venerdì 13 marzo 2009

Sassari: Cinque denunce per ricettazione

Tre nuoresi e due rumeni sono stati segnalati anche per detenzione di strumenti atti allo scasso e di oggetti atti ad offendere


SASSARI – Ieri notte, gli agenti della Sezione Volanti, hanno denunciato in stato di libertà cinque giovani per concorso in ricettazione, detenzione di strumenti atti allo scasso e di oggetti atti ad offendere. Si tratta di tre nuoresi (un ventiquattrenne e due diciottenni) e due rumeni (di ventidue e ventitre anni), tutti residenti a Mamoiada, intercettati a bordo di un’auto, dagli agenti in servizio di controllo.

I cinque erano stati segnalati da diversi cittadini che li avevano notati aggirarsi con fare sospetto intorno a dei veicoli in sosta. I ragazzi hanno subito mostrato un’evidente agitazione durante il controllo, comportamento che ha indotto i poliziotti ad approfondire la verifica sui nominativi e sul veicolo. Dagli accertamenti è risultato che in quattro avevano precedenti di polizia, ed all’interno dell’auto sono stati rinvenuti diversi arnesi da scasso ed oggetti utilizzabili a fine d’offesa, nonché un’autoradio, completa di frontalino, della quale gli stessi non hanno saputo dare una giustificazione sulla provenienza.

Per questi motivi, i cinque sono stati denunciati in stato di libertà ed è stata avviata dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura la procedura per l’emissione della misura di prevenzione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio che dà la possibilità al Questore di allontanare le persone ritenute pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità che si trovino fuori dai luoghi di residenza.

Caserta, sfregia un connazionale durante una lite: arrestato rumeno a Parete

PARETE (Caserta) - Erano probabilmente ubriachi ma comunque violenti e pericolosi quando, nel dicembre scorso, due rumeni hanno litigato per futili motivi. Uno dei due è finito in ospedale, è stato sfregiato dall’altro procurandogli una ferita profonda e permanenteSi tratta di un extracomunitario che è stato arrestato per aver sfregiato un connazionale, nel corso di una lite per futili motivi.

Nella mattinata odierna a Parete (Caserta), i carabinieri della sezione di P.G. della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo del P.M., emesso in data 11 marzo scorso, nei confronti del 32enne rumeno Stanciu Cornel Cojocaru, residente a Parete.

L’uomo è ritenuto responsabile di “lesioni personali gravissime”. Il Cojocaru, in data 19 dicembre 2008, durante una lite per futili motivi, ha colpito al volto con una bottiglia di birra infranta, un suo connazionale provocandogli delle lesioni permanenti. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Scritto da Laura Ferrante

mercoledì 11 marzo 2009

Pedofilia, in 80mila sui voli all inclusive a caccia di piccole vittime nel mondo

Pedofilia sul web, una perquisizione a Piacenza

PEDOFILIA: PERQUISIZIONI IN TUTTA ITALIA, 37 INDAGATI

La procura distrettuale di Catania ha disposto numerose perquisizioni domiciliari in varie citta' d'Italia, eseguite dalla Polizia Postale e delle comunicazioni, nei confronti di 37 soggetti italiani indagati per divulgazione di video pedopornografici mediante la rete internet. L'indagine della Polizia Postale di Catania, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Gennaro e dal sostituto Carla Santocono, ha riguardato il contrasto della divulgazione di materiale pedopornografico su Internet tramite il nuovo programma peer-to-peer denominato Limewire. In particolare, gli indagati acquisivano e diffondevano sulla rete internet video di pornografia infantile, utilizzando il software di file sharing Limewire. Le investigazioni sono state compiute con attivita' sottocopertura, autorizzata dalla procura, e finalizzata soprattutto al rinvenimento di filmati pedopornografici, con il coordinamento del Centro nazionale di contrasto della pedopornografia on-line di Roma. Le citta' interessate dalle perquisizioni sono Catania, Palermo, Ragusa, Napoli, Caserta, Salerno, Ancona, Roma, Milano, Varese, Sondrio, Lecco, Brescia, Reggio Emilia, Piacenza, Firenze, Grosseto, Venezia, Vicenza, Verona, Pordenone, Udine, Torino, Alessandria, La Spezia, Bari, Foggia, Lecce e Taranto. Copioso il materiale informatico sequestrato durante le perquisizioni.

Droga/ Arrestato italiano in Romania: trasportava 10 kg di eroina in piu prostituzione, pedolifilia!

Droga/ Arrestato italiano in Romania: trasportava 2 kg di eroina E' stato bloccato ieri dalla polizia di frontiera romenapostato document.write( strelapsed('2008-08-25T10:42:00Z') ); 10 ore fa da APCOM Roma, 25 ago. (Apcom) - Un cittadino italiano, identificato come Giorgio C., è stato arrestato ieri dalla polizia di frontiera romena alla dogana di Nadlac, nella parte occidentale del Paese, per traffico di droga. Lo riferisce l'agenzia di stampa romena Mediafax.
Giorgio C. 60 anni, è stato poi identificato come un esponente di una rete internazionale di traffico di droga prostituzione e pedofilia. L'uomo arrestato aveva nascosto 5 chilogrammi di eroina, per un valore superiore a 58 mila euro, nel vano del sistema di navigazione satellitare con a bordo cd pedopornografici.

Il cittadino italiano fermato dovrà adesso presentarsi davanti al tribunale di Bucarest per confermare il provvedimento di custodia cautelare per un altra accusa di sfruttamento prostituzione e pedofilia si profila per lui 30 anni di carcere da scontare in romania, l ambasciata italiana segue attentamente il caso.

Sesso in auto con un quattordicenne Chimico italiano fermato in Romania

la rabbia dei rumeni a Timisoara

comunità romena

«PICCHIATI DA 30 ITALIANI» ROMA, FERITI DUE ALBANESI

Due fratelli albanesi di 33 e 37 anni hanno denunciato alla polizia di essere stati aggrediti da una trentina di italiani armati di mazze, bastoni, pietre. Quattro degli aggressori, secondo le vittime, erano anche armati di pistole. È successo poco prima di mezzanotte in via Paolo Ferdinando Quaglia, a Tor Bella Monaca. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato del commissariato Casilino perché alcuni cittadini avevano segnalato una violenta rissa in strada. Al loro arrivo i poliziotti hanno trovato i due fratelli.
Le vittime hanno raccontato che stavano passeggiando in strada quando sono stati accerchiati da quattro ciclomotori e quattro autovetture. Dalle auto sono scesi circa 30 uomini, tutti italiani, i quali hanno chiesto ai due se fossero rumeni. I due fratelli hanno avuto solo il tempo di spiegare che erano di nazionalità albanese quando sono stati colpiti con bastoni e pietre. I due stranieri hanno rifiutato le cure mediche e non hanno fornito nessuna indicazione utile per risalire agli aggressori. Indaga la polizia di Stato.

Bloccati due rumeni per furto ai parcometri

Fermati dai Carabinieri mentre scassinavano il quinto raccoglitore di monete



Savigliano - Trapano, pazienza e attenzione. Così due giovani rumeni (P.A. di 21 anni e G.A. di 18 anni) hanno agito nella scorsa notte a Savigliano: i due malviventi, senza fissa dimora, erano riusciti a forzare quattro parcometri in diverse zone della città, ma al quinto tentativo sono stati colti in flagranza di reato dai Carabinieri, allertati dai cittadini. Mentre uno scassinava il parcometro, il secondo faceva da “palo” nascosto dietro una siepe. I due sono stati perquisiti e nella loro vettura è stata trovata la refurtiva di 800 euro. Arrestati, ora sono nel carcere di Saluzzo. E’ la prima volta che a Savigliano succede un furto secondo queste modalità ma, grazie all’attenzione dei cittadini, è stato subito fermato sul nascere.

Nuova rissa a Marina tra rumeni e carraresi

Carrara, 9 marzo 2009 - Altra rissa e notte di fuoco alla Serenella per la 'guerra' in atto tra un gruppo di rumeni che abitano in un condominio e i giovani carraresi che si radunano a Marina prima della partenza per le discoteche della Versilia. Sabato sera si è passati nuovamente alle vie di fatto e dopo una scazzottata e lanci di bottiglie e oggetti contundenti, cinque giovani tra cui pare un paio di minorenni sono finiti al pronto soccorso.



E ieri sera i carabinieri sono stati costretti ad intervenire di nuovo perché un rumeno coinvolto nella rissa di sabato sera aveva chiamato il 112 dopo che, a suo dire, un gruppetto di giovani, si era affacciato sul loro pianerottolo con l’intenzione di fare irruzione nell’appartamento e dare una 'lezione'.



Ma quando è arrivata la gazzella del Radiomobile, i giovani carraresi segnalati nel condominio si trovavano invece fuori del portone e nei pressi di locali pubblici. I carabinieri, comunque, li hanno tutti identificati e uno di loro è risultato che era stato coinvolto nella rissa del sabato sera. Vecchia ruggine, incomprensioni, lanci di bottiglie e danneggiamenti: sono le cause che hanno originato l’ennesimo episodio di violenza che la scorsa estate era sfociato in una sorta di Far West con sette feriti, tra cui due poliziotti e quattro arresti, tre rumeni ed un carrarese.



La rissa è scoppiata poco dopo mezzanotte e solo l’intervento massiccio di polizia e carabinieri ha evitato il peggio. I rumeni occupano un appartamento al secondo piano di uno stabile che si affaccia su via Rinchiosa e il viale Colombo dove la sera stazionano a lungo centinaia di giovani carraresi che poi si recano nelle discoteche. Un punto di ritrovo ormai tradizionale che si tarsforma spesso e volentieri in una zona di combattimento.



I carraresi segnalano che dal terrazzo dell’abitazione in questione più volte sono volate bottiglie e lattine di birra che hanno anche colpito alla testa qualche ragazzo. Una situazione esplosiva visto che neppure gli arresti dell’estate scorsa ha rasserenato gli animi. Polizia e carabinieri stanno vagliando alcune testimonianze per identificare gli autori delle aggressioni di sabato sera. Sviluppi alle indagini sono attese nelle prossime ore.

Tredici cellulari e quattro fotocamere: arrestati per ricettazione due rumeni Read more: "Lo Schermo Lucca, Tredici cellulari e quattro fotocamere:

10/03/2009 VIAREGGIO (Lucca) - Sono stati arrestati dalla Polizia del Commissariato di Viareggio, per il reato di ricettazione, due rumeni, uno residente a Pomezia e l'altro domiciliato a Viareggio. Nell'auto su cui viaggiavano avevano nascosto in uno zaino 13 telefoni cellulari e 4 videocamere digitali.

Avevano in macchina 13 cellulari e 4 fotocamere digitali, nascoste dentro uno zaino, in auto, una Hyunday Accent grigia, ma non sono né rappresentanti di questo genere di articoli, né li vendono come professione. Eppure, quando una pattuglia delle Volanti del Commissariato di Viareggio li ha fermati, ieri pomeriggio verso le 17, ha trovato proprio tutto questo nella bauliera della macchina.

Questo ha dato il via ad una serie di controlli che hanno permesso di appurare che due telefoni cellulari di quelli trovati nello zaino, provenivano da furti che erano stati denunciati durante la festa del rione Darsena nel corso dell'ultimo Carnevale, che si è svolta lo scorso 21 febbraio. Sono, quindi, partiti ulteriori accertamenti anche sul resto della refurtiva recuperata.
E intanto i due a bordo dell'auto sono stati sottoposti a fermo e dovranno rispondere del reato di ricettazione. Claudiu Mantu, nato in Romania nel 1981 e residente a Pomezia (Roma), pregiudicato e Silviu Valy Neculau, anche lui originario della Romania, di 25 anni domiciliato a Viareggio e pregiudicato - dopo le formalità di rito - sono stati associati alla casa circondariale di Lucca e adesso si trovano a disposizione dell'autorità giudiziaria.

