Bologna nel 2006, e un 35 enne, che, a sua volta, deve espiare una pena di definitiva di 4 mesi, sempre per una condanna per furto, commesso a Ferrandina nel 2008. Dopo la notifica dei provvedimenti restrittivi, il primo è stato, subito, scarcerato, così come disposto dallo stesso giudice nel citato ordine di esecuzione, mentre il secondo è stato sottoposto in detenzione domiciliare. A Matera, i Carabinieri della locale Compagnia e quelli dei NAS di Potenza hanno svolto un controllo presso un esercizio pubblico gestito da un cittadino cinese. All'interno del negozio, adibito alla vendita di capi di abbigliamento e altra merce, i militari hanno rinvenuto e sequestrato quasi 800 paia di scarpe e 22 borse, prodotte in Cina, non riportanti le etichette con le informazioni per il consumatore e contenenti bustine con una sostanza chimica, il dimetilfumarato, sostanza vietata dalla Comunità Europea. Al termine della verifica, l'intero immobile è stato sottoposto a sequestro in quanto privo della prevista agibilità. Valore complessivo del sequestro, fra merce e immobile, stimato in 425.000 euro. Infine a Nova Siri, i Carabinieri del NAS di Potenza e della locale Stazione Carabinieri hanno sottoposto a sequestro un ambulatorio odontoiatrico, perché risultato attivato senza la prescritta autorizzazione. Valore del sequestro stimato in 300.000 euro.

martedì 17 marzo 2009

L'informazione Parma

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Battaglia tra rumeni

GINOSA - Battaglia tra rumeni nel centro del paese. Una gigantesca rissa è scoppiata la scorsa notte e nella zuffa a cui hanno preso parte otto persone di nazionalità rumena, tra cui figurano anche due minorenni, sono spuntati bastoni e coltelli. Sono quasi tutti braccianti a-gricoli. Per motivi che ancora non si conoscono i due gruppi se le sono date di santa ragione non risparmiando bastonate e anche coltellate. Un brutto episodio che stava degenerando e che ha richiesto l’immediato intervento dei carabinieri della stazione di Ginosa e della Compagnia di Castellaneta, diretti dal capitano Alfredo Beveroni. “Correte. E’ scoppiata una rissa. Si stanno ammazzando”. Una telefonata alla centrale operativa dell’Arma e nel centro di Ginosa sono piombate diverse pattuglie di carabinieri. Quando sono arrivati i militari la zuffa era ancora in corso. Alcuni dei partecipanti erano sanguinanti, e uno in particolare era per terra in quanto era stato colpito in maniera molto dura. Infatti è stato ricoverato all’ospedale di Castellaneta e ne avrà per trenta giorni. Anche gli altri hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari per contusioni ed escoriazioni varie. Erano abbastanza malconci. Sono stati tutti fermati e, poi, rilasciati. E nelle settimane scorse un’altra rissa era scoppiata a Ginosa che aveva provocato il ferimento di due tunisini. Ad avere la peggio un extracomunitario di vent’anni, che era stato ricoverato in prognosi riservata dopo aver riportato un taglio alla gola, e di un suo coetaneo, ferito a una gamba, ma che è guarito in due settimane. I carabinieri avevano avviato le indagini per identificare gli autori dei ferimenti.

Rubano da "Zara", bloccati 2 romeni

Genova 17 marzo 2009 Due giovani romeni sono stati fermati dal personale del negozio "Zara" in via XX Settembre, a Genova, per furto aggravato in concorso. Il ragazzo, di 22 anni, e la sua giovane complice minorenne, hanno preso vari tipi di vestiti per un valore di 100 euro e li hanno poi nascosti nella borsa della giovane straniera. I carabinieri hanno arrestato il maggiorenne e denunciato la ragazza.

Rapinavano facoltosi in vacanza in riviera. Presi ladri di Rolex

Ieri, i Carabinieri di Riccione, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Rimini Giacomo Gasparini, hanno arrestato due rapinatori di rolex. Una terza persona è ricercata.

RICCIONE | 17 marzo 2009 | Rapinavano del Rolex facoltosi turisti della riviera romagnola. Ciro Mattiuccio, 38 anni nato a Napoli pluripregiudicato, e Monica Veschi, 27enne nata a Urbino, estetista, incensurata sono stati arrestati ieri dai carabinieri di Riccione. Il provvedimento restrittivo è stato emesso a conclusione delle indagini iniziate nel giugno 2008 quando la sera del 6 luglio scorso, mentre era in corso la “notte rosa”, due pregiudicati di origini campane, tra cui Mattiuccio, rapinarono in via Francia a San Clemente, un orologio Rolex modello Daytona al Presidente e Amministratore Delegato della Lamborghini.
Nell'abitazione della donna invece, a Rimini, era stata trovata una pistola scacciacani priva di tappo rosso e una copia delle chiavi della moto utilizzata per quella rapina. Gli accertamenti hanno confermato che i due, sono responsabili di altre due rapine: una il 2 giugno a Rimini, ai danni di un imprenditore di origini rumene a cui era stato asportato un rolex da 16.000 euro; l'altra il 17 giugno a Riccione, nella quale erano stati rapinati due amici dei loro Rolex del valore complessivo di 12.000 euro. La Veschi è agli arresti domiciliari, Mattiuccio invece è detenuto nel carcere di Rimini.

Macerata, operai di giorno ladri di notte: arrestati

Macerata 16 marzo 2009 Due rumeni, incensurati, conducevano una vita normale ed abitavano con le famiglie nel centro storico di una cittadina della provincia. Durante la perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno trovato refurtiva per un valore complessivo di 150 mila euro.

I Carabineri hanno arrestato due rumeni, in flagranza di furto aggravato e ricettazione. I due, incensurati, conducevano una vita normale ed abitavano con le famiglie nel centro storico di una cittadina della provincia. Di giorno lavoravano in due ditte della citta', di notte si dedicavano ai furti. Da qualche tempo l'Arma aveva registrato un aumento di furti di attrezzatura meccanica e di utensili multi-uso tanto da far ritenere che ci fosse un mercato illecito parallelo.

La scorsa notte, una pattuglia dei Carabinieri ha notato due uomini sospetti. I due, appena visti i militari, si sono accovacciati per tentare di nascondersi ma gli uomini dell'Arma li hanno subito bloccati ed hanno scoperto che, poco prima, erano entrati in una palestra della zona dove avevano rubato materiale per il giardinaggio ed altri utensili per un valore di 10 mila euro. Durante la perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno trovato utensili meccanici, gruppi elettrogeni, orologi, oggetti in oro, una somma di 15 mila euro, refurtiva per un valore complessivo di 150 mila euro.

lunedì 16 marzo 2009

Monte Urano: pericoloso malvivente rumeno sorpreso in casa con un vero e proprio arsenale

16/03/2009 Nel fine settimana appena trascorso, i militari della locale stazione, al culmine di una complessa attività di indagine, disposta dalla Compagnia fermana, hanno fatto irruzione nell'abitazione di P.A, 27enne rumeno, da tempo residente a Monte Urano.
Il giovane è stato trovato in possesso di un arsenale degno di un professionista del crimine: una pistola semiautomatica carica, un passamontagna, alcuni bastoni appositamente preparati per l'offesa e un macete, oltre a numerosi arnesi da scasso. La pistola era armata e pronta all'uso, nel giubbetto indossato. L'uomo aveva con sé anche un mazzo di chiavi di vetture di grossa cilindrata, utilizzate per la furtiva apertura dei veicoli.
I Carabinieri stanno valutando, sulla base delle indagini svolte, la provenenienza e il motivo del possesso di armi e degli attezzi da lavoro tipici di un ladro di auto e di ville.
L'arrestato è stato condotto nel carcere di Fermo, dove è a disposizione della competente Autorità Giudiziaria fermana.
Il reato contestato è di detenzione e porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere, possesso ingiustificato di arnesi da scasso.

REGGIO EMILIA: IDENTIFICATI GLI "ESPERTI" DEL FURTO ALLE SLOT

Un'escalation preoccupante di furti a danno delle slot machine installate nei pubblici esercizi del reggiano, ha sollevato la preoccupazione nei commercainti del posto e innescato le indagini dei Carabinieri, che ora, a quanto pare, hanno identificato i malviventi. Una 'banda' romena, che i militari di Guastalla, insieme ai Ris di Parma, risulta composta da almneo due ventenni senza fiss a dimora e già noti alle forze dell'ordine in quanto autori di un precedente furto avvenuto i primi di febbraio scorso a danno di una sala giochi del territorio.
Nel corso del sopralluogo -si legge su 'Il resto del Carlino'- i
militari non avevano trascurato niente e in particolare avevano prelevato alcune impronte lasciate dai malviventi, che oggi, grazie all'attività del Ris, hanno consentito di identificare gli autori di quel furto nei due rumeni ora denunciati per furto aggravato. Un primo tassello che potrebbe rivelarsi importante sul fronte delle indagini che si stanno conducendo sui furti agli esercizi pubblici commessi da bande diverse e specializzate per settori: dagli assalti alle tabaccherie per asportare sigarette agli assalti alle profumerie e ai supermercati, ai furti nei bar.

Furti macchine operatrici,6 arresti Operazione della Polizia stradale di Trieste in otto regioni

ANSA) - ROMA, 16 MAR - Operazione della Polizia stradale di Trieste contro il furto, ricettazione e riciclaggio di veicoli industriali e attrezzature da cantiere. Sono state eseguite sei ordinanze di custodia, con 34 perquisizioni in Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Toscana e Puglia. Gli investigatori ritengono di aver scoperto una banda, composta da italiani, romeni e albanesi che rubava veicoli industriali tra la Lombardia ed il Piemonte, per riciclarli in Romania.

La Polizia Stradale di Trieste ha eseguito una vasta operazione contro un gruppo criminale dedito al furto, ricettazione e riciclaggio di macchine operatrici, veicoli industriali e attrezzature da cantiere.

Sono 6 le ordinanze di custodia eseguite dalla Polizia Stradale di Trieste e 34 le perquisizioni effettuate in Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Toscana e Puglia.

Le complesse indagini hanno permesso di delineare una agguerrita associazione criminale, composta da italiani, romeni e albanesi che operava numerosi furti di veicoli industriali tra la Lombardia ed il Piemonte per poi riciclarli in Romania attraverso i valichi di frontiera, ormai aperti, della provincia di Trieste.