LADRI IN AZIONE Pendolari del furto, presa banda di rumeni

Reggio Emilia, 9 marzo 2009. SONO RESIDENTI in provincia di Roma i tre rumeni arrestati ieri notte, poco prima dell’alba, dalla squadra Volanti della polizia di Reggio coordinata dal dirigente Domenico De Iesu. Sono rumeni “regolari”: tutti e tre hanno un lavoro, chi da carpentiere, chi operaio, chi in un vivaio, ma sono anche dei ladri pendolari.

A BORDO di una Fiat Stilo argento hanno svuotato le macchinette per pagare la sosta negli stalli blu attorno alla cerchia cittadina. Gli agenti hanno seguito tutte le loro mosse in tempo reale. L’operatore della sala operativa della questura ha guidato gli agenti passo passo una volta accortosi di quell’auto sospetta.
I tre (Gheorghe Prunà, Vasile Apoei e Dumitru Ciohoreanu), prima di essere acciuffati in piazzale Marconi, accanto alle Poste, avevano già battuto con successo le colonnine di parcheggio di via Lamagolese (due), via Sani e via XX Settembre.

CACCIAVITI e piede di porco: ogni volta che è stato estratto il cassetto contenente le monete è scattato l’allarme e una Volante è stata inviata sul posto. Nonostante l’intervento fulmineo (lo si vede dai filmati delle telecamere di sorveglianza messi a disposizione della questura), i tre sono riusciti sempre ad allontanarsi.
Fino all’ultimo colpo, quello in stazione. Qui sono stati bloccati e arrestati dalla polizia che li ha condotti nella vicina questura. Nell’auto sono stati trovati 600 euro frutto dei colpi e un’intera cassetta in metallo.

LA QUESTURA ora indaga per capire se i tre, apparentemente insospettabili e senza precedenti, abbiano colpito anche altrove e abbiano poi lasciato il bottino da qualche amico compiacente. Un evento assai probabile visto che è difficile spiegarsi come si possa fare un viaggio da Roma per scassinare delle macchinette scambia soldi. Con quel che costa la benzina poi.

Arrestati a San Felice due cittadini rumeni

09-03-2009 Bassa modenese - Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri di San Felice sul Panaro hanno tratto in arresto due cittadini romeni, rispettivamente di 34 e 31 anni, entrambi residentei a San Feli sul Panaro, muratori, resisi responsabili di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

I due, verso le ore 19.00, in via don Minzoni, in stato di evidente ebbrezza alcolica, nel corso di identificazione a seguito di precedente litigio con altri connazionali, senza giustificato motivo avevano aggredito una pattuglia di Carabinieri ed una della locale Polizia Municipale, contestualmante intervenuta. Solo dopo una breve colluttazione i due sono stati bloccati ed arrestati.

Rumena violentata e schiavizzata: quattro arresti in Sicilia

Le iniziali promesse di un lavoro come badante, per una ventenne rumena, avevano lasciato il posto alle violenze quotidiane di una banda italo-romena che l'aveva costretta ridotta in schiavitù e costretta a prostituirsi. Ma ora quell'incubo è finito. I carabinieri di Alcamo, in provincia di Trapani, hanno arrestato tre rumeni (Neculai Bulai di 51 anni, Nicu Claudiu Bulai di 30, Iulian Ilie Balan di 20), e un italiano, il 54enne Vincenzo Di Franco. I quattro uomini sono accusati di violenza sessuale, sequestro di persona, riduzione in schiavitù e associazione per delinquere.

Secondo la ricostruzione dei fatti operata dai carabinieri, in gennaio i tre romeni avrebbero avvicinato in patria la connazionale di 20 anni, che cercava lavoro e sperava in una sistemazione come badante in Italia. Ma una volta giunti in Sicilia, i tre uomini le avrebbero sottratto i documenti di identità costringendola, con continue minacce di morte e con le botte, a rimanere chiusa in casa. Qui la giovane sarebbe stata violentata ripetutamente e poi «affidata» a Di Franco, che l'avrebbe violentata a sua volta e costretta a prostituirsi. Tutto è finito quando la ragazza ha trovato la forza di fuggire e denunciare tutto ai militari dell'Arma.

lunedì 9 marzo 2009

Fermati in provincia di Rovigo dei due giovani rumeni, presunti killer di Angelo Peirè (77 anni), ucciso nella sua casa nel centro storico di Genova

«Il giallo è risolto»: così Gaetano Bonaccorso, dirigente della squadra Mobile di Genova ha sintetizzato l’operazione e l’indagine sul delitto di via Del Campo, nel centro storico di Genova. Il movente sarebbe una rapina «finita male»: la vittima conosceva i due e ha aperto loro la porta. Una conoscenza legata all’acquisto, dai due sospettati e da altri, di merce rubata. Quindi della ricettazione di generi che non solo la parte “irregolare” della comunità rumena, ruba nei supermercati liguri e no, rivendendola poi a mercato nero come dimostrato da altre indagini sul campo negli corso degli ultimi anni.

Il «giallo» si è quindi risolto sabato notte, quando due giovani cittadini romeni - Marian Ciobanu (19 anni) e Alexandru Toth (28) - sono stati fermati a Occhiobello di Rovigo.

Fermati in provincia di Rovigo dei due giovani rumeni, presunti killer di Angelo Peirè (77 anni), ucciso nella sua casa nel centro storico di Genova. La rapina all’origine della vicenda, ma vittima e sospetti assassini si conoscevano. Le voci dei protagonisti dell’inchiesta nei link a fondo alla pagina e nel testo

Angelo Peirè

«Il giallo è risolto»: così Gaetano Bonaccorso, dirigente della squadra Mobile di Genova ha sintetizzato l’operazione e l’indagine sul delitto di via Del Campo, nel centro storico di Genova. Il movente sarebbe una rapina «finita male»: la vittima conosceva i due e ha aperto loro la porta. Una conoscenza legata all’acquisto, dai due sospettati e da altri, di merce rubata. Quindi della ricettazione di generi che non solo la parte “irregolare” della comunità rumena, ruba nei supermercati liguri e no, rivendendola poi a mercato nero come dimostrato da altre indagini sul campo negli corso degli ultimi anni.

L’AGGRESSIONE A CALCI E PUGNI

È stato aggredito a pugni e calci per rapina Angelo Peirè,. I due romeni, Marian Ciobanu e Alexandru Toth, fermati da polizia e carabinieri a Occhiobello (Rovigo) conoscevano la vittima, che si rivolgeva a loro per acquistare merce rubata, e per questo motivo Peirè ha aperto loro senza timore la porta di casa. Impronte digitali e reperti diversi rinvenuti e repertati in casa di Peirè , la ricostruzione del privato e del pubblico della vita della vittima, hanno consentito di costruire un quadro preciso. Da questi elementi, gli inquirenti sono arrivati ai due romeni. Ciobanu e Toth sono stati fermati in una pensione vicino Rovigo e stavano cercando di procurarsi i biglietti per lasciare l’Italia.


LA RAPINA E I RETROSCENA DA CHIARIRE
La finestra della camera di Peré, come è stata trovata il 2 marzo: luci e tv erano rimaste accese

Come detto, l’omicidio sarebbe stato l’ultimo atto di una rapina degenerata violentemente, anche se gli inquirenti vogliono e devono ancora chiarire del tutto i rapporti tra la vittima e i due sospettati dell’omicidio. Le indagini avevano avuto uno sviluppo negli ambienti gay che erano frequentati dalla vittima, peraltro conosciuta nella città vecchia come persona mite.

Gli inquirenti (per ascoltare Alessandra Bucci, della questura di Genova, clicca qui) hanno confermato che i due sono entrati in casa accolti dalla vittima che li conosceva. La porta di casa non presentava segni di effrazione o forzatura: «Gli ha aperto o li aspettava» hanno detto gli inquirenti. Le ipotesi di accusa sono quelle di omicidio e di rapina. Sarà l’evoluzione dell’indagine a chiarire la tipologia di omicidio che verrà contestata rispetto alla volontarietà dello stesso o come una conseguenza non voluta di un altro delitto (la rapina). In tal senso, gli esiti dell’autopsia e il loro dettaglio sulle cause e modalità del decesso saranno fondamentali per la configurazione del reato; l’esame aveva già evidenziato un paio di colpi al volto e al cranio come i fendenti mortali.

I retroscena più delicati da chiarire, perché attinenti alla vita privata della vittima, sono quelli del rapporto tra la vittima e i due fermati, sia nell’ambito della ricettazione sia di frequentazione personale legata al giro borderline della comunità gay e degli stessi immigrati irregolari. Ovvero se i due rumeni potessero in qualche modo avere avuto o avere rapporti con la vittima o se la stessa vittima fosse oggetto di qualche ricatto. Particolari come detto delicati, ma indispensabili per la costruzione del quadro dell’accusa e della difesa dei due fermati.

L’INDAGINE

L’operazione di sabato è stata condotta dai carabinieri e dagli agenti della squadra Mobile di Genova, in collaborazione con la polizia romena: «Indagini svolte alla vecchia maniera - ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Gino Micale (clicca qui e ascoltalo) - senza l’ausilio di particolari attrezzature tecnologiche». Gli investigatori sono partiti da alcune impronte digitali trovate in casa di Peirè e hanno “scavato” nella vita dell’anziano, per cercare di capirne le frequentazioni.

GLI INQUIRENTI: FONDAMENTALE LA COLLABORAZIONE DELLA POLIZIA ROMENA
«Sì, forse in Romania tra i criminali è aumentata la percezione che in Italia si possa delinquere con maggiore facilità, si scambiano queste informazioni, ma i romeni che sono qui non sono tutti delinquenti»: lo ha detto Ioan Popa, colonnello della polizia romena a margine della conferenza stampa per il fermo dei suoi due connazionali accusati dell’omicidio di Angelo Peirè. I poliziotti romeni hanno dato «una grossa mano» alle indagini: «In Italia - ha spiegato Popa - ci sono più di un milione di romeni, di cui 958 sono stati condannati. Non so se questa si possa definire una percentuale alta per la criminalità. Però ce ne sono pure 450.000 con documenti regolari, con un contratto di lavoro e 350.000 in corso di regolarizzazione. Noi, comunque, siamo sempre a disposizione della polizia italiana. Il nostro ruolo è quello di dare un’informativa immediata, superando i ritardi della burocrazia. E partecipiamo direttamente alle indagini, anche con attività che possono sembrare semplici, come la verbalizzazione, ma che semplificano molto il lavoro delle forze dell’ordine».