Nel corso delle lunghe indagini, iniziate a giugno dello scorso anno, la Polizia Stradale ha anche denunciato in stato di liberta' 34 persone, ne ha arrestate altre 2 in flagranza di reato e ha individuato 24 veicoli di cui 16 sono stati sequestrati.

Complessivamente e' di otto arresti, di cui due eseguiti in Friuli Venezia Giulia in flagranza di reato, di 34 perquisizioni a carico di altrettanti indagati eseguite in nove regioni italiane e di 24 macchine operatrici individuate, di cui 16 sequestrate, il bilancio dell'operazione condotta dalla Polstrada. Dai dettagli, forniti durante una conferenza stampa svoltasi nella sede della Polstrada di Trieste, e' emerso che ai vertici della banda c'erano tre persone: l'italiano Fabio Luca Loda, di 42 anni, un autodemolitore molto noto della provincia di Pavia, la sua compagna romena Gabriela Chiselef, di 36 anni, e l'albanese Eduard Alikaj, un pluripregiudicato di 37 anni. La donna e' agli arresti domiciliari. Tra gli altri arrestati, sono finiti ai domiciliari anche due italiani, Francesco D'Alessandro, di 63 anni, e Carlo Vitari, di 61 anni, i quali nascondevano i macchinari rubati nelle loro proprieta' (terreni e cascine). In carcere e' finito anche l'albanese Shpetim Vrako, di 45 anni. Le indagini, iniziate nel giugno del 2008 dopo l'arresto in flagranza di reato di due romeni e la denuncia di un terzo, grazie a 27mila intercettazioni hanno consentito di sgominare la banda, che ha rubato macchinari per un valore stimato per difetto di oltre 1,5 milioni di euro. Per fare un esempio, una macchina operatrice Manitu', che si acquista per 150-170 mila euro, veniva rivenduta dall'organizzazione a circa 80 mila euro. I macchinari venivano rubati in Italia, anche su commissione, ed erano poi rivenduti in Romania ed Albania. I componenti della banda riuscivano a nascondere, utilizzando uno scanner, il segnale gps emesso dalle macchine rubate che lo hanno in dotazione quale sistema antifurto. Il nome dell'operazione 'Vlore' ha preso il nome da Valona, la citta' dell'Albania dalla quale provengono gran parte degli indagati. Le indagini sono state coordinate dal pm Giuseppe Lombardi della Procura triestina.

domenica 15 marzo 2009

Caffarella: ecco come mi hanno impedito di visitare i due detenuti rumeni Il grave episodio al Carcere Regina Coeli di Roma

15 marzo 2009 Oggi, 13 marzo 2009, sono stato testimone di un fatto gravissimo: la direzione del Carcere di Regina Coeli di Roma non mi ha permesso di visitare i due detenuti rumeni accusati e involontari protagonisti dello stupro al Parco della Caffarella. Chi ha autorizzato i funzionari del carcere a una così evidente violazione della legge?

L'articolo 67 della legge 354/75 che regolamenta il regime carcerario consente a ogni rappresentante eletto di visitare i detenuti senza alcun preavviso; per questo motivo in mattinata insieme ad alcuni esponenti dell'associazione in difesa dei diritti umani “Everyone”, mi sono recato al Regina Coeli per visitare in veste di europarlamentare Karlo Racz e Alexandru Istoika.

Nonostante la regolare esibizione di tutti i documenti, la direzione ha addotto per quasi due ore tutta una serie di pretesti formali e burocratici (avrebbe per esempio permesso il mio accesso, ma non quello del nostro interprete rumeno) che mi hanno proibito di esercitare le mie prerogative.

Si tratta di una grave violazione delle regole democratiche, che fa parte di un'operazione politica organizzata: pur di sbattere un mostro in prima pagina, si mette alla gogna il primo malcapitato, sull'onda emotiva di un'opinione pubblica sempre più spaventata dai media.

Il caso dei due rumeni peraltro dimostra che tali comportamenti isterici sono dannosi per lo svolgimento delle indagini, distorcendone il regolare funzionamento e impedendo l'individuazione dei reali colpevoli.

In qualità di deputato europeo mi riservo di intraprendere tutte le azioni legali necessarie per accertare le responsabilità dell'episodio e di presentare una formale interrogazione in sede europea.

Giulietto Chiesa
Europarlamentare

PROSTITUZIONE Ragazze sfruttate e minacciate Condannati 2 rumeni per sfruttamento

Massa, 14 marzo 2009 Grazie alla denuncia di una giovane donna rumena costretta a prostituirsi, la squadra mobile di Massa - coordinata dal sostituto procuratore Manotti - ha arrestato due rumeni di 22 e 32 anni. I malviventi sono stati condannati con rito abbreviato per estorsione aggravata e sfruttamento della prostituzione.



I due sono arrivati in tribunale grazie alle indagini condotte dalla squadra mobile e coordinate dal sostituto procuratore presso il tribunale di Massa, Manotti. Le indagini erano partite nel luglio scorso quando, in seguito a controlli effettuati sul lungomare per arginare il fenomeno della prostituzione, era stata identificata una giovane donna rumena che aveva riferito di essere stata avvicinata da due persone dell’est europeo che le avevano fatto intendere che per svolgere la sua attività di prostituta in quel luogo, avrebbe dovuto dare loro una parte dei suoi guadagni minacciandola, in caso contrario, di investirla con l’autovettura.



La donna era arrivata in Italia da poche settimane consapevole di dover svolgere l’attività di meretricio per conto di un cittadino rumeno abitante a Massa, indicato con il nome di 'Drangu', al quale avrebbe dovuto corrispondere, per la protezione, la somma di 50 euro al giorno, mentre a lei sarebbe rimasta la restante somma eventualmente guadagnata. Giunta a Massa, però, la donna si era presto resa conto che ben diversa era la realtà e si era vista costretta a consegnare a 'Drangu' la metà della somma ogni giorno guadagnata ed inoltre avrebbe dovuto pagare 50 euro giornalieri ad un terzo uomo, indicato come il 'padrone' del posto dove lei ogni sera veniva accompagnata per incontrare occasionali clienti.



Ben presto, però, la donna aveva deciso di seguire il suggerimento di alcune 'colleghe' che le avevano detto di non pagare, di abbandonare lo sfruttatore e di seguirle nel loro alloggio. Ma liberarsi da Drangu non era facile: l’uomo era andato a cercarla per chiederle 500 euro e per reiterare la minaccia di investirla con l’auto. Se non altro la donna è stata in grado di fornire alle forze dell’ordine le indicazioni per permettere di identificare 'Drangu' che si è rivelato essere Drangu Costantin Ciprian, cittadino rumeno di anni 22.



La squadra mobile ha, così, organizzato, un servizio di appostamento sul lungomare di Marina per individuare il malvivente; dopo lunghe ore di appostamento un uomo corpulento aveva avvicinato la giovane e, afferrandola per un braccio, la spingeva verso le siepi. Immediato l’intervento del personale della squadra mobile che ha identificato l’uomo: Manica Florin Dorel, rumeno di anni 32 ed ha impedito ulteriori gravi conseguenze.



L’uomo, dopo avere strattonato la donna le aveva detto che 'Drangu' era molto arrabbiato con lei per non aver ricevuto i soldi richiesti. Il processo di primo grado si è concluso in tempi ristretti ed è arrivato ad una condanna significativa con gli imputati ancora detenuti in quanto sottoposti alla misura cautelare emessa nella fase delle indagini preliminari.

sabato 14 marzo 2009

Catalina Curceanu, cercetator roman in Italia: Presa a denaturat realitatea si manipulat opinia publica


Catalina Curceanu este o femeie capabila sa vorbeasca despre legaturile dintre arta si fizica moleculara cu o pasiune rara. Romanii din Italia au cunoscut-o atunci cand a intervenit in cadrul celui mai urmarit talk-show televizat din Peninsula, Porta a Porta, intr-o emisiune despre romani. A iesit din lumea experimentelor nucleare pentru a arata Italiei ca romanii nu sunt cei care ajung pe primele pagini ale cotidianelor doar pentru crime si violuri.

Catalina, ca multi conationali din Italia, a ramas socata de climatul de intoleranta la care sunt supusi romanii din Peninsula. Si, vazand cum este prezentata imaginea noastra, in primul rand la televiziunile italiene, a decis ca, intr-un fel, trebuie sa intervina.

Rep: De ce ati decis sa iesiti in public?
Catalina Curceanu: Totul a pornit in luna februarie, cand am vazut ca, la emisiunea Porta a Porta, au fost difuzate niste date despre criminalitatea imigrantilor, romanii din Italia fiind prezentati exclusiv prin prisma acelor statistici. A doua zi i-am scris un email moderatorului, Bruno Vespa, spunandu-i ca el, care se erijeaza intr-un campion al obiectivitatii, ar trebui sa dea spatiu si acelor sute de mii de romani care reprezinta partea pozitiva a comunitatii. Dupa cateva zile, am fost contactata de catre realizatori, care m-au invitat sa particip, in public, la urmatoarea emisiune care va avea ca subiect romanii.

Sincera sa fiu, ma asteptam sa se acorde mai mult spatiu discutarii cauzelor fenomenului, precum si romanilor care s-au realizat in Italia. In putinele minute care mi-au fost acordate, am cerut ca ziaristii si realizatorii de programe TV sa se ocupe si de romanii care lucreaza in domenii de excelenta in Italia si care chiar contribuie la promovarea stiintei “made in Italy”.

“Italia nu incurajeaza venirea strainilor cu inalta calificare”

Rep: Daca ati fi avut mai mult decat acele doua minute la dispozitie, ce ati fi spus publicului italian?
C.C.: I-as fi intrebat de ce in Italia nu vin mai multe persoane cu o calificare inalta, asa cum se intampla cu alte tari de imigratie, cum ar fi Statele Unite sau Canada. Italienii se plang ca cei mai multi imigranti constituie o forta de munca necalificata. Dar ei sunt primii care, la nivel institutional, investesc foarte putin in cercetare, spre exemplu, si datorita instabilitatii clasei politice.

Nu numai ca se investeste putin, dar strainii cu o calificare inalta care doresc sa se stabileasca in Italia, sunt, in mod evident, descurajati de sistem si de birocratia italiana. Am un coleg japonez care are o bursa post-doctorala la Institutul nostru, si nu reuseste sa-si aduca aici familia, din cauza piedicilor birocratice. Italienii nu isi dau seama ca sunt primii care pierd din aceasta “inchidere”.