Omicidio nei vicoli, due arresti
Giuseppe Filetto
A tradirli alcuni connazionali e la soffiata di un confidente della polizia. Avevano trovato ospitalità in provincia di Rovigo

"Traditi" dagli amici, immigrati, pregiudicati, senza lavoro e senza domicilio come loro e dalla soffiata di un confidente della polizia. Inoltre, la collaborazione della gente dei vicoli ha portato gli investigatori ai due assassini, ai rumeni che tra il 10 e il 15 di febbraio avrebbero ammazzato a pugni e calci Angelo Peirè. Doveva essere una rapina, all´anziano che a loro apriva la porta, a cui portavano merce rubata: alimentari, abbigliamento, detersivi che poi il settantasettenne rivendeva a basso prezzo alla gente del Centro Storico. Quella rapina sarebbe degenerata, trasformandosi in un omicidio. Gli uomini della Squadra Mobile e del Nucleo Investigativo dei carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Marian Ciobanu (19 anni) ed Alexandru Toth (di 28) tra sabato e domenica. Braccati dagli investigatori, i due sono stati catturati all´una di notte, in strada, a Occhiobello, in provincia di Rovigo, dove avevano trovato ospitalità con l´aiuto di connazionali. Pronti a sconfinare in un paese extra Schengen «La cattura è il frutto della collaborazione tra polizia italiana, carabinieri e polizia rumena», sottolinea il questore Salvatore Presenti. Ognuno ha messo il proprio tassello, alla vecchia maniera, lavorando sulle informazioni acquisite sul territorio. Tanto che la conferenza stampa di ieri è stata presenziata dal comandante provinciale dell´Arma, Gino Micale, da Gaetano Bonaccorso (capo della Squadra Mobile) e dal colonnello rumeno Ioan Popa, distaccato in Italia. Mancava solo il sostituto procuratore Francesco Albini Cardona, che coordina l´inchiesta ed ha firmato l´arresto, basato sugli indizi a carico dei presunti assassini: le telefonate dall´apparecchio fisso di Peirè dimostrerebbero che l´uomo poco prima di morire abbia avuto contatti con i rumeni, o comunque con qualcuno a loro vicino; i due balordi facevano parte delle sue assidue frequentazioni; Toth e Ciobanu, insieme, si sarebbero allontanati da Genova proprio il giorno in cui su un giornale è uscita la notizia che la polizia li stava cercando. Un passo falso e decisivo per i due, tanto da far temere il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. Ora gli agenti guidati da Alessandra Bucci (dirigente della Squadra Omicidi) e del maggiore Vito Di Gioia (Seconda Sezione Omicidi dei carabinieri) cercano ulteriori elementi forti. Sperano di ottenerli dai rilievi compiuti nella casa di Angelo, al primo piano del civico 13 di via del Campo. Qui, dove l´ex portuale è stato trovato morto il 2 marzo scorso, dopo una decina di giorni e in avanzato stato di decomposizione, sono stati prelevati reperti biologici (macchie di sangue sul pavimento), impronte digitali ed altre tracce che sono state inviate e su cui in queste ore lavora il Ris di Parma.

Uccide la moglie, ferisce la sorella della vittima e si spara

08-Marzo-2009

BOLOGNA- Tragedia in un'abitazione sulle colline bolognesi: un uomo ha ucciso la convivente, di nazionalità romena, con un colpo di pistola, poi ha rivolto l'arma contro se stesso e ha fatto fuoco. E' accaduto a Ca' Bortolani, frazione di Savigno. L'uomo, un 60enne, è stato trovato in gravissime condizioni ed è morto dopo qualche ora in ospedale. Rimasta ferita anche la sorella della vittima: è in condizioni non preoccupanti.

Renzo Sapori, ha 60 anni, lei, romena, 27 di meno, voleva chiudere la relazione. Hanno litigato e l'uomo, geloso, ha sparato. Sapori aveva fatto il ristoratore, poi gli affari erano andati male, aveva venduto tutto e da un paio d'anni non aveva alcuna attività. Lei lavorava in una cooperativa della zona. Si era unita a quell'uomo e aveva fatto venire in Italia anche la sorella, di anno più giovane, dopo aver trovato anche per lei un impiego nella stessa impresa.

Proprio la sorella è stata testimone e vittima della follia. La donna, ferita non gravemente ha chiamato dei conoscenti che l'hanno portata in auto fino all'ospedale Maggiore di Bologna e hanno allertato il 118.

Da questo è partito l'allarme ai carabineri. Il personale di "Bologna Soccorso" ha trovato Sapori in condizioni gravissime per quel colpo di pistola alla testa ma è riuscito a portarlo vivo in ospedale. Nulla da fare invece per la sua compagna. Pochi dubbi per i carabinieri che hanno passato la notte nella casa al centro del paesino assieme al pm di turno: la ricostruzione dei fatti è sembrata attendibile e conclusiva. Qualcuno in paese ha raccontato che l'omicida era un uomo dai modi pesanti, che lei si era già lamentata della sua gelosia e che voleva chiudere quella relazione comunque difficile per la differenza di età e cominciare un'altra vita. Non ne ha avuto la possibilità, come è successo tante volte con lo stesso copione.

Verso le 16 i medici dell'ospedale hanno dichiarato la morte dell'omicida. I parenti hanno anche autorizzato l'espianto degli organi.


Italiano rapina prostituta rumena


lunedì 02 marzo 2009

Nettuno, Roma, lunedì 2 marzo 2009- Di solito siamo abituati a sentire il contrario ma in questo caso un pluripregiudicato 42enne di Roma, dopo essersi appartato con una prostituta rumena in località La Campana a Nettuno, aveva puntato una pistola contro la donna rapinandola dei pochi ciondoli d'oro , del cellulare e di soli 50 euro. I fatti erano accaduti il 29 dicembre 2008 e durante tutto questo tempo, il lavoro certosino degli inquirenti era proseguito senza sosta sino a giungere all'identificazione dell'uomo ed all'emissione nei suoi confronti, di un'ordinanza di custodia cautelare. La polizia ha dovuto bloccarlo perché quando ha capito ddi essere in trappola ha tentato di fuggire dal balcone. Ora deve rispondere di rapina a mano armata e detenzione e porto d'armi illegale

Arrestati a Roma una banda di 5 rumeni che clonava carte di credito

Pimp My Profile Con una microtelecamera collegata a un telefonino e montata su un pannello applicato di notte al bancomat ROMA - Decine di vittime al giorno, centinaia al mese. Ignari clienti che effettuavano prelievi al bancomat digitando il pin della loro tesserina magnetica. Senza sapere però che una banda di clonatori rumeni riprendeva le loro dita sulla tastiera numerica con una microtelecamera collegata a un telefonino e montata su un pannello applicato nottetempo sullo sportello bancario, e senza rendersi neanche conto che all’interno del bancomat, dove si infila la tessera, i clonatori avevano inserito uno scanner in grado di intercettare e memorizzare il codice segreto. Immagine e codice: e il bancomat del cliente era clonato, pronto per essere utilizzato per fare acquisti nei negozi del centro di Roma. GLI ARRESTI - A scoprire il maxi raggiro sono stati gli agenti della Squadra mobile romana che hanno arrestato 5 rumeni, 4 uomini e una donna, sorpresi in un appartamento nel quartiere Prenestino con tutte le apparecchiature necessarie alla clonazione e centinaia di carte già riprodotte o ancora vergini. Gli investigatori, guidati da Andrea Di Giannantonio, sono entrati in azione dopo aver pedinato il quintetto per alcune settimane. I cinque si spostavano su una Fiat Brava e montavano i falsi pannelli di notte, lasciandoli per alcune ore. Nel covo sono stati trovati video caricati su un pc con decine di persone riprese mentre si recavano al bancomat. Non si esclude che i bancomat clonati potessero essere rivenduti ad altre bande. Prima di approdare a Roma, la gang rumena aveva già operato in Toscana.

lunedì 2 marzo 2009

In italia rumeni violentano le ragazzine ,ma italiani che violentano i ragazzini e ragazzine in romania ,che dite?

Febbraio 2009
PREMESSA.Questo è un articolo apparso sulla stampa rumena, qualche anno fa dopo un nostro corso di formazione finanziato dalla Regione Piemonte e tenuto per operatori sociali (assistenti sociali, psicologi, forze dell’ordine, insegnanti) a Brasov. L’articolo NON è a nostro favore, poiché critica le denunce da noi fatte e riporta, ancora una volta, la difesa della propria realtà dove si sottolinea “non esistono casi gravi” come quelli denunciati da noi e da alcuni (coraggiosi) operatori rumeni presenti. Che, cifre e denunce alla mano, mostrarono a tutti come Brasov fosse una delle cittadine più “gettonate” dai turisti sessuali.Noi stessi visitammo alcuni orfanotrofi, dove tutto era perfetto: bimbi puliti e nutriti, ambienti profumati, etc. etc.. Sembrava tutto appena stato ripulito….giusto per mostrare alla delegazione straniera come tutto funzionasse alla perfezione.
Fu solo quando, insieme ad alcuni agenti della polizia locale, decidemmo di uscire dall’itinerario programmato dalle autorità che ci imbattemmo negli orfanotrofi che spesso abbiamo denunciato. E li si ripetè il “solito” copione:
bimbi denutriti, sporchi, venduti a pedofili.
Il tutto fu documentato ampiamente (anche con fotografie, alcune delle quali comparse tempo fa nel blog www.massimilianofrassi.splinder.com )e denunciato alle autorità locali, che il giorno successivo fecero uscire il comunicato stampa che a seguire abbiamo riportato, commettendo un solo errore, quello di non commentarlo prima come avremmo dovuto e permettendo che un gruppo di pedofili italiani, nel proprio sito, lo usassero per diffamarci.
Per completezza di informazione aggiungiamo che di questa storia ne ho parlato ampiamente nel mio libro “L’inferno degli angeli”.
Detto questo l’’articolo rimane come testimonianza di come, il problema innegabile dell’infanzia violata in Romania, abbia da parte delle autorità locali (da sempre) una assurda ed ingiustificabile difesa ad oltranza.Quanto ai pedofili che l’hanno utilizzato, ancora una volta la riprova della loro malafede e delle bugie che producono dal nulla.

Italienii spun ca Brasovul este un oras al turismului sexual • Politia si Directia Judeteana pentru Protectia Drepturilor Copilului considera ca informatiile italienilor sint tendentioase si neadevarate • la Brasov nu s-a semnalat nici un caz de abuz sexual savirsit de un cetatean strain asupra vreunui copil Brasovul este primul oras dupa Bucuresti in care se practica pe scara larga turismul sexual, sustin presedintii unei asociatii de protectie a copiilor din Italia, prezenti in orasul nostru la un seminar pe tema abuzurilor si violentelor indreptate impotriva copiilor. Italienii au intrat intr-o adevarata disputa cu institutiile locale care se ocupa cu protectia copiilor, dupa ce au afirmat ca ar avea informatii conform carora numerosi cetateni straini, unii chiar din tara lor, cumpara cu bani grei sau ademenesc copii din Brasov de care apoi abuzeaza sexual. ”Avem un studiu asupra turismului sexual. Am inceput cu Bucurestiul, unde situatia este inspaimintatoare. Al doilea oras este Brasovul, unde cetatenii straini vin sa caute copii si sa abuzeze de ei. Avem informatii conform carora foarte multi copii cad victime pedofililor italieni, care la Brasov gasesc o piata ieftina de carne vie”, a declarat Massimiliano Frassi, presedintele Asociatiei Prometeo. Italienii au mai spus ca, din informatiile lor, victime ale abuzurilor sexuale savirsite de pedofili straini cad chiar si copii din institutiile de ocrotire. Reprezentantii Directiei Judetene pentru Protectia Drepturilor Copilului considera ca informatiile italianului sint tendentioase si neadevarate. Conducerea DJPDC este surprinsa de afirmatiile facute de reprezentantii Asociatiei Prometeo, deoarece nici Directia si nici Politia nu au astfel de informatii, desi ambele institutii au ”lucratori stradali” care se ocupa si de copiii strazii, cu care mentin o relatie strinsa. Nici unul dintre copiii strazii nu s-a plins reprezentantilor celor doua institutii ca ar fi fost supus vreunui abuz sexual. ”La nivelul tarii, si in special la Brasov, nu putem cataloga acest aspect ca fiind un fenomen. In Brasov nu s-a inregistrat nici macar un caz de acest gen”, ne asigura maiorul Ioan Necsulescu de la IPJ Brasov. Maiorul Necsulescu spune ca nu neaga ca ar putea exista vreun caz de abuz sexual comis de cetateni straini, daca este vorba despre un copil al strazii, dar copiii institutionalizati nu traiesc astfel de drame. ”Eu nu imi amintesc sa se fi plins nici un copil al strazii de acest lucru”, mai spune totusi politistul care se ocupa cu protectia copiilor. Politia si Directia pentru Protectia Drepturilor Copilului vor cere delegatiei italiene sa dezminta oficial afirmatiile facute la Brasov, in cazul in care acestea nu sint sustinute cu dovezi clare, si sa informeze populatia asupra situatiei reale de la Brasov. Italienii veniti la Brasov au vizitat citeva centre de primire minori, leagane si centre de plasament si au fost mirati de conditiile bune in care cresc copiii. ”Ni s-a cerut sa aratam si alte camine sau centre in care nu exista conditii atit de grozave, italienii acuzindu-ne de faptul ca le aratam doar cele mai bune centre. In judetul nostru nu exista insa altele. Majoritatea centrelor pentru minori au fost renovate si asigura conditii deosebite copiilor. In aceste camine au fost investiti multi bani. In cele din urma, italienii au spus ca, in Brasov, copiii institutionalizati traiesc in conditii mai bune decit in Italia”, a adaugat maiorul Necsulescu.