Rep: Dar ati ales sa va continuati aici activitatea de cercetare…
C.C. Am primit oferte de munca si de la alte institute de cercetare din strainatate, spre exemplu din Canada si Japonia. In Italia, salariile sunt intre 1.500 si 2.500 de euro. In alte tari, in acelasi domeniu se castiga dublu. Dar aici, la Institutul din Frascati, ma simt extraordinar si nu as schimba niciodata locul de munca. Intr-adevar, la inceput a fost greu, in fiecare an trebuia sa cer reinnoirea permisului de sedere, era un stres continuu. Insa mereu am fost sutinuta si ajutata de colegii de la Institut.

Rep: In echipa pe care o conduceti mai sunt si alti 4 romani, toti cu formatie profesionala romaneasca. Sunt diferente intre cele doua sisteme de invatamant si cercetare, cel italian si cel romanesc?
C.C. Pana in 1992, cand am plecat din Romania, sistemul de invatamant din tara noastra era foarte bun, mai ales in domeniile stiintelor exacte. Din pacate, nivelul mediu a scazut in ultimul an, lucru care mi-a fost confirmat si de sora mea, care preda fizica la liceu in Romania. Nu este vina neaparat a sistemului universitar, ci a celui pre-universitar. Elevii ajung la facultate cu carente acumulate inca de la liceu. Si in Italia exista probleme numeroase, ei, in general, obtin rezultate mai bune in materiile umanistice, spre deosebire de noi, romanii. Face parte din traditia si cultura lor, sa fie mai dezvoltat domeniul umanistic.

Rep: Si totusi, Laboratorul Nuclear de la Frascati este unul din cele mai importante din Europa. Este si meritul echipei de romani condusa de dvs?
C.C: Am obtinut rezultate foarte bune, mai ales in domenii de avangarda, chiar daca nu exista fonduri suficiente.

“Presa italiana a manipulat opinia publica”

Rep: Revenind la comunitatea de romani din Italia, ce se intampla cu romanii din Peninsula?
C.C. Dupa parerea mea, presa a denaturat realitatea si manipulat opinia publica, pentru a distrage atentia italienilor de la adevaratele probleme ale tarii, cum ar fi criza economica sau cresterea somajului. Iar manipularea a dat rezultate: a creat o dubla manie, atat a italienilor carora le e frica de romani, cat si a romanilor care se tem de italieni si comit, si ei, greselile lor. Din pacate, ignoranta este terenul cel mai fertil in cazul unei astfel de manipulari.

Nu intodeauna am incredere in sondajele prezentate de presa, exista tendinta ca, din ambele parti, raul sa fie adus la nivel macroscopic, iar apoi oamenii sa fie bombardati cu mesaje negative. Astfel, ura aduce ura si asistam la o escaladare de violenta care trebuie oprita. De aceea trebuie prezentate si aspectele pozitive ale realitatii, pe care nici macar nu trebuie sa le cauti cu lumanarea.

Rep: La ce anume va referiti cand vorbiti de comportamentul gresit al romanilor?
C.C. E de ajuns sa te duci in fata garii Termini la Roma, sa vezi tot felul de persoane needucate, romani care stau toata ziua la cersit, cu un comportament deseori agresiv. Oricine isi da seama ca acei romani nu au venit in Italia cu un scop precis, de a-si castiga onest viata. Din pacate, numarul lor a crescut simtitor in ultima vreme.

Rep: Unii politicieni italieni sustin ca, tocmai pentru a opri fluxul migrator, ar trebui revizuita libera circulatie a romanilor. Sunteti de acord?
C.C. Nicidecum. Solutia este ca italienii sa aplice in mod riguros legea. Cine a incalcat legea, trebuie sa-si execute pedeapsa.

Rep: Dupa 17 ani de sedere in Italia, unde va considerati acasa?
C.C. Eu ma simt un cetatean al lumii, am trait in Romania, in Italia, dar si in Elvetia, la Geneva.

Rep: Ce apreciati in mod deosebit din cele doua tari, Italia si Romania?
C.C. Din Italia, literatura, modul de a gati si unele caracteristici ale italienilor, care iau viata mai usor decat noi si sunt mai disponibili. Din Romania as retine acea doza de umor care ne caracterizeaza. In definitiv, noi ne asemanam mult cu italienii, avem un fond comun. Eu zic mereu ca avem calitati diferite, dar defecte comune.

Rep: De exemplu?
C.C. Noi, ca si italienii, suntem cateodata mai lenesi, ne suflecam manecile doar atunci cand este necesar. Apoi, avem o inventivitate originala pentru a ne salva din situatiile negative. Din pacate, se intampla sa dam vina unii pe ceilalti si sa ne uitam deseori mai mult in “curtea vecinului” decat a noastra.

Rep: Considerati ca se poate convietui, cu toate defectele si calitatile noastre?
C. C. Desigur, nu avem de ales. Viitorul este al convietuirii. Dar convietuirea trebuie sa fie cautata si dorita de ambele parti, pentru ca suntem toti responsabili daca lucrurile degenereaza. Cred ca un lucru fundamental este educatia fiecaruia, in primul rand simtul civic. Adica ideea de a accepta si pe celalalt, chiar daca e mai urat, mai sarac, sau mai putin inteligent decat tine. Indiferenta si egoismul, de ambele parti, pot dauna convietuirii.

E nevoie de mai multa empatie, de mai multa comunicare. Pentru ca “rai” si “buni” exista de ambele parti. Si poate ar fi mai bine ca in loc de “eu”,” tu”- “noi”, “voi”, sa incepem sa folosim “noi”, pentru ca la urma urmei, traim in aceeasi “casa”.

Catalina Curceanu, 43 de ani, este prim-cercetator de la Institutul National de Fizica Nucleara (INFN) din Italia. Originara din Sfantu Gheorghe, a studiat fizica la Bucuresti, apoi s-a specializat in Elvetia, cu o teza de doctorat, colaborand la proiectul Obelix. In prezent coordoneaza doua proiecte de avangarda in fizica nucleara, experimentele DEAR si SHiDDHARTA, si este responsabila proiectului JRA10, de colaborare stiintifica in cadrul UE.

Diferenza tra rom e romeni, e tra Italia e Romania

Romeno infastidisce una donna, scatta la rissa

14/03/2009 Cena alla mensa dei poveri insieme ad un suo conoscente e connazionale poi raggiunge il centro cittadino, dove gira più di qualche bar consumando un drink dietro l'altro. Tra un bicchiere di birra ed un altro di vino i due rumeni si sarebbero lasciati andare a chiacchiere in compagnia anche di altre persone. All'uscita dai locali il gruppo avrebbe raggiunto Corso nazionale, dove uno dei rumeni avrebbe manifestato troppe attenzioni nei confronti di una giovane. La situazione ha scatenato la reazione della ragazza, la quale avrebbe chiesto aiuto. Le persone che si trovavano in centro, notata la scena e forse pensando al peggio, avrebbero accerchiato i rumeni, iniziando a discutere animatamente con loro. In breve tempo dalle parole sarebbero arrivati alle più sbrigative vie di fatto. In una manciata di minuti sarebbe andata in scena una sorta di «scazzottata» tra lo sconcerto dei presenti, che si è conclusa con il ricorso del rumeno alle cure dei medici ospedalieri. L'intervento del 118 Molise è stato registrato nella serata di ieri l'altro, poco dopo le 21. Lo straniero, di 31 anni, ha dichiarato ai medici dell'ospedale di Termoli di essere stato avvicinato e picchiato a sangue da circa 10 persone. I sanitari del San Timoteo gli hanno riscontrato ferite al viso ed in altre parti del corpo, giudicate guaribili in pochi giorni di prognosi. È stato notato anche lo stato di ubriachezza dello stesso. Il trentunenne ha sottolineato la sua versione dei fatti, ossia l'aggressione ai suoi danni. Secondo quanto riferito agli operatori ospedalieri nella tarda serata di ieri l'altro, l'uomo si trovava alla fine di Corso Nazionale ed era da poco uscito dalla mensa dei poveri dove aveva cenato. Poco dopo si stava ritirando quando è stato raggiunto e picchiato a sangue da una decina di persone. Sul caso sono in corso interrogatori dei Carabinieri impegnati ad accertare la veridicità delle dichiarazioni del rumeno e l'eventuale dinamica dei fatti circa le presunte attenzioni ad una giovane che si trovava nei pressi di Corso Nazionale. L'episodio è accaduto davanti a numerosi passanti e «teen-agers» che hanno assistito all'incredibile scena. «Sembrava che volessero molestarla», hanno dichiarato alcuni termolesi.

di Antonella Salvatore

venerdì 13 marzo 2009

romeni non pagati dagli italiani

Stranieri, Fini: immorale la denuncia dei medici

Roma - "Questa cosa non mi convince. Il medico ha il diritto di curare le persone non di guardare se è un clandestino o meno". Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, spiega che se il medico sarà costretto a denunciare il clandestino "si creerà un circuito di medicina alternativo". Non solo. Giudica "davvero gravissimo" se fosse impedita la registrazione anagrafica dei bambini nati in Italia da genitori clandestini.

No alla denuncia del clandestino "Non dico che il clandestino andrà da uno sciamano, ma sicuramente si servirà di terapie parallele", osserva il presidente della Camera parlando a Porta a porta. "Questa norma - aggiunge il numero uno di Montecitorio - potrebbe portare dei rischi per la società, con il diffondersi di patologie pericolose. Ragioniamo prima di dar vita a provvedimenti che possono ledere il diritto della persona. Nei confronti del clandestino bisogna ricordare che è sempre una persona umana. Il rispetto della dignità viene prima di qualsiasi connotazione. Prima è un uomo". Il presidente della Camera osserva che "la sicurezza è un bene primario" e si dice preoccupato dal fatto che "possa diventare un problema etnico", "se si crea una sorta di pregiudizio nei confronti dell’altro questo è un momento molto brutto per l’Italia".

Il caso Caffarella Poi Fini parla del caso della Caffarella a Roma: "Lo stupro è sempre un’infamia, non ha nazionalità". Il presidente della Camera ribadisce il proprio "no ad etichette etniche, altrimenti siano oltre la xenofobia, siamo al razzismo". "Ma - osserva Fini - se il dna scagiona i due rumeni è vergognoso scandalizzarsi. Dobbiamo stare attenti a non dare vita a provvedimenti che possano portare a ledere i diritti umani". "In Italia ci deve stare chi ha il permesso di soggiorno - continua Fini - ma il clandestino è una persona, con una dignità in quanto uomo che non può essere lesa". La terza carica dello Stato critica in particolare due norme del ddl del Governo, quella secondo cui sarebbe impossibile registrare un bimbo nato da stranieri irregolari in Italia e quella che toglie il divieto per i medici di denunciare i clandestini.