Lettera aperta dalla comunità dei Rumeni in Italia

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Crisi Globale...


Pimp My ProfileA un anno dal suo inizio, la crisi economica sta entrando nella fase più complessa. Negli Stati Uniti come in Europa, la crisi finanziaria si intreccia con l’inflazione e la gelata dei consumi. In questa situazione, imprese, investitori e autorità si domandano quanto profondo e quanto lungo sarà il ciclo negativo. Lo stanno facendo i capi di Stato e di governo nel G8. Lo fanno i ministri economici riuniti a Bruxelles.Questa domanda è naturale per chi deve prendere decisioni in campo economico e finanziario. Eppure, esistono ragioni per ritenere che questa crisi non sia ciclica ma strutturale e che il sistema economico e finanziario non sia destinato a tornare sulle tendenze precedenti, ma stia attraversando una vera metamorfosi. In tutte le grandi crisi, infatti, il sistema economico è uscito trasformato nel profondo, con nuove gerarchie di imprese e mercati e con un diverso modo di operare. Se questo è vero, occorre liberarsi degli abiti mentali del passato e intuire prima possibile le grandi direttrici del cambiamento. Il problema non è resistere alla crisi, ma anticipare il cambiamento.Al momento l’evoluzione dell’economia è ancora confusa e indefinita. Esistono tuttavia indicazioni che il sistema stia effettivamente mutando nella sua struttura. In modo aneddotico, e senza pretese di analisi, cito alcuni elementi di novità.L’inflazione globale rialza la testa in tutte le aree del mondo e la politica monetaria appare sostanzialmente impotente nel frenare i prezzi al consumo. I tassi di interesse, infatti, agiscono innanzitutto sui prezzi degli stock (immobili, azioni, obbligazioni). In questo contesto è ragionevole attrezzarsi a vivere con un’inflazione più elevata, nonostante gli sforzi delle autorità per contenerla.Il sistema finanziario globale sta mutando con la scomparsa di mercati e intermediari, e con un più elevato requisito di capitali. Il prezzo del petrolio e dei carburanti continua ad aumentare e già si parla del greggio a 200-250 dollari al barile, pur in presenza dei primi sintomi di recessione. Il prezzo dei prodotti agricoli, analogamente, cresce senza sosta e rilancia scenari malthusiani impensabili fino a pochi anni fa. In molti Paesi determina un ritorno profittevole all’agricoltura. Il tasso di diffusione delle nuove tecnologie dell’informazione aumenta esponenzialmente in tutte le regioni del mondo e sfida la capacità di apprendimento.Infine, segnali più deboli, ma egualmente fondamentali. L’industria dell’auto americana è in grave difficoltà, per non aver compreso l’importanza del risparmio energetico e dei cambiamenti climatici nel progettare i propri modelli. E un numero crescente di genitori nelle élite inglesi e americane iscrivono i figli a scuola di mandarino, a Londra, New York o San Francisco.Questi semplici indizi non disegnano il futuro, ma indicano l’avvio di cambiamenti strutturali, molto diversi dal ciclo tradizionale. In queste condizioni, l’economia del dopo-crisi dipenderà dalle decisioni di milioni di soggetti, tra i quali emergerà chi ha visto più lungo. Una crisi, nel senso di cambiamento, non è in sé una tragedia, se il precedente modello di crescita era insostenibile. Sbaglia dunque chi pensa a una catastrofe, come sbaglia, io credo, chi pensa semplicemente in termini di ciclo.Non siamo alla fine del mondo. Quasi certamente siamo alla fine di un mondo.

La comunità romena in Italia

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giovedì 25 ottobre 2007

Radio




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Chiese Ortodosse in Italia












PARMA

1. Parrocchia Greco-Ortodossa di San Nettario
Indirizzo: c/o Chiesa di Santa Maria Maddalena, Borgo della Posta 19, 43100 Parma.
(La Divina Liturgia viene celebrata una volta al mese dal Parroco di Bologna).

Assunzione per lavoratori neocomunitari... Prefettura di Parma

Identità Romena

Il Partito dei Romeni in Italia

lunedì 22 ottobre 2007

Unione Europea e i Rom

Unione Europea-sviluppo

Parma - Romania

Nel 2003 l’Amministrazione Provinciale di Parma e quella romena di Cluj-Napoca la capitale storica della Transilvania, hanno stipulato un protocollo di cooperazione, nel quadro di rapporti di collaborazione tra le due realtà territoriali.
Tale collaborazione è stata sancita dalla sottoscrizione di un secondo protocollo, siglato nel giugno 2005.
Con la sigla dei protocolli d’intesa si sono create le basi per progetti di cooperazione internazionale e di partnership tra la nostra Provincia e quella di Cluj.
Ciò ha consentito anche di approfondire la conoscenza reciproca delle culture di due popoli vicini non solo geograficamente.
In questi anni sono diverse le iniziative realizzate.
Insieme alla Camera di Commercio di Parma e a Soprip Spa è stato sottoscritto un progetto di sviluppo economico e cooperazione tra imprese di Parma e di Cluj, che ha visto la realizzazione di:
un piano di formazione a favore di operatori economici e imprenditori, esteso successivamente anche al personale del settore sanitario e sociale;
un intervento di innovazione tecnologica per favorire l’informatizzazione delle amministrazioni locali;
un Centro Informazioni Italia-Romania, istituito presso l’Assessorato Provinciale Attività Produttive che funge da "nodo di rete" del progetto CENT.RO. Il progetto, promosso dall’Unioncamere Veneto con il contributo del Ministero Attività Produttive, prevede la creazione di 7 Centri Informazione in altrettante città romene (Cluj, Brasov, Braila, Iasi, Costanza, Prahova e Timisoara) capaci di fornire alle aziende servizi di informazione, consulenza e assistenza, oltre a facilitare i rapporti fra i nostri imprenditori e la Pubblica Amministrazione locale.
È inoltre in fase di realizzazione una convenzione tra la Provincia di Parma e l’Associazione Imprese Italiane di Cluj, allo scopo di permettere alle nostre aziende, tramite la suddetta Associazione, di affrontare con professionalità le molteplici problematiche gestionali poste dalla legislazione romena piuttosto complessa e da un mercato in rapido mutamento. L’Associazione infatti è in grado di mettere a disposizione legali, notai, commercialisti, ecc, di provata fiducia e in grado di risolvere qualsiasi problema debba affrontare un’impresa, sia che intenda per la prima volta entrare in contatto con quel mercato, sia che vi operi già.
Cluj è una città che, come tutta la Romania del resto, ha in corso importanti investimenti per l’ammodernamento del Paese anche in vista dell’ingresso nella UE previsto per il 2007. Le strade, i parcheggi, le infrastrutture ambientali, ecc, sono ora nella fase di progettazione e di finanziamento. A questo processo le forze istituzionali ed economiche della nostra Provincia stanno già collaborando da tempo.
La Provincia in questi anni ha organizzato diverse visite e missioni economiche nella capitale della Transilvania, che hanno consentito a un significativo numero di operatori e di aziende di Parma di confrontarsi con strutture pubbliche e imprenditori locali interessati alle produzioni agroalimentari e industriali del nostro territorio.
Le imprese che intendessero lavorare in Romania possono reperire notizie e informazioni utili sul notizoario on-line Parma chiama Romania.
Nell’ambito della cooperazione tra le Università di Parma e di Cluj sono in corso non solo scambi scientifici ma anche concrete esperienze per omogeneizzare contenuti e metodi della formazione, per esempio in campo infermieristico.
Nel novembre 2003 la Provincia di Parma, l’Università di Medicina e la Scuola per Infermieri Professionali di Cluj hanno siglato un accordo al fine di rendere operativo nel minor tempo possibile il personale romeno interessato a lavorare nelle strutture di Parma e provincia: gli infermieri in attesa del riconoscimento del Diploma Professionale da parte del Governo Italiano possono accedere, infatti, a corsi integrativi di lingua e legislazione sanitaria italiane finanziati dalla Provincia di Parma. Anche il Vice Consolato di Cluj e il Consolato italiano di Bucarest hanno raggiunto un’intesa mirata a semplificare l’iter burocratico.
Questa collaborazione ha consentito risultati concreti: la formazione di infermiere che hanno trovato nel nostro servizio sanitario una possibilità di occupazione, iniziativa estremamente utile anche per noi, considerata la carenza di queste figure professionali nel territorio locale.
Anche in campo culturale sono in atto scambi e ipotesi di lavoro comuni: in particolare si è avviata una pluriennale collaborazione con l’Assessorato provinciale alla programmazion e Panificazione territoriale sul tema dei musei etnografici. Cluj è infatti sede del più antico Museo Etnografico della Romania e la Romania è all’avanguardia a livello europeo nel campo degli studi etnografici.
Nel giugno 2005 è stata poi organizzata la “settimana rumena a Parma”: cinque giorni di cultura, spettacoli, dibattiti, seminari per lo sviluppo della cooperazione con Cluj Napoca.
La cinque giorni rumena è stata organizzata dall’ Agenzia per l’internazionalizzazione della Provincia, in collaborazione con l’Università degli Studi, la Camera di Commercio e la Regione Emilia Romagna.
La delegazione, proveniente dalla città rumena di Cluj Napoca era composta da circa 130 persone tra amministratori locali, imprenditori, docenti universitari, associazioni culturali e studentesche.
La visita e il programma delle attività della settimana hanno rafforzato i legami culturali ed economici tra le due città, rendendoli ancor più stabili e reciprocamente vantaggiosi. Numerosi gli eventi organizzati, in ambito scientifico, culturale ed economico.

Parma - Romania

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martedì 11 settembre 2007

Rumeni onesti contro rumeni delinquenti

DIRITTO INTERNAZIONALE


Il Diritto internazionale è suddiviso in Diritto internazionale pubblico e Diritto internazionale privato.
Il primo, chiamato anche "diritto delle genti" (ius gentium), è quella branca del o che regola la vita della comunità internazionale.
Il secondo, nonostante l'appellativo di internazionale, è l'insieme delle norme di diritto interno che risolvono i conflitti fra le disposizioni dei diversi ordinamenti giuridici applicabili ad un medesimo rapporto, quando esistono collegamenti a più di una legislazione nazionale. Per completezza si ricorderà come le norme concordate fra gli Stati per l'uniforme regolazione del Diritto internazionale privato facciano invece parte del Diritto internazionale pubblico, trattandosi di norme che coinvolgono l'attività di organi statuali.
La comunità internzionale
Tradizionalmente la comunità internazionale è considerata come costituita da stati sovrani e indipendenti che si pongono in una posizione di eguaglianza formale reciproca: il diritto internazionale regola i loro rapporti.
La principale differenza tra la struttura del diritto internazionale e quella del diritto interno è l'assenza di un'autorità centrale che emani la legge e ne assicuri il rispetto (c.d. "anarchia" della comunità internazionale).
A partire dalla fine del XIX secolo e soprattutto dalla fine della prima guerra mondiale agli Stati si sono affiancate le organizzazioni internzionali mentre con l'inizio della decolonizzazione hanno progressivamente assunto personalità giuridica internazionale i movimenti internazionali, purché esercitino il controllo effettivo su una popolazione ed un territorio.
Alcuni internazionalisti ritengono che i recenti sviluppi della materia stiano facendo lentamente emergere una soggettività giuridica internazionale degli individui, posizione contrastata dalla maggior parte della dottrina, che ritiene che la scena internazionale è ancora dominata dagli Stati e dalle Organizzazioni sovranazionali, malgrado il ruolo sempre più importante svolto dai singoli e dalle ONG. Il riconoscimento della personalità internazionale degli individui si appoggia sul crescente numero di diritti e obblighi internazionali che spettano ai singoli in quanto tali e non in quanto cittadini di uno stato, come i diritti umani e la responsabilità internazionale individuale o crimini internazionali
In altri termini, se è vero che "ibi societas, ibi ius", se cioè è vero che il diritto scaturisce dalla necessità della regolazione dei rapporti sociali, ove ci si soffermi sul gruppo sociale costituito dalla comunità internazionale, emerge chiaramente, che, ove esistano dei soggetti che operino in un contesto ultranazionale, costoro avranno bisogno di regole per gestire i loro reciproci rapporti: tali regole costituiscono appunto il diritto internazionale pubblico.

Diritto degli Stati

Gli Stati non sono solo i destinatari, ma anche i creatori delle regole internazionali e sono essi stessi a dare attuazione a operazioni coercitive unilaterali o multilaterali (istituto dell'autotutela). La Corte Internazionale di Giustitia, istituita contestualmente con le nazioni unite per dirimere pacificamente le controversie fra Stati, può esercitare la sua giurisdizione solo se i governi accettano preventivamente la sua autorità. Il principio di effettività regola molti campi del diritto internazionale. I rapporti di forza tra gli Stati ne influenzano inevitabilmente lo sviluppo.
La nascita della moderna comunità internazionale viene fatta convenzionalmente risalire alla firma del o di Westfalia nel 1648 Il trattato riconosce l'esistenza di Stati che si fondano su confessioni religiose protestatnti e assicura l'indipendenza de facto ai membri del sacro Imperio Romano: sancisce così il declino delle due autorità che avevano dominato le relazioni internazionali in Europa, il Papa e l'Imperatore, con la loro pretesa di universalità.
Per un certo numero di secoli i membri più attivi della comunità internazionale sono stati gli Stati europei, ai quali si sono affiancati, una volta raggiunta l'indipendenza, gli Stati Uniti e i paesi dell'America latina. I rapporti con i paesi che rappresentavano civiltà differenti come Cina, Impero Ottomano e Giappone furono segnati invece in questo periodo dalla pretesa europea di superiorità (ad esempio i trattati stipulati dall'Impero cinese con le potenze europee a partire da metà '800 erano detti trattati ineguali per i vantaggi che portavano a queste ultime). Le entità territoriali più deboli vennero invece spesso assoggettate a regime coloniale.
Con la nascita di stati socialisti in Europa orientale prima e la decolonizzazione poi, un numero sempre maggiore di Stati è entrato a far parte della comunità internazionale ed è venuta meno la relativa omogeneità ideologica culturale, religiosa che per molto tempo aveva costituito il cemento della comunità internazionale. Anche il potere politico, militare ed economico è distribuito in maniera estremamente disomogenea, facendo sì che l'eguaglianza tra Stati indipendenti resti per lo più un presupposto teorico. Negli anni '60 e '70 i paesi del terzo mondo soprattutto quelli riuniti nell'organizzazione dei non allineati tentarono di introdurre nuovi principi nel diritto internazionale che mutassero i rapporti di forza tra Nord e Sud del mondo, ma riuscirono a far approvare solo Dichiarazioni di principi dall'assemblea generale dell’ONU
Con la dissoluzione del blocco socialista i cosiddetti stati occidentali sono diventati di nuovo la forza egemone a livello mondiale. I paesi del Terzo Mondo cercano soprattutto il compromesso e hanno rinunciato a porre rivendicazioni collettive. Il ruolo di predominio degli Stati Uniti ha fatto parlare alcuni di "Impero mondiale americano".

Le organizzazioni internazionali
Più recentemente le organizzazioni internazionali sono entrate a far parte della comunità internazionale. Le prime organizzazioni erano create per scopi specifici e limitati (Unione Postale Universale creata nel 1875, Unione per la protezione della proprietà industriale nel 1883 etc.). Il primo tentativo per dare un ordinamento unitario alla comunità internazionale fu la creazione, nel 1919 della SDN (società delle nazioni) fortemente voluta dal presidente americano Woodrow Wilson, che aveva cercato anche di far entrare nel diritto internazionale una serie di importanti principi, solo in parte accettati dalle nazioni europee: innanzitutto il pacifismo e l'autodeterminazione dei popoli (i "quattordici punti"). La Società aveva poteri molto deboli: come se non bastasse gli stessi Stati Uniti non entrarono a farne parte per l'opposizione del Congresso. Nel 1945, l'ONU prese il posto della SDN. L'ispiratore del progetto era di nuovo un presidente americano, Franklin Delano Roosevelt, che morì prima della nascita dell'ONU ma che vide le sue idee portate avanti dai suoi ex collaboratori. L'ONU aveva ed ha grossi limiti, in buona parte legati al sistema dei veti: per molti anni il sistema di sicurezza collettiva disegnato dalla sua Carta restò paralizzato a causa della guerra fredda, ma in ogni caso la sua nascita ha segnato un passo in avanti importante. Lo Statuto delle Nazioni Unite prevedeva inoltre il divieto dell'uso della forza a livello internazionale, a differenza di quello della SDN.

Gli ultimi sviluppi della comunità internazionale
Gli sviluppi recenti del diritto internazionale, in particolare in materia di protezione dei diritti umani, hanno fatto ritenere ad alcuni studiosi che si stia lentamente affermando una soggettività umani internazionale degli individui, in rottura con i dettami del diritto internazionale classico.
Mentre tradizionalmente la responsabilità internazionale è collettiva (diretta contro lo Stato nel suo complesso) la fine della seconda guerra mondiale ha visto con il processo di Norimberga per la prima volta individui che avevano ricoperto alti incarichi governativi venire chiamati a rispondere personalmente dei crimini commessi in nome del loro Stato contro altri popoli davanti a un tribunale internazionale. Con tutti i suoi limiti, Norimberga creò un precedente importante in materia di tutela dei diritti umani a livello mondiale, con la creazione della nozione di crimine contro l‘umanità: si afferma l'idea che esistono valori che gli Stati non possono violare coprendosi sotto il mantello della sovranità e dell'indipendenza.
Lo Statuto della corte penale internazionale, recentemente entrato in vigore (ma non ratificato da numerosi Stati, tra cui gli Stati Uniti) fa rientrare nella nozione di crimine internazionale il genocidio i crimini contro l'umanità (nella definizione rientrano praticamente qualsiasi grave delitto commesso su larga scala e in modo sistematico e la pratica dell'apartheid i crimini di guerra previsti dal Diritto internazionel umanitario o e la guerra di aggressione.
Alcuni trattati internazionali, come quello della Corte europea dei diritti dell’uomo prevedono poi la possibilità degli individui di rivolgersi autonomamente a organismi internazionali per far rispettare i propri diritti, senza la mediazione degli Stati.
La maggior parte degli internazionalisti peraltro osservano che gli strumenti internazionali che danno agli individui la capacità giuridica attiva e passiva davanti a Corti giudiziarie internazionali, sia in materia penale sia in materia civile ed amministrativa, siano soltanto degli strumenti di delega; in altre parole gli Stati contraenti accettano che, per determinate materie, la giustizia possa - e non necessariamente debba - essere amministrata da un Organo giudiziario sovrannazionale. Confermano tale ipotesi la formula "aut dedere aut judicare", che lascia alla facoltà dello Stato la scelta del procedimento internazionale in sostituzione di quello nazionale, e le recenti disposizioni che hanno restituito alle Corti d'Appello nazionali la competenza a giudicare sulle violazioni del concetto di "giusto processo", in precedenza assunte dalla Corte di Strasburgo.
Inoltre, in materia di autodeterminazione dei popoli, i movimenti di liberazione nazionale hanno visto il riconoscimento del loro status di soggetti di diritto in presenza di un controllo effettivo sul territorio e sulla popolazione non accompagnato da un controllo formale (vedansi i Sogetti del diritto internazionale). Alcuni studiosi sottolineano anche il ruolo delle grandi imprese internazionali o joint ventures, così potenti da compromettere a volte l'indipendenza sostanziale degli Stati deboli e influenzare le decisioni degli organismi internazionali: va peraltro confermato che ciò non basta per farne dei soggetti di diritto internazionale.