I bimbi fantasma Sull'impossibilità di registrare i bimbi nati da clandestini, il presidente della Camera fa sapere di aver parlato con il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, il quale gli ha spiegato che "non è vero quanto riportato su quella norma. Tuttavia impedire la registrazione di un bimbo nato in Italia da clandestini sarebbe di una gravità inaudita. E non mi convince neanche la norma sui medici: un medico ha il dovere di curare la persona non di vedere se è clandestino o meno". Il pericolo, secondo Fini, sarebbe che "tanti clandestini potrebbero ricorrere a circuiti di medicina alternativa con il rischio di diffusione di patologie". "La civiltà di un Paese - spiega Fini - si misura con il rispetto che si ha della dignità della persona che viene prima di qualsiasi altra connotazione: prima è uomo, poi è altro". Quindi, ha invitato Fini, "ragioniamo prima di dare vita a norme che ledono il diritto della persona, norme che sono immorali e ingiuste".

ARRESTO A CHIUSI (SIENA) PER FURTO

Nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 marzo, i Carabinieri delle Stazioni di Chiusi e Chiusi Scalo hanno tratto in arresto due cittadini rumeni per furto aggravato presso un cantiere edile. I due infatti, uno di 50 e l’altro di 30 anni, entrambi senza occupazione, erano entrati abusivamente di notte all’interno della recinzione di un cantiere edile in una zona rurale di Chiusi con la loro autovettura. Lì, hanno asportato e caricato nel mezzo alcune taniche di gasolio e, dopo aver forzato un container, hanno preso trapani ed altri arnesi elettrici.

Nel frattempo era scattato l’allarme anti-intrusione e subito la Centrale dei Carabinieri della Compagnia di Montepulciano ha attivato le pattuglie che in quel momento erano nella zona di Chiusi in attività di perlustrazione notturna. Arrivati i Carabinieri sul posto, è stato subito ispezionato il cantiere. Il primo soggetto è stato scovato immediatamente: all’arrivo delle pattuglie, si era nascosto dietro dei pali per ponteggio. Il secondo invece, che in un primo momento era riuscito a scappare a piedi, è stato rintracciato successivamente, dopo che la Centrale aveva diramato le ricerche in tutta l’area. I due sono stati quindi condotti in caserma e lì dichiarati in arresto in flagranza di reato per furto aggravato; saranno giudicati presso il Tribunale di Montepulciano con rito direttissimo. Il materiale che era stato asportato aveva un valore complessivo di 700 Euro circa, restituito poi successivamente al proprietario dell’impresa; mentre di 800 Euro è l’ammontare di quanto cagionato con la forzatura della porta di ingresso del container e per altri danni causati durante la ricerca dei materiali da rubare.

Questa operazione di servizio è frutto di intensificati servizi notturni disposti dalla Compagnia dei Carabinieri di Montepulciano, aumentando nell’arco serale/notturno le pattuglie per tutta la fascia della Valdichiana senese, da Sinalunga fino a Cetona, con finalità principalmente di contrasto ai furti in abitazione e negli aziende. Nelle ultime due notti sono state 18 le pattuglie impiegate, con 36 militari. Sono state controllate 178 persone di cui 24 stranieri; 124 invece le macchine fermate; 5 perquisizioni svolte; 17 locali pubblici controllati, di cui uno multato per aver somministrato bevande alcooliche oltre l’orario consentito di chiusura; per l’attività di controllo alla circolazione stradale, improntata sullo scopo principale di prevenire e reprimere eventuali abusi per guida in stato di ebbrezza, sono state rilevate 5 contravvenzioni.

Sassari: Cinque denunce per ricettazione

Tre nuoresi e due rumeni sono stati segnalati anche per detenzione di strumenti atti allo scasso e di oggetti atti ad offendere


SASSARI – Ieri notte, gli agenti della Sezione Volanti, hanno denunciato in stato di libertà cinque giovani per concorso in ricettazione, detenzione di strumenti atti allo scasso e di oggetti atti ad offendere. Si tratta di tre nuoresi (un ventiquattrenne e due diciottenni) e due rumeni (di ventidue e ventitre anni), tutti residenti a Mamoiada, intercettati a bordo di un’auto, dagli agenti in servizio di controllo.

I cinque erano stati segnalati da diversi cittadini che li avevano notati aggirarsi con fare sospetto intorno a dei veicoli in sosta. I ragazzi hanno subito mostrato un’evidente agitazione durante il controllo, comportamento che ha indotto i poliziotti ad approfondire la verifica sui nominativi e sul veicolo. Dagli accertamenti è risultato che in quattro avevano precedenti di polizia, ed all’interno dell’auto sono stati rinvenuti diversi arnesi da scasso ed oggetti utilizzabili a fine d’offesa, nonché un’autoradio, completa di frontalino, della quale gli stessi non hanno saputo dare una giustificazione sulla provenienza.

Per questi motivi, i cinque sono stati denunciati in stato di libertà ed è stata avviata dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura la procedura per l’emissione della misura di prevenzione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio che dà la possibilità al Questore di allontanare le persone ritenute pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità che si trovino fuori dai luoghi di residenza.

Caserta, sfregia un connazionale durante una lite: arrestato rumeno a Parete

PARETE (Caserta) - Erano probabilmente ubriachi ma comunque violenti e pericolosi quando, nel dicembre scorso, due rumeni hanno litigato per futili motivi. Uno dei due è finito in ospedale, è stato sfregiato dall’altro procurandogli una ferita profonda e permanenteSi tratta di un extracomunitario che è stato arrestato per aver sfregiato un connazionale, nel corso di una lite per futili motivi.

Nella mattinata odierna a Parete (Caserta), i carabinieri della sezione di P.G. della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo del P.M., emesso in data 11 marzo scorso, nei confronti del 32enne rumeno Stanciu Cornel Cojocaru, residente a Parete.

L’uomo è ritenuto responsabile di “lesioni personali gravissime”. Il Cojocaru, in data 19 dicembre 2008, durante una lite per futili motivi, ha colpito al volto con una bottiglia di birra infranta, un suo connazionale provocandogli delle lesioni permanenti. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Scritto da Laura Ferrante

mercoledì 11 marzo 2009

Pedofilia, in 80mila sui voli all inclusive a caccia di piccole vittime nel mondo

Pedofilia sul web, una perquisizione a Piacenza

PEDOFILIA: PERQUISIZIONI IN TUTTA ITALIA, 37 INDAGATI

La procura distrettuale di Catania ha disposto numerose perquisizioni domiciliari in varie citta' d'Italia, eseguite dalla Polizia Postale e delle comunicazioni, nei confronti di 37 soggetti italiani indagati per divulgazione di video pedopornografici mediante la rete internet. L'indagine della Polizia Postale di Catania, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Gennaro e dal sostituto Carla Santocono, ha riguardato il contrasto della divulgazione di materiale pedopornografico su Internet tramite il nuovo programma peer-to-peer denominato Limewire. In particolare, gli indagati acquisivano e diffondevano sulla rete internet video di pornografia infantile, utilizzando il software di file sharing Limewire. Le investigazioni sono state compiute con attivita' sottocopertura, autorizzata dalla procura, e finalizzata soprattutto al rinvenimento di filmati pedopornografici, con il coordinamento del Centro nazionale di contrasto della pedopornografia on-line di Roma. Le citta' interessate dalle perquisizioni sono Catania, Palermo, Ragusa, Napoli, Caserta, Salerno, Ancona, Roma, Milano, Varese, Sondrio, Lecco, Brescia, Reggio Emilia, Piacenza, Firenze, Grosseto, Venezia, Vicenza, Verona, Pordenone, Udine, Torino, Alessandria, La Spezia, Bari, Foggia, Lecce e Taranto. Copioso il materiale informatico sequestrato durante le perquisizioni.

Droga/ Arrestato italiano in Romania: trasportava 10 kg di eroina in piu prostituzione, pedolifilia!

Droga/ Arrestato italiano in Romania: trasportava 2 kg di eroina E' stato bloccato ieri dalla polizia di frontiera romenapostato document.write( strelapsed('2008-08-25T10:42:00Z') ); 10 ore fa da APCOM Roma, 25 ago. (Apcom) - Un cittadino italiano, identificato come Giorgio C., è stato arrestato ieri dalla polizia di frontiera romena alla dogana di Nadlac, nella parte occidentale del Paese, per traffico di droga. Lo riferisce l'agenzia di stampa romena Mediafax.
Giorgio C. 60 anni, è stato poi identificato come un esponente di una rete internazionale di traffico di droga prostituzione e pedofilia. L'uomo arrestato aveva nascosto 5 chilogrammi di eroina, per un valore superiore a 58 mila euro, nel vano del sistema di navigazione satellitare con a bordo cd pedopornografici.

Il cittadino italiano fermato dovrà adesso presentarsi davanti al tribunale di Bucarest per confermare il provvedimento di custodia cautelare per un altra accusa di sfruttamento prostituzione e pedofilia si profila per lui 30 anni di carcere da scontare in romania, l ambasciata italiana segue attentamente il caso.

Sesso in auto con un quattordicenne Chimico italiano fermato in Romania

la rabbia dei rumeni a Timisoara

comunità romena

«PICCHIATI DA 30 ITALIANI» ROMA, FERITI DUE ALBANESI

Due fratelli albanesi di 33 e 37 anni hanno denunciato alla polizia di essere stati aggrediti da una trentina di italiani armati di mazze, bastoni, pietre. Quattro degli aggressori, secondo le vittime, erano anche armati di pistole. È successo poco prima di mezzanotte in via Paolo Ferdinando Quaglia, a Tor Bella Monaca. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato del commissariato Casilino perché alcuni cittadini avevano segnalato una violenta rissa in strada. Al loro arrivo i poliziotti hanno trovato i due fratelli.
Le vittime hanno raccontato che stavano passeggiando in strada quando sono stati accerchiati da quattro ciclomotori e quattro autovetture. Dalle auto sono scesi circa 30 uomini, tutti italiani, i quali hanno chiesto ai due se fossero rumeni. I due fratelli hanno avuto solo il tempo di spiegare che erano di nazionalità albanese quando sono stati colpiti con bastoni e pietre. I due stranieri hanno rifiutato le cure mediche e non hanno fornito nessuna indicazione utile per risalire agli aggressori. Indaga la polizia di Stato.