Diritto consuetudinario e diritto convenzionale
Proprio a causa dell'anarchia della comunità internazionale, il diritto internazionale universalmente valido è per lo più diritto consuetudinario, anche se la politica delle organizzazioni internazionali come l'ONU può influenzarne lo sviluppo (ad esempio sull'uso della forza nelle relazioni internazionali). Per entrare a far parte del diritto consuetudinario una regola deve essere accettata almeno da una larga maggioranza degli Stati che comprenda gli Stati più influenti a livello internazionale.
Il diritto convenzionale si basa invece sulle convenzioni e sui trattati liberamente stipulati dagli Stati, che si impegnano a rispettarne le disposizioni. Di norma il diritto pattizio prevale sul diritto consuetudinario (il diritto particolare prevale su quello generale), ma con una importantissima eccezione per quanto riguarda lo Ius cogens. Una norma di ius cogens è una norma consuetudinaria che protegge valori considerati fondamentali e a cui non si può in nessun modo derogare: se due Stati stipulano un trattato in cui si propongono di attuare violazioni dell'integrità di uno Stato terzo o di eseguire azioni considerate crimini internazionali il trattato stesso è considerato nullo.
Forme, contenuti e procedure per la formazione del diritto convenzionale sono state codificate nella Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati; nel Preambolo di questa Convenzione si precisa che le regole del diritto internazionale consuetudinario continueranno a regolare le questioni non disciplinate dalle disposizioni della Convenzione stessa, anche perché la Convenzione rappresenta solo un punto di riferimento e non coincide necessariamente alle consuetudini internazionali in materia.
Fonti
Consuetudine: comportamento costantemente e uniformemente ripetuto nel tempo, nella convinzione della sua obbligatorietà.Per aversi una consuetudine è necessaria la presenza di due requisiti fondamentali: - "diuturnitas"(prassi) ovvero il protrasi nel tempo di un determinato comportamento,- "opinio iuris sive necessitatis" ovvero la convinzione da parte degli Stati della giuridica obbligatorietà di un determinato comportamento.
Accordo
Fonti previste da accordo: atti di un'organizzazione internazionale, ad esempio le direttive e i regolamenti della UE o le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU
Soggetti
Gli Stati che soddisfino i requisiti della effettività e della indipendenza (intendendosi lo stato nella sua accezione di Stato-Organizzazione, ossia l'insieme dei governanti e degli apparati di governo);
Le Organizzazioni internazionali tra le quali in particolare l'ONU, i suoi Organi ausiliari e le Organizzazioni collegate.
La Santa sede (da non confondersi con lo Stati della città del Vaticano) e, solo secondo una minoranza di studiosi.
I movimenti che esercitano sostanzialmente il controllo di un territorio e di una popolazione, pur non avendone il controllo formale, come ad es. gli Insorti. Mentre per quanto attiene ai movimenti di liberazione a questi non è conferita una vera e propria personalità giuridica quanto il diritto di prendere parte alle riunioni internazionali che trattano di autodeterminazione dei popoli.
la soggettività di alcuni enti è invece in discussione sono generalmente non considerati come soggetti del diritto internazionale:
Il Sovrano ORDINE DI MALTA pur avendo intrattenuto con lo stato italiano uno scambio di lettere di carattere internazionale e anche se alcuni funzionari dell'ordine gondono di immunità diplomatica l'Oridine di Malta non è considerato soggetto di diritto internazionale, anche se a questo ordine è riconosciuta una personalità giuridica internazionale utile allo svolgimento delle sue funzioni assistenziali. per approfondimenti:

Pur avendo riconosciuto il diritto di autodeterminazione i popoli in se non sono considerabili soggetti di diritto internazionale, mancano infatti le caratteristiche proprie di una stabile organizzazione e della presenza di istituzioni governative.
Le OING (organizzazioni internazionali non governative) non sono considerabili soggetti di diritto internazionale anche se molti trattati attribuiscono loro ruoli internazionale. Parte della dottrina riconosce una limitata soggettività internazionale anche agli individui facendo riferimento al crescente corpo di norme relative al diritto umanitario.
Gli Stati
Gli stati sono i soggetti principali del diritto internazionale essi devono presentare tre caratteristiche sostanziali:
avere un popolo: gli stati devono esercitare il loro controllo su di una popolazione stanziata in un dato territorio
avere un territorio: gli stati devono esercitare il loro controllo su di uno specifico territorio, non è tuttavia importante che i confini di questo territorio siano esattamente delineati ma è essenziale poter riconosce un nucleo territoriale nel quale gli stati abbiano un reale controllo.
avere sovranità reale sul territorio e sul popolo, questa categoria è composta da due tipologie di sovranità.
sovranità interna: è la capacità di uno stato di esercitare il proprio imperio all'interno del proprio territorio.
sovranità esterna: è la capacità di esercitare il governo di una regione e di un popolo indipendentemente da ingerenze di altri stati, controaltare di questa caratteristica è il dovere di ogni stato di non ingerenza nelle competenze governative di un altro stato.
Più in particolare possiamo indicare delle categorie di stato non propriamente dette che godono o no di soggettività internazionale. a tale proposito possiamo ricordare:
I microstati: seppur il territorio sia poco esteso e la popolazione poco numerosa sono soggetti di diritto internazionale
Stati confederati: sono considerabili soggetti di diritto internazionale ma relativamente alle competenze non demandate alle istituzioni confederative. Ad esempio gli stati della c.d. CSI (Comunità Stati Indipendenti).
Stati fantoccio: non godendo di sovranità esterna non sono considerabili come soggetti di diritto internazionale
Stati federati: non sono considerabili come soggetti di diritto internazionale in quanto delegano ampi poteri all'istituzione federativa (tipicamente competenze internazionali e di difesa) venendo così a mancare la caratteristica della sovranità esterna ad esempio gli stati degli STATI UNITI D‘AMERICA.
Governi in esilio: i governi in esilio, parlando di questa categoria si fa soprattutto riferimento ai governi riparatisi in Inghiltterra durante la seconda guerra mondiale non sono da considerarsi soggetti di dirtitto internazionale perché non godono né di un territorio né della reale possibilità di esercitare sovranità sulla popolazione che vi è stanziata. Ciò nonostante, con l'auspicio che in futuro questi governi rientrino in possesso di popolo e territorio, gli atti internazionali compiuti da questi governi possono ritenersi validi. Tale validità è stata fondata però esclusivamente su considerazioni di tipo politico e non giuridico.
L'acquisto della soggettività internazionale da parte degli stati come anche dei movimenti di liberazione e dei movimenti di insurrezione è legata alla reale manifestazione delle tre caratteristiche di cui sopra (popolazione, territorio, sovranità) in capo ad una organizzazione.
Essendo l'ordinamento internazionale atipico, non contemplando cioè un'istutuzione normativa e giudiziale ma lasciando tutto alla libera iniziativa degli stati e agli accordi che questi pongono in essere tra loro non può in nessun modo essere delineata una procedura di acquisto della soggettività internazionale.
Più in particolare la questione assume un carattere soprattutto politico in quanto di per se il riconoscimento di uno stato da parte di un altro stato o da parte di istituzioni internazionali non ha che una funzione dichiarativa e non costitutiva cioè non è essenziale che vi sia riconoscimento da parte gli altri soggetti perché un'istituzione diventi soggetto di diritto internazionale.
Esempio adducibile è lo stato di Israele che esercita controllo e governo su di un territorio ed in capo ad una popolazione, pur non essendo riconosciuto dalla quasi totalità dei paesi arabi.
Ancora, il riconoscimento può essere espresso (dichiarato da altri stati) o tacito (deducibile dall'inizio di attività di diritto internazionale aventi come controparte il nuovo soggetto, come ad esempio la stipula di un trattato)
Pur essendo per uno stato, in linea di principio, lecito amministrare il proprio territorio a piacimento organizzando liberamente le istituzioni governative e le leggi che regolino la comunità civile, la sovranità dello stesso sul suo territorio conosce diverse limitazioni. Tali limitazioni si riferiscono in primo luogo al divieto di violare il c.d. Jus Cogens quell'insieme cioè di consuetudini imperative per ogni stato in particolare riferimento al rispetto dei diritti umani.
Altra categoria di limitazioni riguarda l'immunità garantita ai funzionari di altri stato. Il principio sottostante che garantisce una protezione estensiva agli agenti diplomatici di stati esteri è da ricercarsi nella consuetudine che istituzioni di pari grado non possano citarsi in giudizio e giudicarsi l'una con l'altra. Questo si riflette nel diritto internazionale nella pratica dell' immunità per i funzionari di uno stato estero che in linea di massima presenta queste caratteristiche:
un funzionario di uno stato estero ha diritto ad immunità per quegli atti compiuti per il c.d. Jus Imperii cioè nell'ambito delle proprie mansioni in quanto organo di stato estero.
l'immunità comprende:
immunità fiscale
immunità penale (escusa per i consoli in caso di reati gravi)
immunità civile (escusa per beni immobili o attività economiche non possedute per conto dello stato per cui il funzionario opera, viene altresì escusa per le controversie riguardanti le successioni ed eredità)
Sono previste nell' immunità diplomatica anche:
inviolabilità personale
inviolabilità domiciliare
ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE
L' organizzazione internazionale, come concetto generico, indica il sistema della cooperazione fra gli Stati.
In senso specifico, con organizzazione internazionale (talvolta seguita dall'aggettivo "governativa" o "pubblica") si intende tradizionalmente un'associazione di Stati costituita attraverso un accordo internazionale (che diviene lo statuto dell'organizzazione) il quale ne determina gli organi principali e definisce le competenze, attribuendo implicitamente il carattere della permanenza e della personalità internazionale.
Esempi di organizzazioni internazionali contemporanee sono l'ONU, l'UIT, l'OMC, l'UE in realtà l'UE è una organizzazione sovranazionale e non internazionale), etc. In realtà, esistono notevoli differenze tra le varie organizzazioni internazionali. Più avanti nella voce sarà abbozzata una serie di distinzioni utili a cogliere le più notevoli fra queste differenze.
Oltre alle organizzazioni internazionali pubbliche o governative, così dette perché costituite da Stati sovrani, esistono le NIZZAZINO INTERNAZIONALE NON GOVERNATIVE (OING), che sono associazioni create da privati.
Nel resto di questo articolo ci si occupa solo delle organizzazioni internazionali pubbliche o governative i cui membri siano gli Stati della comunità internazionale.

Origine
La ragione generale che spinge gli Stati a cooperare è la necessità di tutelare alcuni interessi particolari che per loro natura o estensione non trovano efficace tutela a livello del singolo Stato. Tali interessi possono essere intesi come beni pubblici internazionali, come la pace e sicurezza internazionali, la tutela ambientale, il commercio internazionale, etc.
È a partire dal Congresso di Vienna (1815) che si verifica un primo tentativo di organizzazione internazionale. A tutela delle deliberazioni di Vienna si costituì un sistema diplomatico imperniato sul cosiddetto Concerto europeo, vale a dire una sorta di direttorio delle grandi potenze che sebbene non caratterizzato da una organizzazione permanente può considerarsi l'antesignano delle future e più compiute organizzazioni internazionali a carattere universale, vale la SdN e l'ONU.
Le organizzazioni internazionali del Concerto europeo, della SdN e dell'ONU furono istituite in seguito a conflitti che stravolsero il vecchio sistema diplomatico, a tutela di nuovo, che esse rappresentano. Il bene pubblico internazionale che esse tutelano è quello di un ordine incarnante i valori dei vincitori dei conflitti che le hanno precedute.

Personalità giuridica
Esse sono governate dal principio di specialità, ovvero non sono dotate, a differenza degli stati, di competenza generale, ma si vedono attribuire dagli stati che le creano poteri i cui limiti sono fissati in funzione del perseguimento degli interessi comuni che esse hanno il compito di promuovere.
Da tempo si è ormai affermato che possiedono una personalità giuridica propria distinta da quella degli stati che partecipano ad esse. A tale principio si ispira la giurisprudenza Italiana del '900, ma i requisiti per la titolarità di una vera e propria personalità sono indicati nella necessaria autonomia, anche organizzativa, distinta da quella degli stati membri, e nella presenza di una missione ben definita, con attribuzione di relative competenze al cui esercizio corrisponde la titolarità di uno specifico staus nella comunità internazionale Tali caratteri sono emersi in un caso famoso sottoposto alla Corte internazionale di giustizia nel 1949, nello stabilire se (ONU) godesse del diritto al risarcimento del danno provocato dalla violazione di obblighi relativi al trattamento ed alla protezione internazionalmente dovuta ad un proprio agente. Nel caso si osservò che "la conclusione di accordi, di cui l'Organizzazione è parte, ha confermato il carattere di adeguata autonomia dell'Organizzazione che occupa una posizione per alcuni versi distinta dai suoi Membri, ed ai quali ha il dovere, ove del caso, di ricordare il rispetto di certi obblighi", ma anche che: "L'Organizzazione è stata destinata a godere di diritti che possono spiegarsi solo se ad essa è attribuita, in larga misura, la personalità internazionale e la capacità di agire asul piano internazionale. Si deve riconoscere che i suoi Membri, assegnandole certe funzioni, l'hanno dotata delle competenze necessarie per permetterle di svolgere effettivamente queste funzioni".

lunedì 10 settembre 2007

Carmen: NORMATIVA DOGANALE E REGIME DELLE IMPORTAZIONI DALLA CINA

Carmen: NORMATIVA DOGANALE E REGIME DELLE IMPORTAZIONI DALLA CINA

NORMATIVA DOGANALE E REGIME DELLE IMPORTAZIONI DALLA CINA


Regolamentazione delle importazioni

Qual è la disciplina delle importazioni in Cina? Esistono delle restrizioni alle importazioni?

L'autorità responsabile in materia doganale in Cina è la Customs General Administration, direttamente dipendente dal Consiglio di Stato, mentre la normativa vigente al riguardo è la Customs Law del 1987. In base a tale normativa al momento dell'arrivo nel territorio cinese la persona incaricata del trasporto delle merci ha l'obbligo di recarsi presso l'autorità doganale competente e presentare la licenza di importazione, oltreché tutta la documentazione prevista.
In teoria tutti i prodotti importati ed esportati in Cina sono soggetti ad ispezione da parte del China Commodity Inspection Bureau (CCIB). I prodotti venduti in Cina devono anche essere contrassegnati con il nome del prodotto e del produttore e relativo indirizzo, gli ingredienti e relative quantità, la data di produzione e di scadenza, le avvertenze, le istruzioni per il trasporto ed il magazzinaggio. Le operazioni di sdoganamento devono essere effettuate entro 14 giorni dall'entrata delle merci nel territorio cinese ed almeno 24 ore prima della loro uscita nel caso di esportazione. L'omessa presentazione della


dichiarazione doganale entro tre mesi dall'ingresso delle merci in Cina comporta la possibilita' per l'ufficio doganale di confiscare le stesse. Le licenze di importazione sono gestite dal Dipartimento di Commercio Estero del Ministero per il Commercio Estero e la Cooperazione Economica (MOFTEC) e gravano su tutti i prodotti provenienti dall'Unione Europea. Le liste dei prodotti soggetti a licenza sono frequentemente aggiornate sulla base delle priorità di politica commerciale.
In particolare è vietata l'importazione di prodotti meccanici ed elettronici usati, qualunque sia la valuta, le modalità ed i canali di importazione, ad eccezione dei prodotti che hanno ottenuto un'approvazione esplicita all'importazione da parte dell'Ufficio Nazionale dell'Importazione.
E' inoltre vietata l'importazione dall'Italia sia di carni suine e bovine e dei prodotti derivati, che del pellame grezzo di tali animali. L'importazione e l'esportazione di oro ed argento, gioielli e prodotti in tali metalli è soggetta ad approvazione della People's Bank of China, ma viene concessa solo in rarissimi casi.
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Quali sono i dazi applicati in Cina?

Dal 1992 la Cina adotta il sistema internazionale di classificazione e descrizione delle merci. Le tariffe vengono calcolate in base al valore CIF per le merci importate e FOB per quelle esportate. Alcune categorie di beni, come il materiale pubblicitario ed i campioni privi di valore commerciale, sono esenti da dazi; mentre beni, quali la merce danneggiata durante il trasporto o lo scarico o danneggiata da forza maggiore prima dello sdoganamento, possono essere esentati dai dazi a discrezionalità delle autorità competenti.
Le aliquote più basse dei dazi doganali di importazione, comprese tra il 2% ed il 150%, vengono applicate sui prodotti provenienti dai paesi con cui la Cina ha stipulato accordi preferenziali, quali l'Italia. Le aliquote medie invece, che a partire dal 1 gennaio 2002 sono state ridotte dal 15,3 al 12%, sono applicate alle merci provenienti da tutti gli altri paesi. Sempre a partire da tale data l'aliquota media dei dazi doganali sulle importazioni dei prodotti industriali è dell'11,6%, mentre quella sui prodotti dell'agricoltura, ad esclusione dei prodotti acquatici, è del 15,8%.
Il recente ingresso della Cina nella WTO ha determinato questo progressivo abbassamento delle


tariffe. Inoltre l'accordo firmato nel 2000 con l'Unione Europea ha dato avvio all'armonizzazione tra i dazi UE e quelli cinesi ed ha introdotto importanti novità nel settore tessile. In particolare è stato posto fine al monopolio statale relativo alle esportazioni della seta, sono state eliminate le contingenze e le licenze di importazione per i filati di lana e cotone e per i prodotti con filamenti sintetici e/o artificiali.
Per i prodotti agricoli l'accordo prevede la liberalizzazione dell'accesso sul mercato cinese di molti prodotti e riduzioni per prodotti come pasta, vino ed olive.
Oltre alle tariffe all'importazione, dal 1994 è in vigore l'Iva con aliquote pari al 13% o al 17%, sull'importazione dei seguenti beni: cibo e oli vegetali commestibili, acqua potabile, gas naturale, riscaldamento, carbone, petrolio, libri, quotidiani e riviste, mangimi, fertilizzanti chimici, pesticidi, macchine agricole.
Inoltre undici categorie di prodotti sono anche soggetti alla tassa sui consumi al momento dell'entrata in Cina con aliquote tra il 3% ed il 45%; si tratta di: sigarette, liquori, cosmetici, prodotti per capelli e per la pelle, gioielli, fuochi d'artificio, petrolio, gasolio, pneumatici, motocicli e piccoli veicoli a motore.
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Documentazione richiesta


I documenti idonei a provare la definitiva importazione della merce in Cina sono la dichiarazione doganale di importazione della Repubblica Popolare Cinese ed il modello unificato dello sdoganamento, che possono essere presentati alternativamente. In essi deve essere contenuta l'indicazione del pagamento dei dazi doganali, tutti gli elementi che possano far ricondurre il documento all'esportazione effettuata e devono essere timbrati e firmati dalla locale autorità doganale. I documenti possono essere prodotti in originale o in copia conforme.
Gli altri documenti che devono accompagnare la merce sono:
- fattura commerciale, redatta in inglese ed in tre copie, contenente tutti gli elementi previsti dalla legge;
- certificato di origine rilasciato dalla



Camera di Commercio;
- certificato sanitario per i prodotti alimentari, contenitori, utensili, animali vivi, loro carni e derivati e pelli grezze;
- certificato fitosanitario per piante e derivati, semi, cereali, soia, frutta e legname;
- certificato di analisi per prodotti farmaceutici, alimentari, bevande, cosmetici, tabacco, cotone, fibre chimiche, pelli;
- certificato di qualità, quantità, congruità prezzo, rilasciato dal Bureau of Commodity Inspection.
- documenti di trasporto via mare (polizza di carico, packing list, polizza assicurativa);
- documenti di trasporto via aerea (lettera di vettura aerea, packing list, polizza assicurativa).
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Zone franche


Le zone franche in Cina sono: Fujian, Shataojiao, Shantou, Xiamen, Dalian, Tianjin, Qingdao, Ningbo, Jiangsu, Shanghai, Fuzhou e Guangzhou.
Al fine di attirare gli investimenti stranieri, le autorità locali hanno altresì costituito delle Aree Economiche Speciali, caratterizzate da particolari esenzioni doganali ed agevolazioni fiscali, quali la riduzione dell'imposta sul reddito dal 33% al 15%.
Le aree economiche speciali si articolano in:
a) "Special economic zones", che godono di regolamenti speciali per



favorire gli scambi con l'estero e prevedono agevolazioni agli investitori stranieri quali esenzione di dazi doganali o incentivi fiscali e facilitazioni nell'utilizzo di valuta straniera;
b) "Coastal open cities", che godono delle stesse agevolazioni previste per le Special economic zones;
c) "Coastal economic development zones",
d) "Inland economic development zones", che godono di speciali agevolazioni per incentivare lo sviluppo industriale.


Investimenti stranieri


Tra i paesi in via di sviluppo la Cina si trova al primo posto per quanto riguarda il flusso degli investimenti esteri, che negli ultimi anni è in costante aumento.
La materia degli investimenti stranieri è attualmente regolata dal "Foreign Investment Industrial Guidance Catalogue" e dalle "Directory of Foreign Investment Tentative Provisions" del 1995, i quali suddividono gli investimenti stranieri in incoraggiati, permessi, limitati o vietati.
Le forme previste per gli investimeni stranieri sono:
1. la società mista, per la cui costituzione è necessaria l'approvazione del MOFTEC e la registrazione presso l'ufficio SAIC. Per questo tipo di società la legge prevede



l'obbligo per il partner straniero di sottoscrivere una quota minima del 25% del capitale dell'impresa.
2. La società cooperativa o contrattuale, assimilabile alla precedente, sebbene più semplice e caratterizzata da maggiore flessibilità operativa e giuridica.
3. La società a capitale interamente straniero, prevista a condizione che la società risulti prevalentemente a vocazione all'export o impieghi tecnologie avanzate.
Le agevolazioni previste per gli investitori stranieri sono di varia natura, sebbene prevalentemente di carattere fiscale, mentre particolari agevolazioni esistono per le imprese che si insediano nelle
L'Unione europea costretta a importare più prodotti tessili dalla Cina

–Proseguono oggi a Pechino gli incontri tra le commissioni di Cina ed Ue per risolvere la crisi commerciale generatasi in giugno con il restringimento delle quote di prodotti tessili esportabili. La crisi ha infatti causato la mancanza di prodotti tessili (maglioni, reggiseni, pantaloni, ecc.) nei negozi al dettaglio, tanto che i negozianti temono di non riuscire a rifornirsi in prossimità delle vendite natalizie.

Ieri a Londra Peter Mandelson, Commissario al Commercio dell'Unione Europea, ha annunciato che vuole proporre ai governi degli Stati europei di consentire una maggiore importazione dei prodotti tessili cinesi rispetto alle quote stabilite. Secondo il Commissario, questo consentirebbe di superare entro la metà di settembre la crisi. Intanto a Pechino fonti ufficiali parlano di un clima "franco", ma i giorni scorsi non hanno portato soluzioni.

A giugno Ue e Cina hanno concordato un limite alle importazioni di alcuni prodotti tessili, per il timore che la loro invasione sommergesse la produzione degli Stati membri (secondo stime Ue, il tessile europeo ha perso nel 2004 oltre 165 mila posti di lavoro e un altro milione di posti sono a rischio). Ma ora i dettaglianti europei lamentano che questo limite causa la mancanza di prodotti da vendere. Mandelson biasima i governi europei che, dopo l'accordo di giugno, per settimane hanno consentito la libera importazione di merci, così da esaurire in breve la quota annuale consentita. Osserva, inoltre, che le autorità cinesi sono state "troppo lente nell'introduzione di un loro sistema di controllo sulle esportazioni".

Come risultato, le merci cinesi (in gran parte già pagate dai grossisti europei) si sono ammucchiate nei magazzini doganali dei porti europei, mentre i dettaglianti avvertono che in autunno e inverno avranno gli scaffali vuoti. Secondo stime della Commissione Ue vi sono sono oltre 80 milioni di articoli, tra cui circa 59 milioni di maglioni e 17 milioni di pantaloni bloccati nei porti. L'imposizione delle quote inizia anche a colpire anche la produzione cinese: molte manifatture all'inizio hanno diretto la produzione su vestiti che non avevano raggiunto la quota, come pantaloni e bluse, ma anche questi settori sono ormai saturi. Nella prima metà del 2005 la Cina ha venduto in Europa prodotti tessili per circa 8 miliardi di dollari Usa, quasi lo stesso ammontare dell'intero 2004.