Bloccati due rumeni per furto ai parcometri

Fermati dai Carabinieri mentre scassinavano il quinto raccoglitore di monete



Savigliano - Trapano, pazienza e attenzione. Così due giovani rumeni (P.A. di 21 anni e G.A. di 18 anni) hanno agito nella scorsa notte a Savigliano: i due malviventi, senza fissa dimora, erano riusciti a forzare quattro parcometri in diverse zone della città, ma al quinto tentativo sono stati colti in flagranza di reato dai Carabinieri, allertati dai cittadini. Mentre uno scassinava il parcometro, il secondo faceva da “palo” nascosto dietro una siepe. I due sono stati perquisiti e nella loro vettura è stata trovata la refurtiva di 800 euro. Arrestati, ora sono nel carcere di Saluzzo. E’ la prima volta che a Savigliano succede un furto secondo queste modalità ma, grazie all’attenzione dei cittadini, è stato subito fermato sul nascere.

Nuova rissa a Marina tra rumeni e carraresi

Carrara, 9 marzo 2009 - Altra rissa e notte di fuoco alla Serenella per la 'guerra' in atto tra un gruppo di rumeni che abitano in un condominio e i giovani carraresi che si radunano a Marina prima della partenza per le discoteche della Versilia. Sabato sera si è passati nuovamente alle vie di fatto e dopo una scazzottata e lanci di bottiglie e oggetti contundenti, cinque giovani tra cui pare un paio di minorenni sono finiti al pronto soccorso.



E ieri sera i carabinieri sono stati costretti ad intervenire di nuovo perché un rumeno coinvolto nella rissa di sabato sera aveva chiamato il 112 dopo che, a suo dire, un gruppetto di giovani, si era affacciato sul loro pianerottolo con l’intenzione di fare irruzione nell’appartamento e dare una 'lezione'.



Ma quando è arrivata la gazzella del Radiomobile, i giovani carraresi segnalati nel condominio si trovavano invece fuori del portone e nei pressi di locali pubblici. I carabinieri, comunque, li hanno tutti identificati e uno di loro è risultato che era stato coinvolto nella rissa del sabato sera. Vecchia ruggine, incomprensioni, lanci di bottiglie e danneggiamenti: sono le cause che hanno originato l’ennesimo episodio di violenza che la scorsa estate era sfociato in una sorta di Far West con sette feriti, tra cui due poliziotti e quattro arresti, tre rumeni ed un carrarese.



La rissa è scoppiata poco dopo mezzanotte e solo l’intervento massiccio di polizia e carabinieri ha evitato il peggio. I rumeni occupano un appartamento al secondo piano di uno stabile che si affaccia su via Rinchiosa e il viale Colombo dove la sera stazionano a lungo centinaia di giovani carraresi che poi si recano nelle discoteche. Un punto di ritrovo ormai tradizionale che si tarsforma spesso e volentieri in una zona di combattimento.



I carraresi segnalano che dal terrazzo dell’abitazione in questione più volte sono volate bottiglie e lattine di birra che hanno anche colpito alla testa qualche ragazzo. Una situazione esplosiva visto che neppure gli arresti dell’estate scorsa ha rasserenato gli animi. Polizia e carabinieri stanno vagliando alcune testimonianze per identificare gli autori delle aggressioni di sabato sera. Sviluppi alle indagini sono attese nelle prossime ore.

Tredici cellulari e quattro fotocamere: arrestati per ricettazione due rumeni Read more: "Lo Schermo Lucca, Tredici cellulari e quattro fotocamere:

10/03/2009 VIAREGGIO (Lucca) - Sono stati arrestati dalla Polizia del Commissariato di Viareggio, per il reato di ricettazione, due rumeni, uno residente a Pomezia e l'altro domiciliato a Viareggio. Nell'auto su cui viaggiavano avevano nascosto in uno zaino 13 telefoni cellulari e 4 videocamere digitali.

Avevano in macchina 13 cellulari e 4 fotocamere digitali, nascoste dentro uno zaino, in auto, una Hyunday Accent grigia, ma non sono né rappresentanti di questo genere di articoli, né li vendono come professione. Eppure, quando una pattuglia delle Volanti del Commissariato di Viareggio li ha fermati, ieri pomeriggio verso le 17, ha trovato proprio tutto questo nella bauliera della macchina.

Questo ha dato il via ad una serie di controlli che hanno permesso di appurare che due telefoni cellulari di quelli trovati nello zaino, provenivano da furti che erano stati denunciati durante la festa del rione Darsena nel corso dell'ultimo Carnevale, che si è svolta lo scorso 21 febbraio. Sono, quindi, partiti ulteriori accertamenti anche sul resto della refurtiva recuperata.
E intanto i due a bordo dell'auto sono stati sottoposti a fermo e dovranno rispondere del reato di ricettazione. Claudiu Mantu, nato in Romania nel 1981 e residente a Pomezia (Roma), pregiudicato e Silviu Valy Neculau, anche lui originario della Romania, di 25 anni domiciliato a Viareggio e pregiudicato - dopo le formalità di rito - sono stati associati alla casa circondariale di Lucca e adesso si trovano a disposizione dell'autorità giudiziaria.

LADRI IN AZIONE Pendolari del furto, presa banda di rumeni

Reggio Emilia, 9 marzo 2009. SONO RESIDENTI in provincia di Roma i tre rumeni arrestati ieri notte, poco prima dell’alba, dalla squadra Volanti della polizia di Reggio coordinata dal dirigente Domenico De Iesu. Sono rumeni “regolari”: tutti e tre hanno un lavoro, chi da carpentiere, chi operaio, chi in un vivaio, ma sono anche dei ladri pendolari.

A BORDO di una Fiat Stilo argento hanno svuotato le macchinette per pagare la sosta negli stalli blu attorno alla cerchia cittadina. Gli agenti hanno seguito tutte le loro mosse in tempo reale. L’operatore della sala operativa della questura ha guidato gli agenti passo passo una volta accortosi di quell’auto sospetta.
I tre (Gheorghe Prunà, Vasile Apoei e Dumitru Ciohoreanu), prima di essere acciuffati in piazzale Marconi, accanto alle Poste, avevano già battuto con successo le colonnine di parcheggio di via Lamagolese (due), via Sani e via XX Settembre.

CACCIAVITI e piede di porco: ogni volta che è stato estratto il cassetto contenente le monete è scattato l’allarme e una Volante è stata inviata sul posto. Nonostante l’intervento fulmineo (lo si vede dai filmati delle telecamere di sorveglianza messi a disposizione della questura), i tre sono riusciti sempre ad allontanarsi.
Fino all’ultimo colpo, quello in stazione. Qui sono stati bloccati e arrestati dalla polizia che li ha condotti nella vicina questura. Nell’auto sono stati trovati 600 euro frutto dei colpi e un’intera cassetta in metallo.

LA QUESTURA ora indaga per capire se i tre, apparentemente insospettabili e senza precedenti, abbiano colpito anche altrove e abbiano poi lasciato il bottino da qualche amico compiacente. Un evento assai probabile visto che è difficile spiegarsi come si possa fare un viaggio da Roma per scassinare delle macchinette scambia soldi. Con quel che costa la benzina poi.

Arrestati a San Felice due cittadini rumeni

09-03-2009 Bassa modenese - Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri di San Felice sul Panaro hanno tratto in arresto due cittadini romeni, rispettivamente di 34 e 31 anni, entrambi residentei a San Feli sul Panaro, muratori, resisi responsabili di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

I due, verso le ore 19.00, in via don Minzoni, in stato di evidente ebbrezza alcolica, nel corso di identificazione a seguito di precedente litigio con altri connazionali, senza giustificato motivo avevano aggredito una pattuglia di Carabinieri ed una della locale Polizia Municipale, contestualmante intervenuta. Solo dopo una breve colluttazione i due sono stati bloccati ed arrestati.

Rumena violentata e schiavizzata: quattro arresti in Sicilia

Le iniziali promesse di un lavoro come badante, per una ventenne rumena, avevano lasciato il posto alle violenze quotidiane di una banda italo-romena che l'aveva costretta ridotta in schiavitù e costretta a prostituirsi. Ma ora quell'incubo è finito. I carabinieri di Alcamo, in provincia di Trapani, hanno arrestato tre rumeni (Neculai Bulai di 51 anni, Nicu Claudiu Bulai di 30, Iulian Ilie Balan di 20), e un italiano, il 54enne Vincenzo Di Franco. I quattro uomini sono accusati di violenza sessuale, sequestro di persona, riduzione in schiavitù e associazione per delinquere.

Secondo la ricostruzione dei fatti operata dai carabinieri, in gennaio i tre romeni avrebbero avvicinato in patria la connazionale di 20 anni, che cercava lavoro e sperava in una sistemazione come badante in Italia. Ma una volta giunti in Sicilia, i tre uomini le avrebbero sottratto i documenti di identità costringendola, con continue minacce di morte e con le botte, a rimanere chiusa in casa. Qui la giovane sarebbe stata violentata ripetutamente e poi «affidata» a Di Franco, che l'avrebbe violentata a sua volta e costretta a prostituirsi. Tutto è finito quando la ragazza ha trovato la forza di fuggire e denunciare tutto ai militari dell'Arma.

lunedì 9 marzo 2009

Fermati in provincia di Rovigo dei due giovani rumeni, presunti killer di Angelo Peirè (77 anni), ucciso nella sua casa nel centro storico di Genova

«Il giallo è risolto»: così Gaetano Bonaccorso, dirigente della squadra Mobile di Genova ha sintetizzato l’operazione e l’indagine sul delitto di via Del Campo, nel centro storico di Genova. Il movente sarebbe una rapina «finita male»: la vittima conosceva i due e ha aperto loro la porta. Una conoscenza legata all’acquisto, dai due sospettati e da altri, di merce rubata. Quindi della ricettazione di generi che non solo la parte “irregolare” della comunità rumena, ruba nei supermercati liguri e no, rivendendola poi a mercato nero come dimostrato da altre indagini sul campo negli corso degli ultimi anni.

Il «giallo» si è quindi risolto sabato notte, quando due giovani cittadini romeni - Marian Ciobanu (19 anni) e Alexandru Toth (28) - sono stati fermati a Occhiobello di Rovigo.

Fermati in provincia di Rovigo dei due giovani rumeni, presunti killer di Angelo Peirè (77 anni), ucciso nella sua casa nel centro storico di Genova. La rapina all’origine della vicenda, ma vittima e sospetti assassini si conoscevano. Le voci dei protagonisti dell’inchiesta nei link a fondo alla pagina e nel testo

Angelo Peirè

«Il giallo è risolto»: così Gaetano Bonaccorso, dirigente della squadra Mobile di Genova ha sintetizzato l’operazione e l’indagine sul delitto di via Del Campo, nel centro storico di Genova. Il movente sarebbe una rapina «finita male»: la vittima conosceva i due e ha aperto loro la porta. Una conoscenza legata all’acquisto, dai due sospettati e da altri, di merce rubata. Quindi della ricettazione di generi che non solo la parte “irregolare” della comunità rumena, ruba nei supermercati liguri e no, rivendendola poi a mercato nero come dimostrato da altre indagini sul campo negli corso degli ultimi anni.

L’AGGRESSIONE A CALCI E PUGNI

È stato aggredito a pugni e calci per rapina Angelo Peirè,. I due romeni, Marian Ciobanu e Alexandru Toth, fermati da polizia e carabinieri a Occhiobello (Rovigo) conoscevano la vittima, che si rivolgeva a loro per acquistare merce rubata, e per questo motivo Peirè ha aperto loro senza timore la porta di casa. Impronte digitali e reperti diversi rinvenuti e repertati in casa di Peirè , la ricostruzione del privato e del pubblico della vita della vittima, hanno consentito di costruire un quadro preciso. Da questi elementi, gli inquirenti sono arrivati ai due romeni. Ciobanu e Toth sono stati fermati in una pensione vicino Rovigo e stavano cercando di procurarsi i biglietti per lasciare l’Italia.


LA RAPINA E I RETROSCENA DA CHIARIRE
La finestra della camera di Peré, come è stata trovata il 2 marzo: luci e tv erano rimaste accese

Come detto, l’omicidio sarebbe stato l’ultimo atto di una rapina degenerata violentemente, anche se gli inquirenti vogliono e devono ancora chiarire del tutto i rapporti tra la vittima e i due sospettati dell’omicidio. Le indagini avevano avuto uno sviluppo negli ambienti gay che erano frequentati dalla vittima, peraltro conosciuta nella città vecchia come persona mite.

Gli inquirenti (per ascoltare Alessandra Bucci, della questura di Genova, clicca qui) hanno confermato che i due sono entrati in casa accolti dalla vittima che li conosceva. La porta di casa non presentava segni di effrazione o forzatura: «Gli ha aperto o li aspettava» hanno detto gli inquirenti. Le ipotesi di accusa sono quelle di omicidio e di rapina. Sarà l’evoluzione dell’indagine a chiarire la tipologia di omicidio che verrà contestata rispetto alla volontarietà dello stesso o come una conseguenza non voluta di un altro delitto (la rapina). In tal senso, gli esiti dell’autopsia e il loro dettaglio sulle cause e modalità del decesso saranno fondamentali per la configurazione del reato; l’esame aveva già evidenziato un paio di colpi al volto e al cranio come i fendenti mortali.

I retroscena più delicati da chiarire, perché attinenti alla vita privata della vittima, sono quelli del rapporto tra la vittima e i due fermati, sia nell’ambito della ricettazione sia di frequentazione personale legata al giro borderline della comunità gay e degli stessi immigrati irregolari. Ovvero se i due rumeni potessero in qualche modo avere avuto o avere rapporti con la vittima o se la stessa vittima fosse oggetto di qualche ricatto. Particolari come detto delicati, ma indispensabili per la costruzione del quadro dell’accusa e della difesa dei due fermati.

L’INDAGINE

L’operazione di sabato è stata condotta dai carabinieri e dagli agenti della squadra Mobile di Genova, in collaborazione con la polizia romena: «Indagini svolte alla vecchia maniera - ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Gino Micale (clicca qui e ascoltalo) - senza l’ausilio di particolari attrezzature tecnologiche». Gli investigatori sono partiti da alcune impronte digitali trovate in casa di Peirè e hanno “scavato” nella vita dell’anziano, per cercare di capirne le frequentazioni.

GLI INQUIRENTI: FONDAMENTALE LA COLLABORAZIONE DELLA POLIZIA ROMENA
«Sì, forse in Romania tra i criminali è aumentata la percezione che in Italia si possa delinquere con maggiore facilità, si scambiano queste informazioni, ma i romeni che sono qui non sono tutti delinquenti»: lo ha detto Ioan Popa, colonnello della polizia romena a margine della conferenza stampa per il fermo dei suoi due connazionali accusati dell’omicidio di Angelo Peirè. I poliziotti romeni hanno dato «una grossa mano» alle indagini: «In Italia - ha spiegato Popa - ci sono più di un milione di romeni, di cui 958 sono stati condannati. Non so se questa si possa definire una percentuale alta per la criminalità. Però ce ne sono pure 450.000 con documenti regolari, con un contratto di lavoro e 350.000 in corso di regolarizzazione. Noi, comunque, siamo sempre a disposizione della polizia italiana. Il nostro ruolo è quello di dare un’informativa immediata, superando i ritardi della burocrazia. E partecipiamo direttamente alle indagini, anche con attività che possono sembrare semplici, come la verbalizzazione, ma che semplificano molto il lavoro delle forze dell’ordine».


Omicidio nei vicoli, due arresti
Giuseppe Filetto
A tradirli alcuni connazionali e la soffiata di un confidente della polizia. Avevano trovato ospitalità in provincia di Rovigo

"Traditi" dagli amici, immigrati, pregiudicati, senza lavoro e senza domicilio come loro e dalla soffiata di un confidente della polizia. Inoltre, la collaborazione della gente dei vicoli ha portato gli investigatori ai due assassini, ai rumeni che tra il 10 e il 15 di febbraio avrebbero ammazzato a pugni e calci Angelo Peirè. Doveva essere una rapina, all´anziano che a loro apriva la porta, a cui portavano merce rubata: alimentari, abbigliamento, detersivi che poi il settantasettenne rivendeva a basso prezzo alla gente del Centro Storico. Quella rapina sarebbe degenerata, trasformandosi in un omicidio. Gli uomini della Squadra Mobile e del Nucleo Investigativo dei carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Marian Ciobanu (19 anni) ed Alexandru Toth (di 28) tra sabato e domenica. Braccati dagli investigatori, i due sono stati catturati all´una di notte, in strada, a Occhiobello, in provincia di Rovigo, dove avevano trovato ospitalità con l´aiuto di connazionali. Pronti a sconfinare in un paese extra Schengen «La cattura è il frutto della collaborazione tra polizia italiana, carabinieri e polizia rumena», sottolinea il questore Salvatore Presenti. Ognuno ha messo il proprio tassello, alla vecchia maniera, lavorando sulle informazioni acquisite sul territorio. Tanto che la conferenza stampa di ieri è stata presenziata dal comandante provinciale dell´Arma, Gino Micale, da Gaetano Bonaccorso (capo della Squadra Mobile) e dal colonnello rumeno Ioan Popa, distaccato in Italia. Mancava solo il sostituto procuratore Francesco Albini Cardona, che coordina l´inchiesta ed ha firmato l´arresto, basato sugli indizi a carico dei presunti assassini: le telefonate dall´apparecchio fisso di Peirè dimostrerebbero che l´uomo poco prima di morire abbia avuto contatti con i rumeni, o comunque con qualcuno a loro vicino; i due balordi facevano parte delle sue assidue frequentazioni; Toth e Ciobanu, insieme, si sarebbero allontanati da Genova proprio il giorno in cui su un giornale è uscita la notizia che la polizia li stava cercando. Un passo falso e decisivo per i due, tanto da far temere il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. Ora gli agenti guidati da Alessandra Bucci (dirigente della Squadra Omicidi) e del maggiore Vito Di Gioia (Seconda Sezione Omicidi dei carabinieri) cercano ulteriori elementi forti. Sperano di ottenerli dai rilievi compiuti nella casa di Angelo, al primo piano del civico 13 di via del Campo. Qui, dove l´ex portuale è stato trovato morto il 2 marzo scorso, dopo una decina di giorni e in avanzato stato di decomposizione, sono stati prelevati reperti biologici (macchie di sangue sul pavimento), impronte digitali ed altre tracce che sono state inviate e su cui in queste ore lavora il Ris di Parma.

Uccide la moglie, ferisce la sorella della vittima e si spara

08-Marzo-2009

BOLOGNA- Tragedia in un'abitazione sulle colline bolognesi: un uomo ha ucciso la convivente, di nazionalità romena, con un colpo di pistola, poi ha rivolto l'arma contro se stesso e ha fatto fuoco. E' accaduto a Ca' Bortolani, frazione di Savigno. L'uomo, un 60enne, è stato trovato in gravissime condizioni ed è morto dopo qualche ora in ospedale. Rimasta ferita anche la sorella della vittima: è in condizioni non preoccupanti.

Renzo Sapori, ha 60 anni, lei, romena, 27 di meno, voleva chiudere la relazione. Hanno litigato e l'uomo, geloso, ha sparato. Sapori aveva fatto il ristoratore, poi gli affari erano andati male, aveva venduto tutto e da un paio d'anni non aveva alcuna attività. Lei lavorava in una cooperativa della zona. Si era unita a quell'uomo e aveva fatto venire in Italia anche la sorella, di anno più giovane, dopo aver trovato anche per lei un impiego nella stessa impresa.

Proprio la sorella è stata testimone e vittima della follia. La donna, ferita non gravemente ha chiamato dei conoscenti che l'hanno portata in auto fino all'ospedale Maggiore di Bologna e hanno allertato il 118.

Da questo è partito l'allarme ai carabineri. Il personale di "Bologna Soccorso" ha trovato Sapori in condizioni gravissime per quel colpo di pistola alla testa ma è riuscito a portarlo vivo in ospedale. Nulla da fare invece per la sua compagna. Pochi dubbi per i carabinieri che hanno passato la notte nella casa al centro del paesino assieme al pm di turno: la ricostruzione dei fatti è sembrata attendibile e conclusiva. Qualcuno in paese ha raccontato che l'omicida era un uomo dai modi pesanti, che lei si era già lamentata della sua gelosia e che voleva chiudere quella relazione comunque difficile per la differenza di età e cominciare un'altra vita. Non ne ha avuto la possibilità, come è successo tante volte con lo stesso copione.