"Nell'esecuzione dell'accordo –osserva Mandelson- c'è stata una disfunzione", ma non per colpa di importatori e venditori al dettaglio che non devono essere ora "penalizzati in modo ingiusto".

Il Commissario ritiene che l'imposizione di quote verso i prodotti cinesi significa proteggere non solo la produzione interna ma anche le importazioni tessili di altri Stati non europei –come Bangladesh, Pakistan, India - e insiste che simili misure deve essere temporanea, per consentire "a ognuno di adeguarsi alla realtà del nuovo mercato, alla crescita della Cina" e per assicurare che i Paesi dell'Ue procedano "a una riforma economica e degli investimenti e ad adattarsi per quanto possibile a questa sfida". "La via del protezionismo –aggiunge- è solo una strada senza sbocco".



TASSO DI OCCUPAZIONE E DISOCCUPAZIONE


Secondo i recenti dati diffusi dall'Istat, la media nazionale relativa al tasso di occupazione è pari al 57,5%, ancora lontana dal target del 70% atteso per il 2010. L'occupazione femminile, lo stesso si ferma al 45,3% rispetto all'obiettivo del 60%
Occupazione (prime 4 province)
Reggio Emilia 70,8%
Modena 70%
Bologna 69%
Bolzano 69%
Tasso di occupazione femminile

Occupazione (prime 10 province)
Bologna63,2%
Modena62%
Ravenna62%
Reggio Emilia59,5%

Disoccupazione ai minimi dal '93
Tasso al 6,8%, grazie agli stranieri

Risultato record per la disoccupazione in Italia. Il tasso è sceso nel 2006 al 6,8% dal 7,7% del 2005. Secondo l'Istat si tratta del dato più basso dal 1993, da quando cioè esistono dati confrontabili. La crescita dell'occupazione è dovuta per il 46% all'aumento dell'occupazione a tempo determinato e per il 28% all'occupazione a tempo indeterminato degli stranieri.

Nel quarto trimestre 2006 il numero di occupati è risultato pari a 23.018.000 unità con una crescita su base annua dello 1,5 per cento (+333.000 unità). Un contributo rilevante è stato ancora una volta fornito dalla componente a tempo determinato (+191.000 unità) e dagli stranieri nella componente a tempo inde-terminato (+90.000 unità).

Si è inoltre confermata la tendenza all'aumento dell'occupazione delle persone con almeno 50 anni di età. In confronto al terzo trimestre 2006, l'occupazione nell'insieme del territorio nazionale ha registrato un aumento pari allo 0,2 per cento. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è aumentato di sette decimi di punto rispetto al quarto trimestre 2005, portandosi al 58,5 per cento.

Nel quarto trimestre 2006 il numero delle persone in cerca di occupazione è risultato pari a 1.709.000 unità, in calo rispetto allo stesso periodo del 2005 (-13,7 per cento, pari a -272.000 unità). Il tasso di disoccupazione si è posizionato al 6,9 per cento (8,0 per cento nel quarto trimestre 2005). Rispetto al terzo trimestre 2006, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione si è ridotto di due decimi di punto.

Nel quarto trimestre 2006 il numero degli inattivi (15-64 anni) registra un moderato aumento tendenziale (+31.000 unità). Alla significativa discesa nel Nord si è contrapposta la crescita nel Centro e soprattutto nel Mezzogiorno.

La crescita su base annua dell'offerta di lavoro ha sintetizzato un aumento dello 0,2 per cento (+27.000 unità) della componente maschile e dello 0,3 per cento (+34.000 unità) di quella femminile.

Alla positiva dinamica registrata nelle regioni settentrionali (+1,3 per cento, pari a +157.000 unità) e, in misura decisamente inferiore, in quelle centrali (+0,3 per cento, pari a +13.000 unità) si è contrapposta la riduzione del Mezzogiorno (-1,5 per cento, pari a -110.000 unità). In tale area alla nuova diminuzione dell'offerta di lavoro maschile (-1,1 per cento, pari a -53.000 unità) si è associata la significativa contrazione di quella femminile (-2,1 per cento, pari a -56.000 unità).

Con riferimento alla popolazione in età lavorativa (15-64 anni) il tasso di attività nel quarto trimestre 2006 si è posizionato al 62,9 per cento, invariato rispetto a un anno prima. Al marginale arretramento del livello di attività della componente maschile (dal 74,6 per cento del quarto trimestre 2005 al 74,5 per cento) si è associata la stabilità di quello della componente femminile (al 51,2 per cento).

TASSO DI OCCUPAZIONE E DISOCCUPAZIONE

Secondo i recenti dati diffusi dall'Istat, la media nazionale relativa al tasso di occupazione è pari al 57,5%, ancora lontana dal target del 70% atteso per il 2010. L'occupazione femminile, lo stesso si ferma al 45,3% rispetto all'obiettivo del 60%:
Reggio Emilia70,8%
Modena70%
Bologna69%

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FIERA INTERNAZIONALE CINESE


La Fiera internazionale cinese per gli investimenti commerciali

Il mese prossimo si terrà in Cina la Fiera internazionale 2005 per gli investimenti commerciali. Si tratta dell'unica fiera nazionale finalizzata ad attirare investimenti esteri diretti. Nel corso di un'intervista alla nostra Radio, un funzionario del Comitato organizzatore ha rivelato che l'attuale edizione rafforzerà ulteriormente la funzione di promozione degli investimenti internazionali, presentando al mondo la Cina e assegnando maggiore importanza alla promozione della rivalutazione dei capitali internazionali attraverso la circolazione globale.

La Fiera internazionale cinese per gli investimenti commerciali, patrocinata dal Ministero del Commercio ed organizzata congiuntamente dall'UNCTAD e dall'UNIDO, si tiene ogni anno in settembre a Xiamen, città sud-orientale della Cina, e comprende una Fiera di contatti per progetti di investimento, un Forum di investimenti internazionali e un simposio sui problemi focali degli investimenti, costituendo un'importante piattaforma per la comprensione delle più recenti politiche e ambienti degli investimenti della Cina e degli altri Paesi e regioni del mondo e delle nuove tendenze della circolazione dei capitali internazionali.

Il funzionario del Comitato organizzatore dell'evento e vice direttore del Dipartimento per la cooperazione economica e commerciale con l'estero della provincia del Fujian Yang Biao ha rivelato che l'attuale edizione della fiera privilegerà non solo la promozione degli investimenti bilaterali tra la Cina e gli altri Paesi del mondo, ma anche la costruzione di una piattaforma di scambi di informazioni fra i vari Paesi. Per l'occasione i vari Paesi stranieri potranno firmare accordi di investimento con Paesi terzi. Egli ha detto in merito:

"Oltre 50 Paesi con migliaia di progetti d'investimento all'estero hanno già confermato la loro partecipazione; tra cui Sud-Africa, Giordania, Polonia, Svezia, Damimarca e Cuba. Inoltre alcuni Paesi si stanno mettendo in contatto con noi attraverso le loro ambasciate in Cina. Nel frattempo l'UNIDO organizzerà una fiera speciale per gli investimenti in Africa, portando oltre 300 progetti d'investimento nel continente."

Un altro importante contenuto della Fiera sarà l'incoraggiamento delle imprese cinesi ad investire negli altri Paesi. Negli ultimi anni, in seguito alla crescita della forza economica della Cina, la dimensione dei suoi investimenti all'estero si è ampliata sempre più. Sempre più Paesi e regioni, particolarmente in via di sviluppo, auspicano di diventare le mete degli investimenti di più imprese cinesi. Yang Biao ha illustrato che per portare le imprese cinesi ad investire all'estero, il ministero del Commercio organizzerà nel corso della fiera una serie di attività interessate. Egli ha detto

"Nel 2005 molti Paesi africani e in via di sviluppo hanno mandato inviati in Cina a cercare opportunità di investimento, inoltre anche alcuni Paesi sviluppati come la Germania hanno chiesto alle imprese cinesi di investire sul loro territorio, per cui abbiamo organizzato decine di trattative in merito."

I vari governi locali e le imprese cinesi vedono molto bene la piattaforma di promozione concentrata degli investimenti rappresentata dalla fiera di trattative. Le varie delegazioni partecipanti porteranno con sè buoni progetti d'investimento e completi capitali, auspicando di trovare attraverso la fiera partner di cooperazione sul mercato internazionale.

Yang Biao ha detto che l'attuale edizione della fiera erigerà una piattaforma speciale per le imprese estere, organizzando le imprese cinesi ed estere a procedere a trattative one to one. Inoltre anche molti Paesi e regioni terranno meeting di illustrazione del loro quadro degli investimenti, attirando le imprese cinesi ad investire sul loro territorio, ivi compresi Paesi in via di sviluppo e sviluppati.

Attualmente il Comitato organizzatore possiede già una comprensione iniziale e di base su parte degli investitori e finanziatori che si sono iscritti all'attività di contatti sugli investimenti, auspicando di rendere l'attività più concreta allo scopo di innalzare il tasso di successo degli investimenti.

Sinora si sono tenute 8 edizioni della Fiera internazionale cinese per gli investimenti commerciali, con la firma di più di 15 mila progetti di cooperazione con capitali contrattuali superiori a 94 miliardi di USD.

europa debole

Andare a fare una vacanza nei paesi in cui si paga in dollari, comprare prodotti cinesi a meno prezzo, pagare la benzina meno.
Io mi chiedo: ma i giornalisti che dicono queste scemenze lo sono o lo fanno? o non si rendono conto di quali idiozie stanno dicendo e confermano quello che penso e sento dire dalla gente, ovvero che sono solo schiavi di chi ha interesse a fargli dire simili balle.
Pagare la benzina meno: roba da morir dal ridere.
Certamente i petrolieri la pagano meno e certamente fanno un mucchio di soldi, visto che noi la paghiamo sempre lo stesso prezzo!
Comprare prodotti cinesi a minor prezzo: certo che se si potessero mangiare i computer o i lettori di DVD sarebbe conveniente. Peccato che la spesa ogni giorno si faccia in Euro e peccato che i beni alimentari e agricoli siano iperprotetti e di concorrenza da area dollaro non se ne parla nemmeno
Andare in vacanza dove si paga in dollari: la soddisfazione del pirla. A parte il fatto che sarebbe bene andare in vacanza in Italia, se fosse economicamente accessibile (ormai siamo più cari - sul serio - della Svizzera), ma che soddisfazione c'e' ad andare in vacanza dove si paga in dollari? E' soddisfazione andare in vacanza perchè si sta bene e si guadagna, non di certo quando tornando si potrebbe aver perso il posto di lavoro.
La realtà è che con l'euro così forte non si vende nulla all'estero e l'unico rimedio per le aziende è chiudere o andare a produrre dove il lavoro si paga in dollari. Oggi paradossalmente conviene aprir fabbriche in America, per non dire ovviamente tutti gli altri paesi dell'estremo oriente legati al dollaro.

La realtà è che gli americani sono furbi e usano la valuta politicamente per i loro interessi di medio e lungo periodo. Noi in Europa non abbiamo un potere politico che possa fare altrettanto e ci siamo affidati ai banchieri, che ovviamente gestiscono la valuta cercando di mantenerla ai valori più alti possibili. In questo modo garantiscono il potere di acquisto di chi i soldi li ha, contribuiscono ad aumentare il differenziale fra chi ha e chi non ha, e fanno sì che gli imprenditori e i loro dipendenti vadano in malora.
Quindi, andiamo in vacanza in area dollaro e, mentre siamo la', cerchiamo di vedere se possiamo aprirci un'attivita' e restarci, perche' qui, di questo passo, ci sara' ben poco da ridere.

EURO

EURO