Verso le 16 i medici dell'ospedale hanno dichiarato la morte dell'omicida. I parenti hanno anche autorizzato l'espianto degli organi.


Italiano rapina prostituta rumena


lunedì 02 marzo 2009

Nettuno, Roma, lunedì 2 marzo 2009- Di solito siamo abituati a sentire il contrario ma in questo caso un pluripregiudicato 42enne di Roma, dopo essersi appartato con una prostituta rumena in località La Campana a Nettuno, aveva puntato una pistola contro la donna rapinandola dei pochi ciondoli d'oro , del cellulare e di soli 50 euro. I fatti erano accaduti il 29 dicembre 2008 e durante tutto questo tempo, il lavoro certosino degli inquirenti era proseguito senza sosta sino a giungere all'identificazione dell'uomo ed all'emissione nei suoi confronti, di un'ordinanza di custodia cautelare. La polizia ha dovuto bloccarlo perché quando ha capito ddi essere in trappola ha tentato di fuggire dal balcone. Ora deve rispondere di rapina a mano armata e detenzione e porto d'armi illegale

Arrestati a Roma una banda di 5 rumeni che clonava carte di credito

Pimp My Profile Con una microtelecamera collegata a un telefonino e montata su un pannello applicato di notte al bancomat ROMA - Decine di vittime al giorno, centinaia al mese. Ignari clienti che effettuavano prelievi al bancomat digitando il pin della loro tesserina magnetica. Senza sapere però che una banda di clonatori rumeni riprendeva le loro dita sulla tastiera numerica con una microtelecamera collegata a un telefonino e montata su un pannello applicato nottetempo sullo sportello bancario, e senza rendersi neanche conto che all’interno del bancomat, dove si infila la tessera, i clonatori avevano inserito uno scanner in grado di intercettare e memorizzare il codice segreto. Immagine e codice: e il bancomat del cliente era clonato, pronto per essere utilizzato per fare acquisti nei negozi del centro di Roma. GLI ARRESTI - A scoprire il maxi raggiro sono stati gli agenti della Squadra mobile romana che hanno arrestato 5 rumeni, 4 uomini e una donna, sorpresi in un appartamento nel quartiere Prenestino con tutte le apparecchiature necessarie alla clonazione e centinaia di carte già riprodotte o ancora vergini. Gli investigatori, guidati da Andrea Di Giannantonio, sono entrati in azione dopo aver pedinato il quintetto per alcune settimane. I cinque si spostavano su una Fiat Brava e montavano i falsi pannelli di notte, lasciandoli per alcune ore. Nel covo sono stati trovati video caricati su un pc con decine di persone riprese mentre si recavano al bancomat. Non si esclude che i bancomat clonati potessero essere rivenduti ad altre bande. Prima di approdare a Roma, la gang rumena aveva già operato in Toscana.

lunedì 2 marzo 2009

In italia rumeni violentano le ragazzine ,ma italiani che violentano i ragazzini e ragazzine in romania ,che dite?

Febbraio 2009
PREMESSA.Questo è un articolo apparso sulla stampa rumena, qualche anno fa dopo un nostro corso di formazione finanziato dalla Regione Piemonte e tenuto per operatori sociali (assistenti sociali, psicologi, forze dell’ordine, insegnanti) a Brasov. L’articolo NON è a nostro favore, poiché critica le denunce da noi fatte e riporta, ancora una volta, la difesa della propria realtà dove si sottolinea “non esistono casi gravi” come quelli denunciati da noi e da alcuni (coraggiosi) operatori rumeni presenti. Che, cifre e denunce alla mano, mostrarono a tutti come Brasov fosse una delle cittadine più “gettonate” dai turisti sessuali.Noi stessi visitammo alcuni orfanotrofi, dove tutto era perfetto: bimbi puliti e nutriti, ambienti profumati, etc. etc.. Sembrava tutto appena stato ripulito….giusto per mostrare alla delegazione straniera come tutto funzionasse alla perfezione.
Fu solo quando, insieme ad alcuni agenti della polizia locale, decidemmo di uscire dall’itinerario programmato dalle autorità che ci imbattemmo negli orfanotrofi che spesso abbiamo denunciato. E li si ripetè il “solito” copione:
bimbi denutriti, sporchi, venduti a pedofili.
Il tutto fu documentato ampiamente (anche con fotografie, alcune delle quali comparse tempo fa nel blog www.massimilianofrassi.splinder.com )e denunciato alle autorità locali, che il giorno successivo fecero uscire il comunicato stampa che a seguire abbiamo riportato, commettendo un solo errore, quello di non commentarlo prima come avremmo dovuto e permettendo che un gruppo di pedofili italiani, nel proprio sito, lo usassero per diffamarci.
Per completezza di informazione aggiungiamo che di questa storia ne ho parlato ampiamente nel mio libro “L’inferno degli angeli”.
Detto questo l’’articolo rimane come testimonianza di come, il problema innegabile dell’infanzia violata in Romania, abbia da parte delle autorità locali (da sempre) una assurda ed ingiustificabile difesa ad oltranza.Quanto ai pedofili che l’hanno utilizzato, ancora una volta la riprova della loro malafede e delle bugie che producono dal nulla.

Italienii spun ca Brasovul este un oras al turismului sexual • Politia si Directia Judeteana pentru Protectia Drepturilor Copilului considera ca informatiile italienilor sint tendentioase si neadevarate • la Brasov nu s-a semnalat nici un caz de abuz sexual savirsit de un cetatean strain asupra vreunui copil Brasovul este primul oras dupa Bucuresti in care se practica pe scara larga turismul sexual, sustin presedintii unei asociatii de protectie a copiilor din Italia, prezenti in orasul nostru la un seminar pe tema abuzurilor si violentelor indreptate impotriva copiilor. Italienii au intrat intr-o adevarata disputa cu institutiile locale care se ocupa cu protectia copiilor, dupa ce au afirmat ca ar avea informatii conform carora numerosi cetateni straini, unii chiar din tara lor, cumpara cu bani grei sau ademenesc copii din Brasov de care apoi abuzeaza sexual. ”Avem un studiu asupra turismului sexual. Am inceput cu Bucurestiul, unde situatia este inspaimintatoare. Al doilea oras este Brasovul, unde cetatenii straini vin sa caute copii si sa abuzeze de ei. Avem informatii conform carora foarte multi copii cad victime pedofililor italieni, care la Brasov gasesc o piata ieftina de carne vie”, a declarat Massimiliano Frassi, presedintele Asociatiei Prometeo. Italienii au mai spus ca, din informatiile lor, victime ale abuzurilor sexuale savirsite de pedofili straini cad chiar si copii din institutiile de ocrotire. Reprezentantii Directiei Judetene pentru Protectia Drepturilor Copilului considera ca informatiile italianului sint tendentioase si neadevarate. Conducerea DJPDC este surprinsa de afirmatiile facute de reprezentantii Asociatiei Prometeo, deoarece nici Directia si nici Politia nu au astfel de informatii, desi ambele institutii au ”lucratori stradali” care se ocupa si de copiii strazii, cu care mentin o relatie strinsa. Nici unul dintre copiii strazii nu s-a plins reprezentantilor celor doua institutii ca ar fi fost supus vreunui abuz sexual. ”La nivelul tarii, si in special la Brasov, nu putem cataloga acest aspect ca fiind un fenomen. In Brasov nu s-a inregistrat nici macar un caz de acest gen”, ne asigura maiorul Ioan Necsulescu de la IPJ Brasov. Maiorul Necsulescu spune ca nu neaga ca ar putea exista vreun caz de abuz sexual comis de cetateni straini, daca este vorba despre un copil al strazii, dar copiii institutionalizati nu traiesc astfel de drame. ”Eu nu imi amintesc sa se fi plins nici un copil al strazii de acest lucru”, mai spune totusi politistul care se ocupa cu protectia copiilor. Politia si Directia pentru Protectia Drepturilor Copilului vor cere delegatiei italiene sa dezminta oficial afirmatiile facute la Brasov, in cazul in care acestea nu sint sustinute cu dovezi clare, si sa informeze populatia asupra situatiei reale de la Brasov. Italienii veniti la Brasov au vizitat citeva centre de primire minori, leagane si centre de plasament si au fost mirati de conditiile bune in care cresc copiii. ”Ni s-a cerut sa aratam si alte camine sau centre in care nu exista conditii atit de grozave, italienii acuzindu-ne de faptul ca le aratam doar cele mai bune centre. In judetul nostru nu exista insa altele. Majoritatea centrelor pentru minori au fost renovate si asigura conditii deosebite copiilor. In aceste camine au fost investiti multi bani. In cele din urma, italienii au spus ca, in Brasov, copiii institutionalizati traiesc in conditii mai bune decit in Italia”, a adaugat maiorul Necsulescu.

Lettera aperta dalla comunità dei Rumeni in Italia

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Crisi Globale...


Pimp My ProfileA un anno dal suo inizio, la crisi economica sta entrando nella fase più complessa. Negli Stati Uniti come in Europa, la crisi finanziaria si intreccia con l’inflazione e la gelata dei consumi. In questa situazione, imprese, investitori e autorità si domandano quanto profondo e quanto lungo sarà il ciclo negativo. Lo stanno facendo i capi di Stato e di governo nel G8. Lo fanno i ministri economici riuniti a Bruxelles.Questa domanda è naturale per chi deve prendere decisioni in campo economico e finanziario. Eppure, esistono ragioni per ritenere che questa crisi non sia ciclica ma strutturale e che il sistema economico e finanziario non sia destinato a tornare sulle tendenze precedenti, ma stia attraversando una vera metamorfosi. In tutte le grandi crisi, infatti, il sistema economico è uscito trasformato nel profondo, con nuove gerarchie di imprese e mercati e con un diverso modo di operare. Se questo è vero, occorre liberarsi degli abiti mentali del passato e intuire prima possibile le grandi direttrici del cambiamento. Il problema non è resistere alla crisi, ma anticipare il cambiamento.Al momento l’evoluzione dell’economia è ancora confusa e indefinita. Esistono tuttavia indicazioni che il sistema stia effettivamente mutando nella sua struttura. In modo aneddotico, e senza pretese di analisi, cito alcuni elementi di novità.L’inflazione globale rialza la testa in tutte le aree del mondo e la politica monetaria appare sostanzialmente impotente nel frenare i prezzi al consumo. I tassi di interesse, infatti, agiscono innanzitutto sui prezzi degli stock (immobili, azioni, obbligazioni). In questo contesto è ragionevole attrezzarsi a vivere con un’inflazione più elevata, nonostante gli sforzi delle autorità per contenerla.Il sistema finanziario globale sta mutando con la scomparsa di mercati e intermediari, e con un più elevato requisito di capitali. Il prezzo del petrolio e dei carburanti continua ad aumentare e già si parla del greggio a 200-250 dollari al barile, pur in presenza dei primi sintomi di recessione. Il prezzo dei prodotti agricoli, analogamente, cresce senza sosta e rilancia scenari malthusiani impensabili fino a pochi anni fa. In molti Paesi determina un ritorno profittevole all’agricoltura. Il tasso di diffusione delle nuove tecnologie dell’informazione aumenta esponenzialmente in tutte le regioni del mondo e sfida la capacità di apprendimento.Infine, segnali più deboli, ma egualmente fondamentali. L’industria dell’auto americana è in grave difficoltà, per non aver compreso l’importanza del risparmio energetico e dei cambiamenti climatici nel progettare i propri modelli. E un numero crescente di genitori nelle élite inglesi e americane iscrivono i figli a scuola di mandarino, a Londra, New York o San Francisco.Questi semplici indizi non disegnano il futuro, ma indicano l’avvio di cambiamenti strutturali, molto diversi dal ciclo tradizionale. In queste condizioni, l’economia del dopo-crisi dipenderà dalle decisioni di milioni di soggetti, tra i quali emergerà chi ha visto più lungo. Una crisi, nel senso di cambiamento, non è in sé una tragedia, se il precedente modello di crescita era insostenibile. Sbaglia dunque chi pensa a una catastrofe, come sbaglia, io credo, chi pensa semplicemente in termini di ciclo.Non siamo alla fine del mondo. Quasi certamente siamo alla fine di un mondo.

La comunità romena in Italia

Pimp My

giovedì 25 ottobre 2007

Radio




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Chiese Ortodosse in Italia












PARMA

1. Parrocchia Greco-Ortodossa di San Nettario
Indirizzo: c/o Chiesa di Santa Maria Maddalena, Borgo della Posta 19, 43100 Parma.
(La Divina Liturgia viene celebrata una volta al mese dal Parroco di Bologna).

Assunzione per lavoratori neocomunitari... Prefettura di Parma

Identità Romena

Il Partito dei Romeni in Italia

lunedì 22 ottobre 2007

Unione Europea e i Rom

Unione Europea-sviluppo

Parma - Romania

Nel 2003 l’Amministrazione Provinciale di Parma e quella romena di Cluj-Napoca la capitale storica della Transilvania, hanno stipulato un protocollo di cooperazione, nel quadro di rapporti di collaborazione tra le due realtà territoriali.
Tale collaborazione è stata sancita dalla sottoscrizione di un secondo protocollo, siglato nel giugno 2005.
Con la sigla dei protocolli d’intesa si sono create le basi per progetti di cooperazione internazionale e di partnership tra la nostra Provincia e quella di Cluj.
Ciò ha consentito anche di approfondire la conoscenza reciproca delle culture di due popoli vicini non solo geograficamente.
In questi anni sono diverse le iniziative realizzate.
Insieme alla Camera di Commercio di Parma e a Soprip Spa è stato sottoscritto un progetto di sviluppo economico e cooperazione tra imprese di Parma e di Cluj, che ha visto la realizzazione di:
un piano di formazione a favore di operatori economici e imprenditori, esteso successivamente anche al personale del settore sanitario e sociale;
un intervento di innovazione tecnologica per favorire l’informatizzazione delle amministrazioni locali;
un Centro Informazioni Italia-Romania, istituito presso l’Assessorato Provinciale Attività Produttive che funge da "nodo di rete" del progetto CENT.RO. Il progetto, promosso dall’Unioncamere Veneto con il contributo del Ministero Attività Produttive, prevede la creazione di 7 Centri Informazione in altrettante città romene (Cluj, Brasov, Braila, Iasi, Costanza, Prahova e Timisoara) capaci di fornire alle aziende servizi di informazione, consulenza e assistenza, oltre a facilitare i rapporti fra i nostri imprenditori e la Pubblica Amministrazione locale.
È inoltre in fase di realizzazione una convenzione tra la Provincia di Parma e l’Associazione Imprese Italiane di Cluj, allo scopo di permettere alle nostre aziende, tramite la suddetta Associazione, di affrontare con professionalità le molteplici problematiche gestionali poste dalla legislazione romena piuttosto complessa e da un mercato in rapido mutamento. L’Associazione infatti è in grado di mettere a disposizione legali, notai, commercialisti, ecc, di provata fiducia e in grado di risolvere qualsiasi problema debba affrontare un’impresa, sia che intenda per la prima volta entrare in contatto con quel mercato, sia che vi operi già.
Cluj è una città che, come tutta la Romania del resto, ha in corso importanti investimenti per l’ammodernamento del Paese anche in vista dell’ingresso nella UE previsto per il 2007. Le strade, i parcheggi, le infrastrutture ambientali, ecc, sono ora nella fase di progettazione e di finanziamento. A questo processo le forze istituzionali ed economiche della nostra Provincia stanno già collaborando da tempo.
La Provincia in questi anni ha organizzato diverse visite e missioni economiche nella capitale della Transilvania, che hanno consentito a un significativo numero di operatori e di aziende di Parma di confrontarsi con strutture pubbliche e imprenditori locali interessati alle produzioni agroalimentari e industriali del nostro territorio.
Le imprese che intendessero lavorare in Romania possono reperire notizie e informazioni utili sul notizoario on-line Parma chiama Romania.
Nell’ambito della cooperazione tra le Università di Parma e di Cluj sono in corso non solo scambi scientifici ma anche concrete esperienze per omogeneizzare contenuti e metodi della formazione, per esempio in campo infermieristico.
Nel novembre 2003 la Provincia di Parma, l’Università di Medicina e la Scuola per Infermieri Professionali di Cluj hanno siglato un accordo al fine di rendere operativo nel minor tempo possibile il personale romeno interessato a lavorare nelle strutture di Parma e provincia: gli infermieri in attesa del riconoscimento del Diploma Professionale da parte del Governo Italiano possono accedere, infatti, a corsi integrativi di lingua e legislazione sanitaria italiane finanziati dalla Provincia di Parma. Anche il Vice Consolato di Cluj e il Consolato italiano di Bucarest hanno raggiunto un’intesa mirata a semplificare l’iter burocratico.
Questa collaborazione ha consentito risultati concreti: la formazione di infermiere che hanno trovato nel nostro servizio sanitario una possibilità di occupazione, iniziativa estremamente utile anche per noi, considerata la carenza di queste figure professionali nel territorio locale.
Anche in campo culturale sono in atto scambi e ipotesi di lavoro comuni: in particolare si è avviata una pluriennale collaborazione con l’Assessorato provinciale alla programmazion e Panificazione territoriale sul tema dei musei etnografici. Cluj è infatti sede del più antico Museo Etnografico della Romania e la Romania è all’avanguardia a livello europeo nel campo degli studi etnografici.
Nel giugno 2005 è stata poi organizzata la “settimana rumena a Parma”: cinque giorni di cultura, spettacoli, dibattiti, seminari per lo sviluppo della cooperazione con Cluj Napoca.
La cinque giorni rumena è stata organizzata dall’ Agenzia per l’internazionalizzazione della Provincia, in collaborazione con l’Università degli Studi, la Camera di Commercio e la Regione Emilia Romagna.
La delegazione, proveniente dalla città rumena di Cluj Napoca era composta da circa 130 persone tra amministratori locali, imprenditori, docenti universitari, associazioni culturali e studentesche.
La visita e il programma delle attività della settimana hanno rafforzato i legami culturali ed economici tra le due città, rendendoli ancor più stabili e reciprocamente vantaggiosi. Numerosi gli eventi organizzati, in ambito scientifico, culturale ed economico.

Parma - Romania

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europa debole

Andare a fare una vacanza nei paesi in cui si paga in dollari, comprare prodotti cinesi a meno prezzo, pagare la benzina meno.
Io mi chiedo: ma i giornalisti che dicono queste scemenze lo sono o lo fanno? o non si rendono conto di quali idiozie stanno dicendo e confermano quello che penso e sento dire dalla gente, ovvero che sono solo schiavi di chi ha interesse a fargli dire simili balle.
Pagare la benzina meno: roba da morir dal ridere.
Certamente i petrolieri la pagano meno e certamente fanno un mucchio di soldi, visto che noi la paghiamo sempre lo stesso prezzo!
Comprare prodotti cinesi a minor prezzo: certo che se si potessero mangiare i computer o i lettori di DVD sarebbe conveniente. Peccato che la spesa ogni giorno si faccia in Euro e peccato che i beni alimentari e agricoli siano iperprotetti e di concorrenza da area dollaro non se ne parla nemmeno
Andare in vacanza dove si paga in dollari: la soddisfazione del pirla. A parte il fatto che sarebbe bene andare in vacanza in Italia, se fosse economicamente accessibile (ormai siamo più cari - sul serio - della Svizzera), ma che soddisfazione c'e' ad andare in vacanza dove si paga in dollari? E' soddisfazione andare in vacanza perchè si sta bene e si guadagna, non di certo quando tornando si potrebbe aver perso il posto di lavoro.
La realtà è che con l'euro così forte non si vende nulla all'estero e l'unico rimedio per le aziende è chiudere o andare a produrre dove il lavoro si paga in dollari. Oggi paradossalmente conviene aprir fabbriche in America, per non dire ovviamente tutti gli altri paesi dell'estremo oriente legati al dollaro.

La realtà è che gli americani sono furbi e usano la valuta politicamente per i loro interessi di medio e lungo periodo. Noi in Europa non abbiamo un potere politico che possa fare altrettanto e ci siamo affidati ai banchieri, che ovviamente gestiscono la valuta cercando di mantenerla ai valori più alti possibili. In questo modo garantiscono il potere di acquisto di chi i soldi li ha, contribuiscono ad aumentare il differenziale fra chi ha e chi non ha, e fanno sì che gli imprenditori e i loro dipendenti vadano in malora.
Quindi, andiamo in vacanza in area dollaro e, mentre siamo la', cerchiamo di vedere se possiamo aprirci un'attivita' e restarci, perche' qui, di questo passo, ci sara' ben poco da ridere.

EURO

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